Un sogno chiamato Florida: il nuovo film di Sean Baker in sala dal 22 marzo 2018

June Pictures
presenta

Una produzione Cre Film & Freestyle Pictures Company
Distribuzione Cinema di Valerio De Paolis

Un sogno chiamato Florida
(The Florida Project)

Un film di Sean Baker con Willem Dafoe, Brooklynn Kimberley Prince, Bria Vinaite, Valeria Cotto, Christopher Rivera e Caleb Landry Jones

Uscita italiana
22 marzo 2018

Personaggi e interpreti
Bobby – Willem Dafoe
Moonee – Brooklyn Kimberly Prince
Halley – Bria Vinaite
Jancey – Valeria Cotto
Scooty – Christopher Rivera
Jack – Caleb Landry Jones

Cast tecnico
Regia – Sean Baker
Sceneggiatura – Sean Baker e Chris Bergoch
Montaggio – Sean Baker
Fotografia – Alexis Zabé
Scenografia – Stephonik Youth
Costumi – Fernando A. Rodriguez
Casting – Carmen Cuba, CSA
Direzione musicale – Matthew Hearon-Smith
Produzione – Sean Baker, Chris Bergoch, Shih-Ching Tsou, Andrew Duncan, Alex Saks, Kevin Chinoy e Francesca Silvestri
Produttori associati – Dani Johnson e Samantha Quan
Produzione esecutiva – Darren Dean e Elayne Schneiderman Schmidt
Distrubuzione italiana – Cinema srl
Ufficio stampa – Studio Punto e Virgola
Genere – Commedia drammatica
Durata – 1h 51’

Sarà in sala il 22 marzo, distribuito da Cinema di Valerio De Paolis, il nuovo film di Sean BakerUn sogno chiamato Florida” (The Florida Project), per il quale Willem Dafoe ha ottenuto la nomination all’Oscar come Miglior attore non protagonista, dopo aver già collezionato le nomination ai Golden Globe, ai BAFTA e agli Screen Actors Guild Awards.

Il film è nelle classifiche dei Migliori Film del 2017 (Sight and Sounds, Los Angeles Times, New York Times, Indiewire, Hollywood Reporter…) e ha collezionato riconoscimenti a pioggia – tra cui la vittoria della piccola Brooklynn Prince premiata come Miglior giovane attrice ai Critics’ Choice Awards; a soli sette anni, Brooklynn Prince è considerata l’attrice rivelazione dell’anno ed è al 1° posto nella classifica di Indiewire delle migliori performance femminili del 2017 accanto a Meryl Streep, Frances McDormand, Sally Hawkins, Saoirse Ronan, Kristen Stewart…

Il suo primo piano finale è un capolavoro di espressività emotiva, quella che attori che hanno vissuto molto più a lungo di Prince faticano a trasmettere con autenticità. È difficile ricordare l’ultima volta in cui una stella è nata così rapidamente.

Il film è ambientato a Orlando, Florida, la capitale mondiale delle vacanze, un paradiso ricco di sole al quale accorrono ogni anno milioni di turisti da tutto il mondo; un regno incantato con una miriade di parchi tematici, spettacoli e resort. Però, a pochi passi di distanza, c’è un mondo completamente diverso in cui vivono i personaggi descritti da Baker senza pietismi e con una gran dose di allegria.

Un sogno chiamato Florida” racconta la storia di una vivace bambina e del suo gruppo di amici le cui vacanze estive si riempiono della sorpresa, dello spirito di possibilità e del senso di avventura tipici dell’infanzia mentre gli adulti intorno a loro attraversano tempi difficili. Hanno circa sei anni e riescono ancora a trasformare una realtà fatta di fast food, trash televisivo e quotidiana miseria in un’avventura. Moonee è una piccola canaglia, la sua giovane mamma Halley si muove lungo il confine tra legalità e crimine e l’unico che cerca di tenere insieme le cose è Bobby (Willem Dafoe) il manager del Magic Castel Hotel dove vive Moonee.

Presentato con grande successo alla Quinzaine des Realisateurs, il film ha avuto un lungo percorso di festival – da Toronto a New York, da San Sebastian a Londra, fino a Torino dove è stato il film di chiusura – e ha ottenuto moltissimi riconoscimenti: nomination ai British Indipendent Film Awards, agli Spirit Awards ai Gotham e Satellite Awards; è tra i 25 film migliori dell’anno per Sight and Sound, e tra i migliori film dell’anno per il Los Angeles Times; ha vinto come Miglior film l’American Film Institute Awards, il Toronto Film Critics Associations Award, il San Francisco Film Critics Awards e il Los Angeles Film Critics Association Award (Miglior attore non protagonista), il New York Film Critics Circle Awards (Miglior regia e Miglior attore non protagonista), etc.

