[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… Alessandro Caligaris

Una delle cose che più amo della mia collaborazione con C4Comic è la possibilità di poter sfogare nello stesso momento due delle mie passioni, un’unione che si può riassumere in tre parole: scrivere di fumetti. Oltre a questo, far parte della redazione mi permette di entrare in contatto con artisti e autori che altrimenti rimarrebbero soltanto un nome su un libro. Alessandro Caligaris, autore di Hoarders (volume, edito da Eris Edizioni, di cui potete leggere la recensione cliccando qui), è una di quelle persone che rendono il compito di intervistare un artista, ancora più piacevole di quanto non sia già di suo.

Disponibile e gentilissimo, l’artista torinese ci racconta di sé, di come è nata l’idea di Hoarders e dei suoi progetti futuri. Enjoy!

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C4Comic: Ciao Alessandro, benvenuto su C4Comic! Dopo averti conosciuto di persona al Lucca Comics & Games 2014, dopo aver letto e recensito la tua opera prima, Hoarders, finalmente siamo arrivati all’intervista ed è un piacere averti tra noi.
Alessandro Caligaris: È un piacere anche per me! Nella “Malebolgia” lucchese si fanno sempre incontri interessanti!

C4C: Alessandro, su C4Comic c’è la scellerata usanza di lasciare spazio all’autore per parlare di sé e presentarsi al pubblico. Hai voglia di raccontare, per coloro che ancora non ti conoscono, chi è Alessandro Caligaris?
parishportraitA.C. : Bella domanda, visto che spesso anch’io fatico a decidere “cosa sono”! Sicuramente sono un osservatore attento della realtà, soprattutto del suo lato “morboso” (per non dire oscuro che mi sa troppo di Star Wars!) ormai caratteristico di questi tempi. Sono sempre state le “sfumature di grigio” ad attrarmi, ovvero quel “meta-mondo” in cui positività e negatività si confondono, dando vita al vortice di vitalità che ci inghiotte tutti quotidianamente. Sono più o meno sopravvissuto alle dosi massive di Tv berlusconiana e all’onnipresente catto-comunismo (ormai solo più “catto”), portandomi dietro però un “sentimento bipolare” che mi costringe ad oscillare continuamente tra piani culturali molto diversi, come la “comicità monnezza” del “Bagaglino” e del “Cinepanettone” anni 80-90 e quella “alta” di un Nanni Moretti (tanto x fare qualche esempio…).

Ma sono anche uno che insegue il proprio sogno (ovvero vivere del mio lavoro artistico… Grande novità, eh?!) con totale dedizione, cercando di evitare il più possibile fuorvianti compromessi, in poche parole… Lotto come un dannato per sbarcare il lunario, tra le fila del “precariato unito”.

In questi ultimi anni, vista la rovinosa realtà che ci circonda, mi sento davvero “un giullare tra le rovine” e, dietro le molte preoccupazioni per la mia sorte futura come artista e autore, non nego di nascondere un sorrisetto compiaciuto nel constatare come molti dei personaggi che creo vengano platealmente superati dai loro alter ego reali! Forse una magra consolazione, ma sicuramente un buon segno verso cui continuare ad orientare la mia ricerca di “scrutatore dell’osceno”! Tanto per dare qualche info in più, sempre che interessi, sono un fanatico di serial americani e anime giapponesi, appassionato di letteratura noir e sempre a caccia di “cazzate immonde” in rete.

Alessandro Caligaris cap7-2C4C: Laureato con il massimo dei voti all’Accademia di Belle Arti di Torino, street artist e infine fumettista. Poliedrico e instancabile, come riesci a conciliare i diversi aspetti della tua produzione artistica?
A.C. : Messa giù così mi fa apparire più secchione e più “fenomeno” di quanto sia in realtà, mentre sono solo uno che ha sempre amato profondamente ciò che fa. È stato necessario conciliare le varie sfaccettature del mio lavoro, poiché sono fermamente convinto che ci siano concetti e narrazioni che si prestano ad essere rappresentati in modo più efficace tramite alcuni strumenti piuttosto che con altri, da qui la volontà di confrontarmi tanto con un graphic novel, piuttosto che con progetti di street art o raccolte di lavori per un evento in galleria; inoltre le soddisfazioni e il dialogo con i fruitori della mia produzione cambia radicalmente a seconda del “media” che scelgo di utilizzare per esprimermi, ecco perché ho scelto di dilatare la mia ricerca su più fronti… Uno solo non poteva bastarmi per dire tutto ciò che ho da dire. Senza contare che sono uno che dorme ed esce davvero poco… E poi, diciamocela tutta, un buon disegnatore non dovrebbe avere problemi nell’adattare la propria cifra stilistica ai vari supporti, a prescindere che siano una piccola vignetta o un muro di di grandi dimensioni.

