Tavole originali: il contenuto

Un concetto estremamente importante è capire che cosa sta succedendo nel disegno rappresentato sullakriminal tavola. Appurato che il soggetto è quello che ci interessa (eroe, cattivo di turno, ambientazione, periodo, stile, etc) è necessario interpretare le azioni espresse.
Mi spiego meglio: in ambito collezionistico ci sono, all’interno delle serie più o meno lunghe albi chiave che nel corso degli anni hanno fatto la storia di un titolo o di un personaggio. Di per sé è già un bottino prezioso possedere una tavola originale di Kriminal disegnata da Magnus, ma se da uno pseudo anonimo numero si ha la possibilità di ottenere una delle tavole del numero 5 “Omicidio al riformatorio” il discorso cambia e di molto. Le ambientazioni cupe, le pose audaci delle ragazze, gli efferati delitti formano un cocktail micidiale. Figurarsi se tutti questo coincide: Kriminal che si avventa sul collo di una malcapitata in abito succinto, il tutto in primo piano….. una miscela esplosiva per gli amanti del genere.

DIABOLIKCapirete quindi che l’acquisto di una tavola è condizionato fortemente dal contesto. L’apparizione di un nuovo personaggio importante della serie (in Alan Ford il Numero Uno attende ben 11 numeri prima di prendere le redini del Gruppo T.N.T.), la trasformazione di un super eroe o un momento fatidico (il morso del ragno a Peter Parker), un atteggiamento icona che identifica l’eroe (Diabolik che serra il pugnale durante un colpo), una scena che ha colpito il pubblico intero per la sua profonda efficacia (Dylan Dog che tiene in braccio la spoglia esanime di Jhonny Freak, n°81). Insomma iniziate a capire che questa passione è un’avventura complicata da affrontare.

In genere questi fumetti rappresentativi sono utilizzati per pubblicazioni anomale tipo collane in grandi formati allegati a giornali e riviste, oppure per raccolte antologiche dedicate ad un personaggio specifico. Diventano veri e propri cavalli di battaglia, araldi di famiglia, effigi erette a gloria eterna.

Conoscere approfonditamente la storia della tavola è l’equivalente di possedere il pedigree di un animale di razza. Può accadere di non riconoscere una tavola non riuscendo a individuare l’albo che la racchiude, infatti spesso non tutto quello che viene realizzato poi trova uno sviluppo editoriale o più semplicemente non tutto viene editato per l’Italia.
Un altro problema si evidenzia per tutte quelle opere che sfuggono a una collocazione precisa, non essendo racchiuse in numeri di una serie, in un portfolio, in un inserto ma che invece vivono di una vita propria. Mi riferisco alle opere realizzate su commissione o prive di contratti, storie, episodi. Solo un esperto riesce a compiere una valutazione precisa, infatti non sempre è un valore aggiunto, ma può sembrare come un vezzo, un capriccio, un pensiero fuori dagli schemi.
Proviamo ad analizzare meglio: una tavola preparatoria di Magnus per il Tex gigante, insolita accoppiata, pone di fronte un amante di uno o dell’altro genere a un vero e proprio tesoro fatto di dobloni luccicanti. Stessa cosa può valere per un bozzetto a matita di una tavola di Giancarlo Alessandrini per una prova inchiostrata per una copertina di Martin Mystère o un bozzetto a matita. Se però nel primo caso la combinata insolita ne addiziona il valore, nel secondo, seppur di fattura pregevole e raffinata offre un risultato quasi “scontato”.

tex

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

Potrebbero interessarti anche...