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Il “Moonlight” di quest’anno
The Times

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Un film brillante, ottimista e commovente
The New York Magazine

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Un canto d’innocenza
The Guardian

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Brooklynn Prince è una rivelazione
Variety

★ ★ ★ ★ ★
Un indimenticabile trionfo
IndieWire

La produzione

Il regista Sean Baker non ha dovuto guardare molto lontano per trovare l’ispirazione necessaria dopo il successo del festival di Sundance del 2015 dal titolo Tangerine. Per il film che ha seguito Tangerine, Baker ha deciso di rivisitare un progetto su cui rimuginava da cinque anni, che l’avrebbe portato dai mandarini (i “tangerine“, appunto) alla Florida, vale a dire la terra delle arance.

Nel periodo in cui il co-sceneggiatore / produttore Chris Bergoch aiutava sua madre a trasferirsi nella parte centrale della Florida, percorreva spesso la Irlo Bronson Memorial Highway, meglio conosciuta con il nome di US Highway 192, che è una delle principali arterie che portano direttamente al cuore pulsante di quel centro economico della Florida che è Walt Disney World. Bergoch si è ben presto reso conto delle condizioni di vita decisamente poco magiche che caratterizzano le zone immediatamente limitrofe al parco di divertimenti Disney, ed è rimasto interdetto quando ha scoperto che molti dei motel lungo il suo percorso non ospitavano turisti ma famiglie.

Molti dei motel che si susseguono su entrambi i lati della US Highway 192 sfruttano l’immaginario Disney. Molti, per esempio, sono ricchi di motivi legati a castelli e pirati. Fino a dieci anni fa, questi motel erano pieni di turisti, e tuttora sono ancora visibili alcune vestigia di quel periodo, tra cui, per esempio, le strutture che chiedono 35 dollari per un giro in elicottero e i negozi di souvenir dove molte T-shirt da pochi soldi sfruttano le immagini delle più recenti principesse. Dopo il collasso dell’economia locale e la diminuzione del flusso di turisti, alle reception di questi motel ha iniziato ad arrivare una nuova tipologia di visitatore: si tratta di chi ha perso il proprio lavoro e non ha la possibilità di pagare un deposito per vivere in un appartamento. Bergoch ricorda:

Ricordo che, nel 2011, quando ho parlato con Sean di questa cosa ero diretto a EPCOT. Avevo visto dei bambini giocare ai lati di questa superstrada molto trafficata, a pochi minuti di distanza dai parchi tematici. Non riuscivamo a togliercelo dalla testa. All’inizio del 2012 abbiamo preparato una bozza di progetto allo scopo di vendere la nostra idea e cercare finanziamenti. Finché la produzione di Starlet è diventata una realtà tangibile e ci ha fatto spostare dalla Florida a San Fernando Valley. Ogni volta che tornavo a Orlando, però, passavo davanti a questi motel, e non riuscivo a togliermi questa idea dalla testa. Questa senzazione non ha fatto che crescere, e l’idea di raccontare una storia su questo sfondo è diventata sempre più insistente.

Dopo Starlet c’è stato Tangerine e, al termine della produzione, nel 2014, Baker e Bergoch facevano regolarmente ritorno alla loro idea originale. Baker racconta:

La esaminavamo in ogni piccolo particolare, modificavamo le scene, abbiamo perfino cambiato il finale originale, ma abbiamo sempre saputo che avevamo il desiderio di raccontare una storia dal punto di vista di un bambino …E che volevamo raccontare di come, anche se non può permettersi di acquistare un biglietto per i parchi a tema vicino a dove vive, questo giovane personaggio era comunque capace di trovare avventura e divertimento. Questo concetto non è mai stato abbandonato: si tratta di una storia incentrata su dei bambini che crescono all’ombra di un castello incantato.

