C4 Corso Manga GENSAKUSHA SPECIAL: Lezione #4 – La creazione di un personaggio

intestazione-scenegg4

Bentornati al nostro appuntamento con C4 Corso Manga “Gensakusha Special” 🙂
In questa quarta lezione tratteremo la creazione di un personaggio di una storia.

Innanzitutto è necessario chiarire un punto in modo che sia ben fermo: il personaggio non nasce insieme alla storia; quando noi trattiamo le sue  vicende, a meno che non nasca nel primo capitolo e cresca con l’avanzare della storia, dobbiamo ricordarci che il personaggio ha un vissuto alle spalle che gli conferirà una personalità specifica e uno specifico modo di agire.
Sembrerà strano, ma dobbiamo essere in grado di creare personaggi che agiscano da soli all’interno della storia che noi scriviamo: in pratica deve essere così ben concepito e così “rotondo” da non lasciarci dubbi quando scriveremo di lui e delle sue azioni all’interno della trama.

Può sembrare complicato ma seguendo i punti della creazione del personaggio tutto risulterà semplice e comprensibile.

ATTENZIONE: il seguente schema generico si applica nella creazione di qualunque personaggio agente (*) presente nella storia, qualunque sia il suo ruolo; sarà necessario solo integrarlo per determinare la parte che ricoprirà nella nostra sceneggiatura.

  1. Aspetto Fisico e Info Anagrafiche: Dobbiamo innanzi tutto decidere aspetto, sesso, età e tratti principali e creare il chara settei (di cui abbiamo parlato nella prima lezione) e decidere il suo “stato sociale” (familiari, amicizie, occupazione, ecc.)

    255539-sb1p09

    Esempio di settei di Ichigo nella vita di tutti i giorni (dove, notate, le cose evidenti sono i dettagli caratteristici e dove vada o meno il colore negli abiti). Se dovessimo aggiungere le sue Info Anagrafiche scriveremmo che è uno studente, vive il con il padre e le sorelline, mentre la madre è mancata   Bleach, 2001 © Tite Kubo

  2. Carattere: È necessario che il personaggio abbia un carattere ben delineato e coerente mentre si procede nella storia. Partendo da caratteristiche reali, riscontrabili in chiunque, formare il carattere del personaggio per renderlo realistico e far sì che il lettore si immedesimi maggiormente.
    Per rendere più semplice questa fase possiamo affidarci alla regola del però: identifichiamo una caratteristica di base che vogliamo distingua il nostro personaggio, aggiungiamo però e facciamola seguire da una differente, e proseguiamo così per 4 o 5 caratteristiche; questa tecnica ci aiuta a creare l’illusione di un persona reale dal carattere sfaccettato.Esempio: decidiamo che il nostro personaggio sarà molto allegro, inserendo il però aggiungeremo che si abbatte facilmente di fronte ad una delusione, proseguendo diremo che nonostante tutto lotta per quello in cui crede; e così via finché il personaggio non ci soddisfa.ATTENZIONEEvitare di esagerare con le caratteristiche altrimenti si otterrebbe un personaggio con ultra-caratterizzato che, anziché apparire completo, risulterebbe sempre differente (tanto da sembrare non caratterizzato) e destabilizzante per il lettore.
    Evitare inoltre di utilizzare caratteristiche come felice, arrabbiato, ecc., in quanto persona viva proverà una serie di emozioni complesse, noi in questo punto stiamo lavorando sul carattere, non su quello che prova.
  3. Il Punto Fermo: Dobbiamo fornire al personaggio una reazione fissa, una convinzione o un ideale che ci permetta di farlo reagire in un determinato modo di fronte ad una determinata situazione.
    Questo elemento permetterà al lettore di familiarizzare con il personaggio e sapere in anticipo come reagirà di fronte agli avvenimenti della storia.

