Chiisakobe: J-Pop Manga porta in Italia la serie del maestro Minetaro Mochizuki

J-Pop Manga porta in Italia Chiisakobe, la serie del maestro Mochizuki che ha vinto il Prix de la série del Festival d’Angoulême 2017

Il primo volume arriverà in libreria e fumetteria il prossimo 28 febbraio

Voler raccontare una rinascita. Partire dalle ceneri della propria vita per ricostruire un vissuto ed intrecciarlo a quello degli altri. È questa la consapevolezza che ha mosso i disegni di Minetaro Mochizuki, il mangaka che ha firmato i quattro volumi di Chiisakobe, una narrazione luminosa e delicata, serie che ha vinto il Prix de la série del Festival d’Angoulême 2017, uno dei più importanti riconoscimenti in ambito fumettistico del mondo Occidentale. J-Pop Manga ha deciso di portare la serie in Italia, ed il primo dei quattro volumi uscirà il prossimo 21 febbraio.

Jacopo Costa Buranelli, direttore letterario di J-Pop Manga, spiega:

I quattro volumihanno una valenza molto geometrica, sono come le stagioni di un anno, o i quattro atti di un dramma. La cura nella forma, tipica di chi ha studiato design si nota anche in questa scelta.

Infatti Minetaro Mochizuki, classe 1964, nasce come grafico e designer. La sua passione per i manga lo spinge ad andare oltre l’art direction e dedicarsi al disegno. Ma è solo nel 2013, quando sente di essere un mangaka più maturo, che decide di adattare il romanzo di Shūgorō Yamamoto, scrittore giapponese della prima metà del secolo scorso, che ha collaborato con Akira Kurosawa per le sceneggiature di pellicole come Sanjuro, Dodes’ka den e Barbarossa, nell’omonimo manga Chiisakobe.

Minetaro Mochizuki, in un’intervista rilasciata al portale francese “Du9”, ha dichiarato:

In Chiisakobe c’è una ricerca, una destinazione. Questo è il motivo per cui ho pensato di lavorare su una narrativa esistente. È stata una sfida per me. Non è una pratica comune, ma capita di tanto in tanto, che i lavori di letteratura finiscano per essere adattati in forma di manga.

La storia originale è di sole 70 pagine, ma è stata un discreto successo per Yamamoto. Fu adattata anche in un film, in un dramma teatrale e in una serie tv. La vicenda è simile a quella trattata da Mochizuki. Anche se il racconto originale è ambientato nel 1600, mentre il mangaka disegna il mondo contemporaneo.

Mochizuki spiega:

Per essere onestiho esitato molto prima di decidere di ambientare la storia in un tempo più moderno. Inizialmente, volevo mantenere l’ambientazione medievale. Ho fatto diversi tentativi, quattro in totale, ma c’era sempre qualcosa che non funzionava e sono giunto alla conclusione che la versione contemporanea fosse la migliore.

Il suo disegno è fortemente influenzato dalla grafica. Buranelli spiega:

Si nota che il design nordico lo ha ispirato nella ricerca della linea semplice. I riferimenti cinematografici sono moltissimi, sia nel modo di raccontare la storia, sia nello stile di disegno dove si passa da i campi lunghi a vista tatami di Ozu, fino ai personaggi hipster di Wes Anderson. Katsuhiro Ōtomo ha definito Mochizuki come “il mangaka più talentuoso della sua generazione”.

A prima vista Chiisakobe può sembrare un manga molto tranquillo. Il maestro sottolinea:

Ma quando lo stavo disegnando mi sembrava di creare qualcosa di dinamico. In Chiisakobe, per trasmettere questa idea di movimento, ho davvero giocato con l’assemblaggio di oggetti. In realtà, potrei paragonarlo al teatro Noh, con Kyôgen, che di solito è molto lento, gli attori fanno mosse molto piccole, e all’improvviso faranno qualcosa di molto intenso, che porta sorpresa e impatto. Questo è quello che ho cercato di fare con Chiisakobe.

Buranelli conclude:

Questa opera in quattro volumi è una sorta di completezza del suo stile, come una poesia alla sua maturità artistica, dove il suo occhio di design e la sua passione di mangaka trovano perfetta armonia.

Sinossi
Il protagonista, Shigeji, si ritrova improvvisamente senza casa e senza genitori. L’idea iniziale è quella di chiudersi nel suo guscio, compiere una involuzione, come suggerisce anche una delle prime vignette in cui è in posizione fetale. Umanità e forza di volontà sono gli ingredienti che lo faranno emergere dal proprio dolore e dalla propria apatia. Ma parte solo. Solo contro tutti a voler ricostruire la ditta bruciata nell’incendio, a voler continuare i progetti e prendersi cura degli operai. L’incendio però non ha distrutto solo la casa dei suoi genitori e la fabbrica, ma anche altre strutture tra cui l’orfanotrofio di quartiere. Per evitare che i bambini rimangano in mezzo alla strada, Ritsu (amica di infanzia) propone di ospitarli tutti a casa del protagonista promettendo che si sarebbe occupata lei di tutto. Il duro e granitico animo di Shigeji dovrà decidere se aprirsi a un orizzonte più ampio rispetto al proprio dramma personale.

Scheda tecnica
Formato 15 x 21 cm
Brossurato con sovraccoperta
208 pagine a colori
9,50 euro

Fonte: J-Pop.it

Marco Rubertelli

Appassionato di fumetti e informatica. Dopo essere stato un fedele abbonato a Topolino per anni, un giorno, per caso, legge l'albo #224 di Dylan Dog, Sul filo dei ricordi, e inizia a leggere tutta la serie. Presto l'interesse si estende a qualunque tipo di fumetto, soprattutto graphic novel. Nel novembre 2013 fonda insieme all'amico Nicholas il portale C4 Comic.

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