C4 Corso Manga: Lezione #11 – Materiali, qualche informazione utile

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Salve a tutti!

Come promesso siamo tornati con la seconda parte di C4 Corso Manga, più carichi che mai. Prima di lanciarci nei nostri sproloqui, vorremmo dirvi come abbiamo pensato di realizzare questa seconda trance. Terminata la parte di anatomia di base si può passare all’uso di chine e colori, oltre a come arrivare a realizzare vostri personaggi originali e una storia. Di norma partiremmo per gradi, passando dalle tecniche per arrivare alla sceneggiatura, ma così facendo affronteremmo alcuni argomenti troppo in avanti; abbiamo quindi deciso di dividere il corso in due parti: oggi inizieremo con la sezione Tecnica (in cui parleremo di materiali, inchiostrazione, neri e retini), tra due settimane sarà K.i.S. il nostro timoniere con lezioni di Sceneggiatura. Ci alterneremo con la Tecnica e la Sceneggiatura, una lezione a testa, per il momento sempre con cadenza bisettimanale: se siete interessati a vederci con più frequenza, starà a voi dircelo ;). Commentante, mandateci messaggi alla pagina Facebook o qui su C4 e, se ci sarà richiesta, aumenteremo la cadenza.

Per ora iniziamo come programmato 🙂 .

Fino ad adesso abbiamo parlato di come si disegna e delle basi per la realizzazione di una figura umana: nell’ambito del manga e dell’illustrazione è il momento di passare alla rifinitura del disegno, a definirlo con china, matite e/o colori.

Per primissima cosa vediamo i materiali, e in testa quello che può apparire come il più banale, ma è la base del disegno “in analogico”: la carta. Molti storceranno il naso e sbadiglieranno dalla noia, ma molti altri, che si stanno approcciando per la prima volta al manga, o che magari hanno fatto delle prove solo a livello amatoriale, troveranno notizie utili.

Prima di iniziare a lavorare dobbiamo pensare per cosa utilizzeremo la carta. La carta si distingue per tipo di grammatura (cioè per quanto è pesante, per il suo spessore) e per la superficie. Carte più pesanti resistono a medium molto acquosi o densi (alcune reggono perfino i color ad olio), carte più leggere sono adatte unicamente agli schizzi; la carta più ruvida è adatta alle colorazioni ad acquerello o a gessetti, che si insinuano nelle porosità della carta che a sua volta esalta la bellezza del medium, mentre per la china o i pennarelli/marker (i più usati nel manga) è meglio una carta liscia, che lasci scorrere il colore e il pennino senza assorbirlo troppo.
Fate attenzione anche alla finitura della carta. Alcuni tipi di cartoncino vengono trattati per avere una finitura semi-lucida (adatta ai collage e ad alcuni medium a pennello), ma non è la più indicata per il pennino, che incide la patina e arriva direttamente alla parte assorbente della carta spandendosi. In generale la carta con finitura lucida è abbastanza complicata da gestire, vi consigliamo quella non trattata.

Per le illustrazioni manga è bene fornirsi di un blocco da disegno a carta liscia e abbastanza spessa. Oggi si trovano blocchi di tutti i tipi adatti a reggere tutti i tipi di medium (quindi buone sia per marker alcolici o a base d’acqua e simili) e a grana liscia, perfetti per realizzare illustrazioni con più metodi.

Al momento, secondo la nostra esperienza, la migliore è la carta Kent della Maxon: si trova in più formati, ha un buono spessore, è liscia e non lucidata e regge senza problemi anche medium pesanti come l’acrilico, oltre a rendere perfettamente l’inchiostro. Il nostro consiglio, però, è di provare con vostra mano: ognuno ha gusti diversi in fatto di colori, resa di inchiostro e grigi, perciò provate finché non trovate la carta perfetta per voi. Potreste scoprire che preferite la carta ruvida anche per illustrazioni a pantoni, oppure che la carta troppo spessa non vi piace e ne preferite di sottili proprio per come assorbono il colore: disegnate, disegnate, disegnate, vi potreste stupire 🙂 .

