Scott McCloud in Tour: “Lo Scultore” fa tappa a Milano

Prosegue il tour italiano di Scott McCloud per presentare la sua ultima opera, Lo Scultore, edita in Italia da BAO Publishing. Dopo la tappa iniziale a Roma (qui il nostro report a opera di Marzio Petrolo), ieri è toccato alla città di Milano ospitare l’autore statunitense. Noi di C4Comic eravamo presenti e siamo qui per raccontarvi quanto detto nel corso della serata.

Lo Scultore

L’incontro è fissato alle ore 18.30 presso La Feltrinelli di Corso Buenos Aires, ma già a metà pomeriggio cominciano a fare la loro comparsa su Twitter le prime foto: c’è chi immortala la propria copia de Lo Scultore, chi mostra la sala adibita all’incontro che inizia a popolarsi… Insomma, bisogna sbrigarsi. Appena arrivato in libreria (un’oretta prima dell’inizio) ringrazio mentalmente i miei check ossessivi sui social network per non avermi lasciato in piedi e prendo posto in una delle ultime sedie rimaste libere. Nella mezz’ora seguente tutta la sala si sarebbe riempita in ogni ordine di posto. D’altra parte è comprensibile: Scott McCloud è un mostro sacro del fumetto americano e mondiale e l’attesa per questa sua ultima fatica è alle stelle.

Aspettando l'arrivo di Scott McCloud: manca un'ora all'inizio e la sala è quasi già piena.

Aspettando l’arrivo di Scott McCloud: manca un’ora all’inizio e la sala è quasi già piena.

Lo Scultore - CoverAlle 18.30 in punto l’artista e il suo editore fanno la loro comparsa e si da subito inizio alle chiacchiere. La cosa che impressiona e che colpisce immediatamente è quanto l’autore sia padrone in modo assoluto della materia in oggetto: il fumetto. So che questa mia affermazione può sembrare a dir poco banale (specialmente se riferita a Scott McCloud che di saggi sul mezzo in questione ne ha scritti ben tre), ma il fatto è che vedere e sentire parlare dal vivo Scott McCloud del media fumetto è qualcosa che va al di là di quanto sia possibile immaginare avendo solamente letto i suoi libri. La passione totale, la competenza e la completezza con cui Scott parla di fumetti incantano e lasciano senza parole. L’autore è così consapevole dell’arte del fumetto che è capace di esplorarla e mostrarla con chiarezza disarmante in ogni suo aspetto, sia esso parte del processo creativo o puramente fruitivo. Una capacità che, mi si perdoni l’accostamento azzardato, mi ha ricordato il modo di vedere al mondo che è proprio dei grandi designer: semplicità, invisibilità (il lavoro dell’artista è valido nella misura in cui la sua presenza artistica non ostruisce la fruizione del prodotto ma al contrario la agevola), cura nei dettagli e visione d’insieme.

Lo Scultore 01Scott inizia raccontando, incalzato da Michele Foschini – Chief Creative Officer e co-fondatore di BAO Publishing -, la genesi dell’opera, partendo dall’idea per la storia – risalente a quando egli era poco più che ventenne – all’effettiva realizzazione. Un volume che ha avuto bisogno di 25 anni d’incubazione e 5 di duro lavoro prima di vedere la luce. L’artista si dice però contento di essersi concesso tutti questi anni prima di iniziare a scrivere Lo Scultore, perché questo gli ha permesso di restituire alla storia una prospettiva e una sensibilità che solamente la consapevolezza e la saggezza che vengono col tempo sanno portare.

Come per tutti gli eventi targati BAO Publishing, ogni momento è un possibile “questiontime” e si inizia così una splendida conversazione in cui ogni domanda del pubblico e ogni risposta dell’autore, sono come pennellate su di una tela che vanno a formare un bellissimo quadro che mostra l’evoluzione del fumetto: com’era, com’è oggi e come sarà domani.

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Si parla del rapporto tra un autore e il proprio editore e di come, con l’affermarsi delle case editrici indipendenti, gli equilibri si siano capovolti in favore dei primi, permettendo agli autori di godere per la prima volta di un’immensa dose di libertà creativa; un’epoca che è stata fucina di grandi opere thumb_IMG_1243_1024(qualcuno ha detto Zot?), così come di vere e proprie brutture. Si nomina anche la famosa “Bill of Rights for Comics Creators”, stilata da Scott McCloud nel 1988, una sorta di manifesto i cui punti chiave potessero servire da tutela agli autori nei riguardi della propria arte. Un documento che ha contribuito a evitare la tentazione di “svenderei diritti delle proprie opere. Infine, all’interno di un discorso storico-evolutivo sulla comunicazione e sul fumetto, si arriva a parlare inevitabilmente dell’avvento di internet, che in tempi recenti ha cambiato e sta cambiando le carte in gioco. Ed è proprio sulle nuove forme di creazione-fruizione della nona arte che l’autore si sofferma a parlare: alcune di esse sopravvivranno, altre soccomberanno al progresso. Le chiavi per il successo? La semplicità e l’utilizzo di strumenti che impediscano di distogliere l’attenzione dalla lettura. Un esempio calzante è costituito dallo scrolling verticale che si effettua col pollice durante la lettura di un webcomic: un’azione automatica, che non necessita di nessun tipo di sforzo ma che consente di visualizzare lo schermo da cui si sta leggendo come se fosse una finestra, all’interno della quale scorre verticalmente la storia. Il tutto grazie al movimento naturale e automatico del pollice e alla semplicità del formato digitale.

thumb_IMG_1240_1024Il tempo è tiranno e dopo i dovuti scrosci di applausi è tempo di sketch e dediche. Tra una battuta e l’altra, mentre si aspetta il proprio turno, c’è il tempo per fare un’ultima considerazione: è sempre un momento interessante quello in cui si incontra di persona un autore, ma questa volta c’è qualcosa di più, la sensazione di portarsi a casa qualcosa di astratto e tattile allo stesso tempo, esattamente come astratto e tattile è il fumetto in tutte le sue forme, con quel suo carico di pagine, tavole, storie ed emozioni. Incontrare Scott McCloud è un’esperienza difficile da dimenticare e probabilmente irripetibile.

Se state leggendo queste righe e abitate a Torino e dintorni, fatevi un favore e andate all’appuntamento di questa sera al Circolo dei Lettori, non ve ne pentirete.

Marcello Bertonazzi

Newser e recensore milanese. Ha passato due terzi della sua esistenza a drogarsi di fumetti, libri e a collezionare dischi. Entra ed esce in continuazione dal tunnel delle serie tv. Pare purtroppo non ci sia più niente da fare. Felicemente irrecuperabile.

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