Cosa ne pensa Steven Spielberg dei cinecomic? Il regista prevede la caduta degli eroi al cinema

In un articolo di pochi giorni fa, vi abbiamo parlato di Quentin Tarantino e delle sue opinioni favorevoli sui cinecomic.

Non ho alcun problema con le storie di supereroi, eccetto che non avrei voluto aspettare fino ai cinquant’anni perché diventasse il genere dominante.

Oggi, invece, vogliamo parlarvi di un altro mostro sacro del cinema americano e del suo pensiero riguardo al successo degli eroi di carta al botteghino: Steven Spielberg. In un’intervista rilasciata a Yahoo sul suo nuovo film [Bridge of Spies – ndr], il regista due volte premio oscar ha dichiarato che:

Eravamo già in giro quando è morto il western e ci sarà un momento in cui i film di supereroi prenderanno la stessa strada.

Parafrasando questo commento, Spielberg sostiene che il cinema sia fatto di cicli e “ricili” e che lo straordinario periodo che i cinecomics superomistici stanno vivendo stia per arrivare presto a una conclusione. Secondo la sua analisi non c’è esclusione di un “ritorno degli eroi” e ad avvalorare questa tesi cita il caso del il western che sta avendo una seconda vita grazie al cinema indipendente.

L’antipatia di Spielberg per i cinecomics è abbastanza nota perché in passato si è già lasciato scappare qualche altro commento negativo, ma per quale motivo spera nella fine del ciclo? In fondo non poco tempo fa lo ha girato anche lui un cinefumetto [Tin Tin e il segreto dell’Unicorno, del quale sta producendo il sequel che uscirà questo Natale – ndr]!

Fonte: newsrama.it

Walter "Terzo di Due" Santarelli

Astrologo esordiente, sensitivo a giorni alterni ed esploratore della quinta dimensione (orari pasti). Il mio motto è "Sapor Arepo Tenet Opera Rotas" che in latino vuol dire tutto e non vuol dire nulla.

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