Gli autori manga, come i fumettisti e gli illustratori, devono imparare a rifornirsi di carte diverse ad uso e consumo. Non è detto che debbano essere tante, ma sufficienti per rendere il vostro lavoro più semplice e piacevole.

Come molti altri medium anche il manga ha la sua carta specifica, la carta manga appunto, con cui si definiscono tutte le marche e i tipi di carta adatti alla realizzazione di tavole. Diciamo tavole perché questi modelli di carta sono pensati proprio per i lavori manga, a partire dal formato (B4 o A4, usati nell’editoria nipponica). La maggior parte dei blocchi da carta manga reperibili sono prestampati con una squadratura in ciano, per essere precisi nella realizzazione delle pagine di una storia, e che in fase di scansione non risulta visibile: il ciano, infatti, viene letto con molta difficoltà o per nulla in modalità scala di grigi o bianco/nero degli scanner; questo permette di avere delle linee guida che poi non risulteranno a lavoro definitivo (motivo per cui molti disegnatori usano anche mine color ciano). La squadratura ciano è però leggermente visibile nelle scansioni a colori, quindi la carta manga propriamente detta non è talvolta adatta alle illustrazioni.

Volendo non siete obbligati, in fase di stesura di una storia, ad utilizzare la carta manga già squadrata. È sufficiente utilizzare una carta liscia dai 130gr in su, di formato B4, che poi potrete squadrare seguendo le direttive fisse della tavola manga (questa è una regola insindacabile per realizzare opere seguendo gli standard grafici giapponesi. Per vedere la squadratura della tavola manga seguite le lezioni di Sceneggiatura). Possono esserci difficoltà a reperire la carta B4, un formato poco usato in Italia se non in negozi che trattano materiali americani o giapponesi, o online; potete ovviare con il formato A4: è il formato utilizzato anche in Giappone, soprattutto da autori autoprodotti (autori di doujinshi), perciò è abbastanza semplice trovare dei riscontri di misure online. (La questione della squadratura della tavola sarà comunque trattata nelle lezioni di Sceneggiatura).

Secondo elemento fondamentale per la realizzazione di un manga sono le matite, anche loro un mezzo da non sottovalutare. Se vi piacciono i disegni in bianco e nero, ma non siete degli amanti di carboncini o altri mezzi che tendono a sporcare, avere un set di matite completo dalla più morbida alla più dura, è l’ideale.

Le mine ciano e le mine grige si trovano negli stessi formati, quindi non occorre spendere troppo in portamine

Per rinfrescare un po’ la memoria a tutti, le matite “classiche”, con l’anima di grafite, vanno in base alla loro durezza, dalla 9H (la più dura) alla 9B (viceversa la più morbida): le matite dure sono adatte a chi ha bisogno di un disegno preciso e pulito, su cui però potrebbe avere bisogno di tornare più volte, perché lasciano a fatica un segno sul foglio e se si preme troppo e il foglio non è spesso, posso anche bucarlo! (consigliatissime a chi, come Dream, tende a pasticciare molto la base del disegno, o per chi ha una mano pesante che incide il foglio). Matite più morbide lasciano senza fatica una traccia molto scura e residui sul foglio, sbriciolandosi più facilmente, ma rendono un bel nero pieno ottimo per definire i grigi della grafite standard (2H, HB e 2B che tutti avrete usato almeno una volta).

Se le scale di grigio non sono la vostra vocazione, ma preferite dedicarvi al colore o solo alla tavola, consigliamo un portamine: occorre meno pratica per le sfumature dei grigi, è sottile e leggero e quindi vi permetterà di lavorare senza segnare troppo la carta durante le linee di costruzione. Esistono anche mine color ciano, come abbiamo accennato prima, ottime per chi tende a ripassare più volte sulla prima bozza a matita; si può costruire lo schema di base e il corpo con la mina ciano, per poi ridefinire con la mina grigia: il disegno rimarrà più pulito e si rischieranno meno tracce in scansione.

