C4 Corso Manga: Lezione #14 – Effetti con il pennino

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Salve a tutti :D! Oggi preparate i vostri maru-pen, parleremo di tecniche ed effetti di inchiostrazione per completare i vostri lavori; oggi, nello specifico, parleremo di tratteggio ed effetti di materiali.

Tutti sapranno cos’è il tratteggio, che detto in modo semplificato è un insieme di tratti atti a simulare l’ombra e i chiaroscuri.

Si tratta quindi di un concetto diverso dal porre i neri o i retini. Nel manga, i neri sono l’ombra assoluta (oltre ovviamente al colore nero di oggetti e capelli) ed escludendo i punti di ispessimento della linea, come abbiamo visto nelle prime lezioni sull’inchiostrazione, non vengono usati per le ombre, a meno che non ci sia da realizzare un contrasto molto forte (cioè ci sia, nell’immagine, un punto di luce molto diretto, come un faretto indirizzato contro il personaggio o gli oggetti) o si voglia rendere una determinata atmosfera.

Il retino è, generalmente, considerato il mezzo per rendere le ombre, ma da un effetto di grigio (quindi di un “colore” specifico) ben diverso dal tratteggio che, essendo nero, è omologato alla linea di contorno ed è considerabile “colore di base” (del resto, i colori principali nel manga sono il bianco e il nero).

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In questa tavola di Bleach notate come l’effetto del tratteggio, oltre a donare il volume alla figura di Ichigo, applichi un senso di pesantezza, un’atmosfera tesa in tutta l’immagine (poi accentuata dalle linee cinetiche); sotto, il semplice uso ad ombra, combinato con il retino, dona spessore e inoltre il senso che il personaggio si trovi “in ombra” (quindi con il volto rivolto spalle alla luce della scena)                   Bleach © 2001, Tite Kubo

Torniamo al tratteggio. Ad inizio lezione abbiamo detto di preparare i vostri maru-pen e il motivo, semplicemente, è che indipendentemente dall’uso più o meno frequente di questa tecnica, e dallo stile delle vostre storie, il tratteggio deve essere realizzato con un tratto fine.

Questo perché (e ricordatelo, è un concetto fondamentale) il tratteggio è parte di quella categoria chiamata effetti di inchiostrazione, cioè quegli insiemi di tratti e segni che non devono invaderci l’occhio, né rappresentare un disegno specifico: danno effetti ottici (il tratteggio dona “l’illusione” dell’ombra) o sono di completamento, riempitivi (come la kakeami che vedremo la prossima lezione) o si usano per creare effetti d’atmosfera o dinamici (come le linee cinetiche).
Un tratto troppo spesso per simili tecniche apparirebbe invasivo, dando loro troppo risalto. Se si aggiunge il modo corretto di creare il tratteggio (come vedrete nel video) per semplificare il lavoro è bene lavorare con un pennino dal tratto di per sé sottile.

Cercando di tirare le somme, il tratteggio è un mezzo per creare il volume sul disegno, per tracciare i punti di ombra in contrasto con la luce; il retino (che però vedremo più avanti) segue lo stesso principio, ma l’effetto finale è più elaborato.
Sebbene il retino, soprattutto se digitale, può apparire una soluzione più rapida, non sceglietelo a priori come opzione: valutate anche il vostro stile di disegno e inchiostro, se tendete ad avere un tratto molto pulito e netto, fatto di molti neri e bianchi, il retino messo per creare le ombre stonerebbe e risulterebbe “di troppo”.
L’uso o meno combinato di tratteggio e retino si sviluppa con la pratica, vedrete nel tempo se aumentare il lavoro di china o di grigi.

Il discorso appare arzigogolato, e vi assicuriamo che è molto più semplice metterlo in pratica che altro.

