Zerocalcare e Chef Rubio al Festival Internazionale del Giornalismo: “Leggiamo, evitiamo la spirale dell’ignoranza”. Il podcast integrale

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L’atmosfera nella Sala dei Notari è toccante. Al Festival del Giornalismo di Perugia, le domande di Luca Valtorta per  Zerocalcare e Chef Rubio sono sempre mirate e profonde. All’inizio dell’appuntamento è stato proiettato il video della canzone “Figli come noi” del Muro del Canto, che ha lanciato da giorni l’hashtag #SoffiamoViaGliAbusi. Ricordiamo, a tal proposito, che l’intero ricavato della vendita digitale della canzone verrà devoluto ad ACAD, “Associazione Contro gli Abusi in Divisa”: potete trovare maggiori informazioni in merito all’iniziativa sul sito ufficiale del Festival.

Zerocalcare_-_Lucca_Comics_and_Games_2012L’incontro scorre piacevolmente, con Zerocalcare che affronta con la consueta autoironia il proprio imbarazzo nel parlare di fronte alla folla e racconta il suo legame con Rebibbia e con Roma in generale, riuscendo ad affrontare con spontaneità e trasparenza i contenuti di forte impatto che vengono discussi. Michele Rech ricorda come la società attuale sia investita da una lotta non tanto contro la povertà, ma contro i poveri, con una macchina burocratica che pone una serie di problematiche infinite. “È strano sentirmi dire che ho deluso qualcuno dopo che ho detto certe cose”, afferma l’autore romano. “Non dico che chi la pensa diversamente da me non debba leggermi, ma mi stupisce che qualcuno non colga le mie opinioni da ciò che scrivo”.

Gabriele “Chef Rubio” Rubini si concentra su come il tema trattato sia molto delicato per i giornalisti, considerando come, all’interno di una testata, possa risultare difficile prendere una posizione su determinati temi in completa libertà. Il passo è breve da qua alla riflessione su quella spirale di mancanza di informazione che sta conducendo le persone ad ignorare problematiche come quella affrontata: “È assurdo che qua a parlare di questi temi ci sia un cuoco. Se i piccoli non leggono, da grandi non avranno una cultura. C’è ancora gente che dice che il fumetto non è cultura: non legge più nessuno, non si informa più nessuno.”

Su questo tema si sofferma anche Rech: “Il fumetto sta arrivando in libreria, c’è stata una trasformazione linguistica da fumetto a graphic novel operata al fine di dare al medesimo prodotto una dignità letteraria che ancora viene negata al primo termine. La letteratura per immagini viene sempre più percepita per quello che è, ossia un linguaggio e non un genere. A fumetti vengono fatte interviste, storie per bambini, storie drammatiche e tutto ciò che un autore può voler esprimere”.

 Al momento delle domande, Zerocalcare ha fatto luce sull’ultima storia pubblicata sul blog: “Non riuscivo più a raccontare le mie esperienze attuali disegnando personaggi di anni fa. Volevo far evolvere i miei personaggi, da ora in poi li rappresenterò così”.

Di seguito, il podcast della conferenza:

Nicholas Venè

Leggo, scrivo, gioco, guardo, commento. Osservo e prendo appunti, provando a fare cose.

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