[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… Claudio Falco

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Claudio Falco, sceneggiatore Bonelli della serie Dampyr, creata da Mauro Boselli e Maurizio Colombo. Unisce la passione per la nona arte con il lavoro da medico ematologo. Ha collaborato per diversi anni con la casa editrice Tornado Press, scrivendo articoli per la rivista Flex e partecipando alla realizzazione di saggi e albi a fumetti. Inoltre, è tra gli sceneggiatori dell’opera Nero Napoletano, pubblicata dal Corriere del Mezzogiorno, e recentemente tradotta e presentata in Spagna alla Semana Negra di Gijón, dove ha riscosso un enorme successo.

C4C: Ciao, Claudio. Benvenuto a C4 Comic. Dopo tanti anni da lettore e appassionato di fumetti, hai trasformato la passione in un lavoro, scrivendo storie che hanno molto colpito i fan della serie Dampyr. Puoi raccontarci come è avvenuto questo passaggio?
Claudio Falco: Ciao. Bentrovati e grazie dell’ospitalità. Venendo alla domanda, il passaggio è stato estremamente lento (lentissimo!). Un bel po’ di anni fa, chiusa l’esperienza di Flex, iniziai a proporre soggetti in giro. Quando mi andava bene ricevevo dei cortesi rifiuti, ma il più delle volte non arrivava neppure uno straccio di risposta. Ormai ci avevo messo una pietra sopra (anche perché il mio lavoro di medico mi impegnava moltissimo) quando, tramite Giuliano Piccininno, storico disegnatore della Scuola Salernitana che era nello staff di Dampyr dall’inizio e mio amico di vecchia data, venni a sapere che forse su quella testata c’era spazio. Spedii un paio di soggetti a Mauro Boselli (ideatore della serie insieme a Maurizio Colombo) che (con grande disponibilità e pazienza, dal momento che ero un esordiente assoluto) decise di mettermi alla prova. Uscito, molti mesi e molte correzioni dopo, il primo albo, il resto è venuto da sé.

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C4C: Da anni, ormai, sei uno degli sceneggiatori delle avventure di Harlan Draka. Per il Dampyr è stato amore a prima vista?
Claudio Falco: Nella maniera più assoluta. Il primo numero di Dampyr, per me, fu a dir poco sconvolgente. Era ambientato durante la guerra nella ex Jugoslavia. Non avevo mai letto, prima di allora, un albo Bonelli che, pur rientrando appieno nei “canoni” di fumetto d’avventura tipici della casa editrice, avesse tanti riferimenti a una realtà storica così vicina nel tempo. E poi era “tostissimo”.

C4C: Una peculiarità della serie è l’accuratezza storica e la precisione dei dettagli. Una sfida che i lettori apprezzano. Uno stimolo in più o un bel grattacapo in fase di sceneggiatura?
Claudio Falco: Entrambe le cose. A me diverte molto, ma è anche una gran fatica. Richiede un enorme lavoro di documentazione e non sono concessi errori o superficialità, anche perché Mauro Boselli ha una cultura mostruosa e da questo punto di vista (e da molti altri!) non gli sfugge nulla. Senza dimenticare che i lettori sono attentissimi. Con loro non si può “barare”.

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C4C: Lo Speciale Dampyr che hai scritto si preannuncia molto interessante e con un alto livello di suspance per i lettori che sono legati a Harlan, Tesla e Kurjak. Cosa ci dobbiamo aspettare? Puoi svelarci qualcosa in più?
Claudio Falco: Dal momento che si tratta di una storia molto particolare (leggendola capirete perché) non posso sbilanciarmi più di tanto (pena subire la sanguinosa vendetta di Tesla!) Posso dirti, però, che ci saranno un bel po’ di sorprese, alcune molto “dolorose” per i fan della serie. La storia parte dal fatto che un Dampyr, quale per l’appunto è Harlan, invecchia cinque volte più lentamente dei normali esseri umani e, di conseguenza, è destinato a sopravvivere ai suoi compagni d’avventura.