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La tavola accanto è un esempio di uno shonen dalla china molto delicata e dai tratti sottili. Sembrerà un controsenso, eppure proprio per la combinazione di linea sottile e grande abbondanza di bianco e nero netti, senza grigi, un manda del genere abbonda di tratteggio: le tavole rimangono disegnate leggere, senza appesantire il tutto con tratti giganteschi, e il tratteggio e gli effetti da il tocco finale per la profondità e il dinamismo                                                                              Gekka Bijin © 2010, Tatsuya Endo

Volendo fare degli esempi pratici (e sottolineando che parliamo in linea generale, come avete visto nella scorsa lezione di Sceneggiatura) il tratteggio è più dello shonen che dello shojo. Questo perché lo shonen, di base, ha tratti più spessi e disegni più scarni di chiaroscuri, e tende a fare poco uso di retino; occorre perciò una tecnica per donare le ombre e gli effetti. Nello shojo invece l’uso del retino è abbondante, anche e soprattutto per gli effetti d’atmosfera (chi non conosce i classici retini ad “effetto shojo”, con cuoricini, bolle e lucine?) quindi il tratteggio è usato di meno.

Negli ultimi anni sono aumentati gli shonen che abbandonano i tratti spessi per linee di contorno più fini, eleganti e disegni elaborati, sebbene rimanga la costante della scarsità di grigio retino in favore di tratteggi ed effetti.

Ma cosa sono davvero questi “effetti” di cui parliamo tanto?

Il tratteggio non è solo funzionale al creare ombre, con esso si possono realizzare anche venature e trame di materiali e creare, insomma, “l’effetto del materiale stesso”.
È una cosa che si può realizzare direttamente nel disegno (cioè disegnando un oggetto di un determinato materiale già dalle matite, e limitarsi a chinarlo), ma esistono piccoli dettagli, venature, crepe della pietra, del legno, che è superfluo disegnare e poi chinare in un secondo tempo: sono tratti che non saranno mai regolari, dato che in natura non lo sono, e spaccarsi la testa per farli precisi è inutile.
Conviene allenare la mano a realizzare questi piccoli effetti già a china, e disegnare solo l’aspetto generale.

Un esempio pratico?
tratteggioMettete di voler disegnare un bel maglioncino ad una ragazza, come nel disegno qui accanto, e magari volete rendere l’effetto di lana grezza e non pettinata (un “maglione peloso”, per intenderci). Potete tranquillamente disegnare ogni barbetta del maglione già a matita e poi chinarla, ma perché allungare il lavoro? Non si tratta di dettagli invasivi: disegnare il maglione di base (con tutte le sue pieghe e i suoi dettagli, mi raccomando!) e segnatevi dove i peletti della stoffa copriranno le mani; a disegno finito, traccerete tutti i ciuffetti direttamente a china.

 

Come si suol dire, un’immagine val più di mille parole. Vi rimandiamo al nostro video della settimana, dove potrete vedere in effettiva pratica come realizzare un tratteggio 🙂

Vi lasciamo inoltre da poter copiare e stampare qualche esercizio che noi usiamo spesso come allenamento sul tratteggio e sui materiali (mandando un ringraziamento a Caterina Rocchi, insegnante alla Lucca Manga School di cui vidi un esercizio tempo fa :3)

 

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Tratteggio per ombre e volumi e, perché no, per realizzare un bell’albero di sfondo

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Per sbirrarrirvi! Ogni cubo un materiale, cosa ne verrà fuori?

 

Per questa settimana vi salutiamo, ci vediamo ad Agosto con la nuova lezione di Sceneggiatura!

Stay tuned :3! E buone vacanze 😀

The King's Dream Studio

"The King's Dream Studio©" nasce nel 2012 grazie alla collaborazione tra Martina e Nicolò. Martina "Dream" Longinotti: Diplomata al liceo classico, laureata in Arti Figurative e Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara (laurea triennale e specialistica). Disegnatrice da sempre. Nicolò "K.i.S." Belloglio: Diplomato al Liceo Classico, ha frequentato l'Università degli Studi di Pisa, corso di laurea in Lettere Moderne. Appassionato di lettura, manga e scrittura fin dalle medie, si dedico alla sceneggiatura, in particolare a quella manga.

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