C4C: Passiamo a parlare di Hoarders. A noi di C4Comic è piaciuto molto: esteticamente è un lavoro che lascia a bocca aperta e nei contenuti è cattivo e molto profondo. Come ti è venuta però l’idea di raccontare una storia partendo da una patologia come quella dell’accumulo compulsivo?
Alessandro Caligaris cap8-1A.C. : Aggiungendo che per sbarcare il famoso “lunario” mi occupo di “laboratori strutturati” per i servizi sociali in ambito psichiatrico come arteterapeuta (altra utile “sfaccettatura” che mi permette di sopravvivere tra l’altro), penso che parte della risposta sia già data! Parlo ovviamente di ciò che conosco, ma il ragionamento dietro Hoarders credo vada un po’ oltre la mia esperienza professionale diretta, ovvero cerchi nella “compulsione” un tratto distintivo della nostra società in genere, trovando un comune denominatore nell’ossessiva e compulsiva ricerca di “una vita migliore”, anche se a scapito del prossimo. Accomunandoci tutti, e portando alcuni ad assumere comportamenti ritenuti aberranti. Ormai mi “stupisco di stupirmi” di quante declinazioni possa assumere la volontà di possedere e accumulare e di come essa connettendosi strettamente all’idea imperante di “benessere” ci porti a confondere una vera e propria ossessione con una “sana e dovuta ricerca della felicità”; in questo panorama la vera “cifra distintiva” è il potere d’acquisto, quindi la persona benestante “colleziona”, mentre il pezzente, magari un po’ fuori di testa “accumula”! In questo meccanismo alcuni oggetti prima in uso e di moda, divenuti poi rapidamente obsoleti, o si trasformano in spazzatura buona solo per gli Hoarders o per gli eco-mafiosi oppure risorgono, divenendo vintage o magari opere d’arte contemporanea, quindi nuovamente appetibili per la “bella gente”… Quindi, a ognuno lo “shopping” che si merita! Accumulatori lo siamo un po’ tutti, soprattutto in tempi in cui il futuro spaventa ed è facile aggrapparsi a qualche “surrogato” che ci riporta ad un confortante passato!

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C4C: In Hoarders ci sono molti rimandi a personaggi non proprio splendenti della politica italiana (mi riferisco al Santo Trafficante che ricorda qualcun altro che è considerato o un santo o un mafioso). Una satira graffiante e molto efficace. Quasi dolorosa. Eppure il vero e proprio “sporco”, inteso come male della società, si legge andando in profondità nella storia. Ad esempio quando si tocca il tema religioso. Sembra quasi che tu abbia esorcizzato le tue paure, vuoi parlarcene?
Alessandro Caligaris muroc4comic2A.C. : Ogni lavoro artistico che produco è un esorcismo! Lo trovo necessario, altrimenti rimarrei sopraffatto dall’aria mefitica che tira nella nostra “Repubblica delle Banane”! Tanto più un lavoro come Hoarders, che ho considerato sin dall’inizio una sorta di “discarica” in cui far confluire parte della “spazzatura pop” e non, accumulata dalla mia coscienza in tempi più o meno recenti. Per fare qualche precisazione in più, Santo Trafficante era un gangster dell’entourage di Sam Giancana, da me scoperto tramite la trilogia “American underground” di Ellroy (un eccellente affresco del Sotto-Mondo made in U.S.A), che qualche abitudine condivisa con alcuni elementi della nostra classe politica, l’aveva sicuramente! All’ombra di “cupole” e “cupoloni” si è visto come da noi fioriscano personaggi a dir poco “ambigui”, che, nonostante i temporanei “rigurgiti giustizialisti” dell’opinione pubblica, sono divenuti il motore occulto e corrotto della società; il “Santo”, come personaggio, è tanto figlio di questa realtà ormai palese, tanto quanto della mia passione per le raffinate descrizioni del “Male” di matrice cospirazionista/massonica fatte da registi come Lynch o romanzieri come Pynchon, per non parlare del meno “intellettuale”, ma sempre mitico, Kaiser Sosen dal film “I soliti sospetti“(non fraintendetemi però, non sono un fan di Adam Kadmon e delle sue “rivelazioni”! Preferisco “Blu notte” e “Misteri italiani”!!).

homeraltaRicostruendo un mondo corrotto fino al midollo è stato quasi “naturale” arrivare alle “dolenti note” riguardanti le perversioni e gli integralismi nati in seno ai vari culti religiosi, che per quanto possano opporsi alla “corruzione capitalista”, spesso ne condividono obiettivi, interessi e vizi, promettendo, al pari della politica, un esistenza migliore in questa o addirittura nell’altra vita!