C4C: Oltre ad essere uno degli autori di Dampyr, hai recentemente scritto il soggetto per un graphic novel sulla storia di Eluana Englaro, per 001 Edizioni. Da medico e sceneggiatore, come hai vissuto questa esperienza?
Claudio Falco: E’ stato difficilissimo, sia perché l’argomento è particolarmente controverso, sia perché è stato già trattato al cinema, in uno spettacolo teatrale ed è stato oggetto di un’infinità di libri e servizi giornalistici. Bisognava trovare una maniera originale di accostarsi alla vicenda. E poi, come puoi immaginare, l’impatto emotivo per me che vivo quotidianamente questo tipo di problematiche è stato molto forte. Ma il lavoro vero l’hanno fatto lo sceneggiatore Marco Ferrandino e la disegnatrice Martina Sorrentino, due ragazzi davvero bravi, usciti dalla Scuola Italiana di Comix, che hanno davanti, ne sono certo, una luminosa carriera.

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C4C: Inoltre, riesci a conciliare anche le lezioni ai corsi di sceneggiatura e storytelling della Scuola Italiana di Comix. Come vivi il ruolo da docente e quali nozioni cerchi di trasmettere ai tuoi allievi?
Claudio Falco: E’ divertentissimo e molto stimolante. Il confronto con i ragazzi, per me che sono “piuttosto stagionato”, è fondamentale per cercare di intercettare i loro gusti. Per parte mia, da professionista del settore, cerco di passare loro una serie di strumenti tecnici, di insegnargli la “grammatica” della sceneggiatura, dalla quale non si può prescindere se si vuole fare questo lavoro. Il talento, le idee devono metterceli loro. E devo dire che in questi anni ne ho incontrati alcuni davvero bravi.

C4C: Come valuti il panorama fumettistico italiano? C’è qualche autore che segui particolarmente?
Claudio Falco: E’ un momento “strano”, di cambiamento. I gusti dei giovani sono cambiati velocemente in questi ultimi anni e autori e case editrici fanno, a volte, fatica a tenergli dietro. Questo, insieme al bombardamento di videogames fantasmagorici e a un cinema sempre più pieno di effetti speciali strabilianti, ha messo indubbiamente in difficoltà un’arte “povera” come il fumetto. Malgrado questo, io rimango fiducioso. A metà degli anni ’80 si diceva che il fumetto era “alla canna del gas”. Poi, un certo signor Tiziano Sclavi s’è inventato Dylan Dog e il successo dell’indagatore dell’incubo ha fatto da traino per un’infinità di altri personaggi. Dobbiamo solo aspettare. Di carne al fuoco ce n’è tanta e, uno di questi giorni, qualche nuovo personaggio “farà il botto”. Riguardo agli autori, sono piuttosto “onnivoro”, non ho particolari preferenze.

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C4C: Oltre a Dampyr, quale altro personaggio Bonelli ti piacerebbe affrontare alla sceneggiatura?
Claudio Falco: Tutti, nessuno escluso! Stiamo parlando della Bonelli, come si fa a preferirne uno a un altro?

C4C: Si parla da anni della crisi dell’editoria e in particolar modo del mondo fumetto, con grandi case editrici in difficoltà. Bonelli, invece, sembra essere in un momento positivo. La qualità e i nuovi progetti hanno ripagato?
Claudio Falco: La qualità paga sempre! E la casa editrice sta, progressivamente, esplorando nuove strade. Qualche progetto può incontrare di più (o più velocemente) il favore del pubblico, altri meno (anche Dylan Dog, però, “partì lento” e sappiamo come è andata a finire), ma il livello medio è sempre altissimo e i risultati lo dimostrano. Non dimentichiamo che in Bonelli lavorano, a tutti i livelli, professionisti di grande valore che hanno avuto la fortuna di formarsi alla scuola di un autentico genio come Sergio Bonelli (senza dimenticare il grande Decio Canzio). La loro eredità conta.

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C4C: L’ultima domanda è un brand del nostro sito. Qual è la tua kryptonite?
Claudio Falco: Per avere una kryptonite dovrei avere dei super poteri da perdere come Superman. Ma io, se devo paragonarmi a un personaggio dei fumetti, al massimo somiglio a Paperoga…

Ti ringraziamo delle disponibilità e speriamo di rivederti presto su C4Comic.

L’appuntamento con lo Speciale Dampyr #11 è per giovedì 22 ottobre in tutte le edicole e fumetterie.

Francesco Trione

Laureato con lode in Scienze Politiche, Mediatore Culturale e...blablabla...grande appassionato di fumetti, cinema, narrativa, illustrazione e dell'arte in ogni sua forma.

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