“Le supereroine dei fumetti sembrano porno star”: La professoressa di Harvard contro l’A-Force di G. Willow Wilson

aforceMai come in questi ultimi mesi le serie di supereroi statunitensi sono state prese di mira da attacchi femministi, o presunti tali. Ricordiamo, con l’occasione, la polemica sulla cover di Batgirl o l’ormai tristemente celebre caso Spider-Woman di Milo Manara.
L’ultimo, in ordine di tempo, è quello di Jill Lepore, professoressa di Storia Americana presso l’università di Harvard e autrice del libro The Secret History of Wonder Woman. 

Lepore racconta della sua esperienza con il figlio di 10 anni e un suo amichetto, con i quali si è recata al cinema per la visione di Avengers: Age of Ultron, e della seguente analisi del primo numero di A-Force, la nuova serie tutta al femminile scritta da G. Willow Wilson, già autrice di Ms. Marvel. Nello sfogliare il fumetto, la professoressa è rimasta stupita non solo dai costumi succinti delle eroine, ma anche dall’esistenza di sole figure femminili riconducibili, spesso solo esteticamente, ai loro omologhi maschili: She-Hulk, Loki, Sister Grimm o Rescue, descritta come un Iron Man con “ghiandole mammarie appuntite”. Per i più curiosi, trovate l’intero articolo di Jill Lepore QUI.

jill lepore

Jill Lepore

Non si è fatta ovviamente attendere la risposta dell’autrice di A-Force. Willow Wilson ha fatto notare, innanzitutto, come tutte le eroine sulla cover di A-Force siano rappresentate con il volto verso il lettore, in completa assenza di pose equivoche o “culi all’aria“. Le protagoniste, in altre parole, sono esattamente nella stessa posa in cui si troverebbero le loro controparti maschili. La scrittrice ha poi proseguito sottolineando come in molti abbiano combattuto a lungo per ottenere costumi che coprissero le parti intime delle eroine e, per quanto possa sembrare poca cosa a chi è esterno al mondo del fumetto, lo stesso duro lavoro è stato necessario per far sparire dalle storie elementi di brutalizzazione e stupro della figura femminile, solitamente usati a mo’ di propulsione narrativa.
Wilson ha proseguito, amareggiata, dichiarando che sia un peccato che, in questo periodo di elevata attenzione mediatica nei confronti dei comic, leggere fumetti non sembra essere un prerequisito fondamentale.

Willow-Wilson

G. Willow Wilson

Noi chiudiamo proponendovi le stesse domande che ci rivolge la scrittrice di Ms. Marvel al termine del suo articolo: qual è il punto, qual è la chiamata alle armi nell’articolo di Jill Lepore? La studiosa immagina che il suo messaggio stia aiutando qualcuno? Chi? Quale sarebbe il vestito appropriato per una donna verde di due metri e ottanta per non essere vista come una pervertita da una professoressa di Harvard?

Nonostante le domande pungenti, la sceneggiatrice Marvel ha concluso il suo discorso dichiarando:

Immagino che l’obiettivo mio e della dottoressa Lepore sia lo stesso: ottenere rappresentazioni migliori, più sottili ed elaborate delle donne nella cultura pop. Quello che non capisco è perché qualcuno nella sua posizione, dalla sua distantissima torre d’avorio, voglia screditare quelli di noi che cercano di diffondere questo messaggio dalla trincea. 

Fonte: CBR

Marzio Petrolo

Appassionato e lettore di fumetti da più di un decennio. Affamato di fumetti intelligenti, bizzarri, magici, ermetici o almeno esoterici. Debitore a vita di Neil Gaiman e della sua prosa.

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