Gipi alle Invasioni Barbariche: “L’unica regola della satira è che deve andare dai deboli ai potenti. La vignetta che non mi hanno pubblicato? Era un loro diritto”

Gipi

Gianni Pacinotti, in arte Gipi, ospite alle Invasioni Barbariche, ha parlato poco fa della libertà di espressione e del diritto di satira, esprimendo la sua commozione per quanto accaduto mercoledì scorso a Parigi. “Ultimamente credevo che la satira non servisse a niente”, ha affermato l’autore pisano. “Questo evento mi ha fatto rivalutare un sacco di cose. Nella satira c’è una regola sola: deve andare dai deboli ai potenti.“.
E ancora: “È assurdo che una persona venga uccisa per blasfemia. Sarebbe come se io pretendessi che nessuno possa più dire la parola ‘come’ perché è un termine che offende una cosa invisibile della quale mi sono inventato l’esistenza”.

Daria Bignardi ha poi mostrato un suo disegno realizzato da Gipi – che potete trovare in calce all’articolo – che “un importante giornale italiano” del quale non è stato fatto il nome ha deciso di non pubblicare.

“Era un loro diritto”, ha affermato con tutta serenità l’autore pisano, “si tratta di un quotidiano privato, decidono loro cosa pubblicare. C’era la recensione di un libro che parlava di due gay che hanno un bambino. Leggendola, ho avuto questa immagine di una sacra famiglia, di due San Giuseppe con un figlio. L’ho scansionato, inviato, mi hanno risposto ringraziandomi.
Dopo cena, verso le 9, mi è arrivata la telefonata dove mi veniva detto che per i lettori di area cattolica sarebbe stato un problema. Sono stati molto carini. Ho rifatto un disegno dove c’erano due uomini con una bambina, non barbuti, senza aureola, semplicemente non erano Giuseppe, ma andavano bene.”

Nicholas Venè

Leggo, scrivo, gioco, guardo, commento. Osservo e prendo appunti, provando a fare cose.

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