Penso che chi ha la possibilità di raccontare la propria realtà non si debba soltanto limitare a produrre del semplice intrattenimento, anche senza grandi pretese, un accenno ad alcuni argomenti è, credo, quasi “dovuto” di questi tempi. Lo Stivale ha un disperato bisogno di “Satira”, qualunque sia la sua forma, perché noto ormai da tempo con quanta fatica si “rida” della famigerata “classe dirigente”! L’opinione pubblica passa continuamente dall’adorazione per gli uomini di potere all’odio e al disprezzo più puro nei loro confronti, una forsennata oscillazione perpetua in cui la nostra satira fatica a risorgere nelle sue vecchie forme, ma di cui oggi avremmo impellente bisogno!

C4C: Abbiamo accennato poco fa al tuo stile grafico. Il tuo è un disegno iper-dettagliato, riempie la vignetta così come gli hoarders riempiono i propri spazi. Ogni tavola è una mappa del tesoro ricca di dettagli e di particolari che, se visti nell’insieme, richiedono la contemplazione che si riserva a un paesaggio. Hai uno stile molto personale, soprattutto se si considera che sei al tuo esordio. Quali sono le tue influenze e cosa ti ha portato ad avere un tratto così particolare?
pimpaaltaA.C. : La maturazione di uno stile personale è il frutto di molto lavoro ed esercizio, mentre la scelta di portarlo alle sue “evoluzioni estreme” arriva dalla ferma volontà di non generare un prodotto che potrebbe apparire “pre-confezionato” e “su misura” per un certo target di lettori. Mi piace pensare che il lettore debba “prendersi il suo tempo” per visionare la tavola nella sua completezza, portandolo ad una fruizione più attenta del’ opera che ha tra le mani. Le influenze sono ovviamente innumerevoli e posso farvene un bell’elenco, partendo dai maestri americani come Walt Kelly e Will Eisner, passando per autori più recenti come Miller, Ghiffen, McFarlane, Larsen, Ross, Quesada, Ramos, Madureira, Pearson, Campbell e Bachalo , arrivando fino alla Tank Girl della tripletta Hewelett, Martin,Milligan o al “Blacksad” disegnato da Guarnido, ma anche a nomi più “orientaleggianti” come Q Hayashida, Yuko Osada, Yasuhiro Nightow, Katsuya Terada e Boichi. Tra i classici italiani adoro Toppi e Pazienza ma apprezzo molto anche lo stile di Frezzato, Ponticelli e Barbucci.

C4C: Pochi giorni fa sulla pagina Facebook di Eris Edizioni, il tuo editore, abbiamo visto che qualcosa bolle in pentola in merito a un tuo prossimo progetto? Puoi accennarci qualcosa?
A.C. : Nei mie sogni più “libidinosi” Hoarders ha dei “fratelli”. Non ho mai pensato ad una saga vera e propria ma ha dei progetti che pur vivendo autonomamente sono strettamente connessi e forniscono un’evoluzione narrativa al lettore. Da Hoarders sono rimaste fuori molte cose da “criticare” e per farlo nel migliore dei modi ho chiesto per questo nuovo progetto aiuto ad un amico romanziere, Antonio Falbo, con cui condivido un passato professionale ed una certa “visione d’insieme”.

Inutile dire che è ancora tutto ancora in profonda “incubazione”, ma se riusciremo a dare vita a questo nostro “Frankenstein Junior”… Non avrà pietà per nessuno, ancor meno del suo predecessore!

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C4C: Prima di salutarci resta il tempo per il marchio di fabbrica di C4Comic, ovvero: qual è la tua kriptonite?
A.C. : Domanda dolente! Io ne ho parecchie di allergie kriptonitiche! Direi, innanzi tutto, Superman, Topolino e tutti i “buoni per forza” come loro! Poi aggiungerei le fiction italiane come Don Matteo e Carabinieri e i format televisivi studiati apposta per rincoglionire i bambini come Peppa Pig e i Teletubbies! E, direi, oltre il palinsesto TV della domenica ci metterei anche i fumetti disegnati male (soprattutto se l’effetto non é voluto), le fiere-mercato d’arte contemporanea, tutti quelli che litigano tramite Social Network e, a dirla tutta, non vado pazzo nemmeno per gli hipster!

C4C: Alessandro, da parte mia e di tutta la redazione di C4Comic ti faccio i migliori auguri per i tuoi progetti futuri. Grazie ancora per essere stato nostro ospite e… A presto!
A.C. : Grazie a voi per aver ospitato i miei non-sense (dicasi anche cazzate)! Spero di non averle sparate troppo grosse!

Marcello Bertonazzi

Newser e recensore milanese. Ha passato due terzi della sua esistenza a drogarsi di fumetti, libri e a collezionare dischi. Entra ed esce in continuazione dal tunnel delle serie tv. Pare purtroppo non ci sia più niente da fare. Felicemente irrecuperabile.

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