Dylan Dog – La casa delle memorie: incontro con Bilotta e Casertano

La casa delle memorie - coverLo scorso 13 ottobre, presso il Mondadori Megastore di Milano, si è tenuto un incontro per presentare lo Speciale Dylan Dog nr. 29, il primo dedicato all’universo de Il Pianeta dei Morti, creato da Alessandro Bilotta. L’universo di Alessandro nasce da un soggetto presentato a Gualdoni su un futuro alternativo (o possibile) in cui Londra e l’Inghilterra sono infestate dagli zombie; soggetto che diventa poi una storia di 32 pagine che esce sul secondo Color Fest. Quello immaginato dall’autore romano è un mondo dove un Dylan Dog ormai solo, invecchiato e disilluso, è a capo di una sezione speciale di Scotland Yard chiamata Polizia dell’Incubo, e nel quale gli umani convivono con dei morti viventi più o meno addomesticati e inseriti nella società.

La prima apparizione del Dylan Dog scritto da Bilotta e del mondo de Il Pianeta dei Morti risale al Color Fest nr. 2

La prima apparizione del Dylan Dog scritto da Bilotta e del mondo de Il Pianeta dei Morti risale al Color Fest nr. 2

L’idea di Alessandro era quella di scrivere “l’ultima storia di Dylan Dog”, un qualcosa di diverso – per l’appunto destinato a una testata con più spazio di manovra in tal senso, come può essere il Color Fest. In realtà questo si rivelerà essere il primo seme di un nuovo universo narrativo. La storia riscuote subito un immediato successo, piace ai lettori e questo fa sì che venga proposta a seguire una seconda storia, sempre sul Color Fest, e infine un’ultima sul Gigante. A questo punto i tempi sono maturi affinché l’universo de Il Pianeta dei Morti trovi una collocazione editoriale fissa e, a partire proprio dallo Speciale appena uscito nelle edicole, ogni anno a settembre verrà pubblicata una storia del Dylan Dog de Il Pianeta dei Morti di Bilotta.

La casa delle memorie 04

La serata fa parte del progetto Comics, iniziato da Mondadori tempo addietro, che vuole dedicare uno spazio sempre maggiore al media fumetto all’interno delle librerie. Oltre agli autori dell’albo, Alessandro Bilotta e Giampiero Casertano, sono presenti in qualità di moderatori anche Roberto Recchioni e Franco Busatta.

Da sin: Roberto Recchioni, Alessandro Bilotta, Giampiero Casertano, Franco Busatta.

Da sin: Roberto Recchioni, Alessandro Bilotta, Giampiero Casertano, Franco Busatta.

La casa delle memorie 01L’incontro inizia con una riflessione sulla singolarità di una proposta narrativa come quella di Alessandro: infatti, mentre il mercato del fumetto, in particolar modo quello statunitense, tende a proporre universi alternativi o reboot atti a catturare i lettori più giovani (si pensi all’universo Ultimate della Marvel), il Dylan di Bilotta, un personaggio introspettivo e tormentato, non cerca le simpatie di un pubblico nuovo, ma propone una narrazione che sia epica, quasi romantica e allo stesso tempo moderna. Ed è proprio sull’epicità che si è voluto concentrare Bilotta scrivendo La casa delle memorie. In particolare, quando Alessandro ha saputo che a disegnare lo Speciale sarebbe stato Casertano (disegnatore storico di Dylan), ha voluto omaggiare un albo cardine della storia editoriale dylaniata, intitolato Attraverso lo specchio  (scritto da Tiziano Sclavi e disegnato proprio da Giampiero Casertano), inserendo all’interno de La casa delle memorie, un personaggio dell’albo di Tiziano. Un omaggio non fine a se stesso però, ma atto a conferire al tutto un senso di continuità con il Dylan Dog degli inizi: quello che c’era allora, lo troviamo nuovamente oggi.

La casa delle memorie 05Lo stesso Casertano ammette di aver sentito fortemente l’eco delle origini di Dylan Dog ne La casa delle memorie, pur mantenendo quest’ultima un’evidente originalità e freschezza. L’artista milanese racconta anche la cura che Alessandro ha messo nel suo lavoro sulla storia, spiegando che spesso una delle difficoltà che il lavoro del disegnatore presenta è quella di gestire la ricerca e la documentazione necessarie per seguire i riferimenti dati dallo sceneggiatore. Bilotta però lavora con grande passione e soprattutto con perizia, e Giampiero racconta di essere stato letteralmente inondato di documenti, fotografie e film, che da una parte hanno velocizzato molto alcune fasi della lavorazione, dall’altra hanno richiesto un’attenzione e una partecipazione notevoli.

La casa delle memorie 03L’artista continua a parlare della genesi della storia e sottolinea che una delle caratteristiche di Bilotta è la capacità di fornire, sì, una nutrita e completa documentazione, di saper vedere ciò che sta scrivendo e di passare le giuste coordinate all’artista, ma allo stesso tempo ha l’intelligenza e l’amore verso la storia necessari per lasciare il giusto spazio di manovra affinché essa possa appartenere anche al disegnatore.

Si torna poi a parlare dello spirito del personaggio: Bilotta racconta che la sua intenzione era quella di catturare l’essenza del Dylan Dog di Tiziano Sclavi per riproporlo in chiave moderna e in una situazione fuori dagli schemi. Intento – possiamo dirlo – più che riuscito, dato che tutte le storie della serie sono permeate da quell’angoscia che fece di Dylan un cult all’epoca del suo esordio (e per numerosi anni a venire). L’unica realtà che vale la pena di essere raccontata è quindi quella decadente e terrificante che ci circonda, che propone immagini forti senza necessariamente dare una spiegazione, poiché nel momento in cui qualcosa viene spiegato, irrimediabilmente smette di spaventare.

La casa delle memorie 02Bilotta sfrutta alla perfezione il paesaggio narrativo che si è creato e lo mette al servizio del linguaggio di Dylan: l’idea di una Polizia dell’Incubo, con decine e decine di agenti vestiti e acconciati come Dylan, fa il paio con la massa di zombie che si aggirano per Londra e l’effetto è assolutamente straniante, perché trasmette quel degrado che viene preso a piene mani dalla realtà in cui viviamo.

Al termine dell’incontro, dopo le domande dal pubblico, c’è il tempo per qualche anteprima, come ad esempio l’idea in cantiere di fare un crossover tra la serie regolare e l’universo di Bilotta, in particolare con un paio di personaggi che però non sono stati rivelati. Alessandro tornerà su Dylan, oltre che nello speciale del prossimo anno previsto per settembre 2016, anche ad aprile, con una storia disegnata da Fabrizio De Tommaso.

Una serata incredibilmente interessante, incentrata su quello che è, a mio personalissimo giudizio, il miglior Dylan Dog scritto negli ultimi anni. L’albo in edicola è assolutamente godibile anche da chi non ha letto le storie precedenti de Il Pianeta dei Morti ma, nel caso vogliate recuperarle, in libreria potete trovare la raccolta Cronache dal Pianeta dei Morti, pubblicata da BAO Publishing e di cui potete leggere la nostra recensione.

Marcello Bertonazzi

Newser e recensore milanese. Ha passato due terzi della sua esistenza a drogarsi di fumetti, libri e a collezionare dischi. Entra ed esce in continuazione dal tunnel delle serie tv. Pare purtroppo non ci sia più niente da fare. Felicemente irrecuperabile.

Potrebbero interessarti anche...