    f50b2069a1d4c809ebce64f50015f6ea808cf7e43521f7c7ae9a5e78

    Ken’Ichi Saruyama, amico e compagno di classe di Rito, per quanto personaggio secondario (che quindi si limita a spalleggiare il protagonista in determinate situazioni) possiede un punto fermo (fin troppo) evidente dalla tavola. In questo caso aiuto dello spunto comico del manga, il punto fermo è accentuato all’estremo… ma risulta decisamente efficace come esempio                                                                  To Love- Ru Trouble, 2006 © Kentaro Yabuki, Saki Hasemi

    ATTENZIONE: Non vi stiamo suggerendo di fare storie banali che contengono solamente un tipo di avvenimento e una reazione fissa del protagonista, ma semplicemente di fornire al lettore una base sulla quale creare un “rapporto” con il personaggio e successivamente (mantenendo la coerenza del carattere del personaggio) usare questo punto fisso per sviluppare la storia anche con ribaltamenti dello stesso per creare interesse e stupore nel lettore.

  4. Abilità: Fornire il personaggio di un’abilità, un talento o una passione che lo contraddistinguano.Nei manga shonen di azione e avventura è spesso il “potere” o la dote del protagonista che gli permette di affrontare le sue battaglie; mentre nello shoujo o in manga di altri generi l’abilità può non essere direttamente connessa alla trama, ma è un elemento che ci aiuta a caratterizzare un personaggio.

    w

    Non bisogna dare un’unica abilità ad un personaggio. Rin, protagonista di Blue Exorcist (2009 © Kazue Kato), ne possiede due abbastanza salienti: la prima è la discendenza demoniaca e l’uso di fiamme blu (abilità fulcro della storia), la seconda è la sua abilità in cucina, che sebbene non sia fondamentale a fini di trama lo arricchisce come personaggio e permette sviluppi secondari nella storia

Questo, come già detto, è uno schema generico che ci permette di creare un personaggio che viva anche separato dalla sua storia, che sia cioè così ben definito e “reale” da poter essere utilizzato senza alcun dubbio sul suo carattere o le sue reazione in qualunque frangente e “universo”: consigliamo il suo utilizzo soprattutto agli inizi e di fronte alle prime sceneggiature, vedrete che con l’aumento della pratica i vostri personaggi avranno la giusta caratterizzazione.

All’inizio avrete notato l’asterisco (*) su personaggio agente, cosa intendiamo?

Quando si crea una storia ci saranno personaggi principali, secondari e comparse: i primi due sono considerati agenti, in quanto agiscono all’interno della storia e determinano e influiscono, con le loro parole e le loro azioni, sul procedere della stessa; le comparse fanno parte dello sfondo, possono avere qualche battuta o interagire con i personaggi agenti, ma le loro azioni non influiscono sull’avanzare della storia né la modificano.

Esempio: In un manga scolastico ci sarà un protagonista, i suoi amici come personaggi secondari e il resto della classe: mentre nei primi due casi avremo bisogno di creare un personaggio completo in grado di interagire con la storia e gli altri utilizzando lo schema, per il resto della classe ci basterà un veloce chara setti “di gruppo” che ci permetterà di essere coerenti con la storia, evitando di modificare eccessivamente da una tavola/capitolo all’altra lo “sfondo” sul quale si muovo i protagonisti.

Con questa lezione non ci siamo dilungati molto dato anche la difficoltà che alcuni argomenti possono presentare: ci rivediamo tra circa un mese con la nuova lezione dove tratteremo i vari ruoli ricorperti da un personaggio nella storia.

Stay tuned! 🙂

The King's Dream Studio

"The King's Dream Studio©" nasce nel 2012 grazie alla collaborazione tra Martina e Nicolò. Martina "Dream" Longinotti: Diplomata al liceo classico, laureata in Arti Figurative e Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara (laurea triennale e specialistica). Disegnatrice da sempre. Nicolò "K.i.S." Belloglio: Diplomato al Liceo Classico, ha frequentato l'Università degli Studi di Pisa, corso di laurea in Lettere Moderne. Appassionato di lettura, manga e scrittura fin dalle medie, si dedico alla sceneggiatura, in particolare a quella manga.

Potrebbero interessarti anche...