Un veloce schizzo di Dream per dare un’esempio dell’uso delle matite

Attenzione! Esistono anche mine colorate (blu, rosse, altre tinte), ma prima di acquistarle ed usarle su un lavoro definitivo provatele: molte mine di questo tipo sono formate da impasti grassi (come le matite colorate) e tendono a sporcare irrimediabilmente il foglio e ad otturare il portamine dopo pochi utilizzi. Per non sbagliarvi, concentratevi sulle mine ciano.

Indispensabili sono nel vostro arsenale una bella riga o una squadra (meglio entrambe) non minuscole: se lavorate su tavole manga o fogli grandi vi occorreranno almeno di 30 cm, meglio 50 cm, così da poter coprire l’intera lunghezza del foglio; un righello più piccolo sarà utile in spazi più ristretti. La cosa fondamentale è che riga, squadra e righello siano corredati di tacca sollevata dal foglio (che è sul lato sprovvisto di numeri) o che almeno abbiano il lato numerato lievemente inclinato, perciò più sottile rispetto al resto della riga: questo perché qdownloaduando userete i pennini e l’inchiostro non rischierete di macchiare il foglio (ma ne parleremo nelle prossime lezioni). Vi occorrerà anche un curvilineo, facilmente reperibile nei negozi di belle arti o nelle cartolerie ben fornite, meglio se anche questo provvisto di tacca laterale. I curvilinei di solito si trovano in pacchetti con due o tre righelli di forme leggermente diverse (e quindi curve diverse) se volete procurarvene una buona scelta controllate prima le forme che già avete a disposizione ;). In ultimo un cerchiometro, magari di quelli provvisti anche di altre forme geometriche.

Questi difficilmente si trovano con la tacca laterale, ma non preoccupatevi: sebbene le regole più severe dei mangaka richiedano di tracciare nel cerchiometro con il pennino, potete tranquillamente utilizzare un liner di quelli che si acquistano in tutte le cartolerie: sono utili per tracciare figure lineari come cerchi, simboli e lettere e per schizzi veloci, quindi non è male averne un paio a portata di mano di misure diverse (controllate solo se siano resistenti all’alcol o all’acqua, a seconda dell’uso che pensate di farne).

I liner hanno anche la comodità di trovarsi in diversi colori, controllate sempre la loro resistenza ad acqua o alcol

Non saranno loro però  che useremo per la linea di contorno dei nostri lavori, perché nel manga il disegno a matita si rifinisce tracciando la linea ad inchiostro con il pennino. Questo perché la particolarità dell’inchiostrazione manga è il cambio di spessore (possibile solo con il pennino) che avviene in una linea tracciata con un solo gesto, cosa impossibile da rendere con i liner (per cui invece bisogna cambiare pennarello ad ogni tratto di differente spessore).

Proprio sugli strumenti dell’inchiostrazione sarà la nostra prossima lezione, Pennini e Inchiostri. Vi lasciamo per adesso e vi diamo appuntamento a tra due settimane con la Prima lezione di Sceneggiatura!

Stay tuned 😉 !

The King's Dream Studio

"The King's Dream Studio©" nasce nel 2012 grazie alla collaborazione tra Martina e Nicolò. Martina "Dream" Longinotti: Diplomata al liceo classico, laureata in Arti Figurative e Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara (laurea triennale e specialistica). Disegnatrice da sempre. Nicolò "K.i.S." Belloglio: Diplomato al Liceo Classico, ha frequentato l'Università degli Studi di Pisa, corso di laurea in Lettere Moderne. Appassionato di lettura, manga e scrittura fin dalle medie, si dedico alla sceneggiatura, in particolare a quella manga.

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