Sean Baker ha sempre adorato i cortometraggi prodotti da Hal Roach della serie Simpatiche canaglie (Our Gang) degli anni Venti e Trenta dello scorso secolo. Baker ci ricorda quanto segue:

Erano incentrati su un gruppo di bambini nel periodo della Depressione americana. Tuttavia, la loro condizione economica era un elemento di contorno, perché erano le divertenti avventure dei bambini a fare la parte del leone.

Come è accaduto per tutte le loro collaborazioni, la ricerca ha costituito un elemento chiave del progetto. Baker e Bergoch hanno fatto una full immersion nel cuore di Kissimmee, in Florida, compiendo anche molti viaggi di ricerca in questa zona nell’arco di tre anni e soggiornando in alcuni dei motel che sorgono lungo la US 192. Nelle parole di Baker:

Questi film li cominciamo sempre nello stesso modo, vale a dire chiedendo alla gente della comunità se a loro interessa essere coinvolti nel progetto, se vogliono condividere la storia della loro vita nei motel.

Bergoch aggiunge:

La maggior parte delle persone con cui abbiamo parlato non avrebbe potuto essere più generosa con il proprio tempo. Una persona particolarmente positiva durante il nostro percorso verso una bozza completamente rivisitata è stata John Manning.

Baker ricorda che:

John gestiva uno dei motel ubicati lungo la US 192, ma era tutt’altro fuorché il manager di un ufficio. Si sporcava le mani, indossava più panni.

Bergoch ricorda:

Pensavamo che questo vecchio hotel avesse un bell’aspetto, e quindi abbiamo cominciato ad andare in giro per scoprirlo. Quando abbiamo incontrato John Manning, aveva in mano una mazza da baseball perché pensava che potessimo essere due sconosciuti che si aggiravano misteriosamente all’interno della proprietà, che era piena di bambini non controllati.

Dopo aver capito che i due sceneggiatori non rappresentavano una minaccia, Manning li ha invitati nel suo ufficio per parlare del progetto.

Baker continua:

John ha risposto alle tantissime domande che gli abbiamo fatto, fornendoci una prospettiva davvero unica sulla vita nei motel. Era ovvio che i “residenti” gli stavano molto a cuore, e che si trovava nella difficile posizione di dover assumere il ruolo di figura autoritaria in un ambiente che a tratti gli era ostile.

Nelle parole di Bergoch:

L’idea di legare il film a un singolo individuo che cerca di fare il proprio lavoro, che richiede che lui sia duro, ma che tutto sommato mostri una certa vulnerabilità sotto la superficie, ci piaceva molto.

Per l’interpretazione di questo “cattivo dal cuore buono” sullo schermo, Baker si è rivolto a Willem Dafoe:

Non riesco a immaginare nessun altro per il ruolo di Bobby. Non solo Willem ci ha regalato una performance fantastica, ma si è dimostrato bendisposto a sperimentare e ad aiutarci a trovare il personaggio. Molte delle scene sono state girate con persone che recitavano per la prima volta e con persone che non lavorano nel mondo del cinema, e Willem è riuscito a fondersi con volti nuovi per poi riuscire, quando necessario, a definire i momenti più importanti con la sua recitazione esperta.

Pur rappresentando un’evoluzione notevole rispetto al progetto originale, la parte centrale della storia è rimasta inalterata, e il film racconta infatti della vita di una ragazzina sullo sfondo di un motel. Per trovare l’interprete giusta, Baker ha organizzato sedute di casting sul posto, nella parte centrale della Florida, per diversi mesi.

Il team ha iniziato una ricerca attiva degli attori principali all’inizio del 2016, quando Brooklynn Prince, nata proprio in Florida, ha risposto a un annuncio locale e si è aggiudicata il ruolo della protagonista Moonee.

Baker ha dichiarato:

Sono estremamente grato a Brooklynn Kimberly Prince per aver partecipato alle audizioni per questo film. Non si è semplicemente rivelata l’attrice perfetta per interpretare Moonee, ma ha elevato questo personaggio, aggiungendo a ciò che era scritto su carta il suo senso personae di meraviglia. A prescindere dalla sua età, Brooklynn è una delle migliori attrici che io abbia mai conosciuto.

Bergoch aggiunge:

Nel momento in cui è entrata nella stanza, ho gettato uno sguardo verso Sean e Shih-Ching, e anche loro, come me, avevano lo sguardo rapito. Brooklynn era decisamente la Moonee che avevamo in testa da anni, rappresentava la personificazione del personaggio che avevamo creato.

La co-protagonista Valeria Cotto è un esempio calzante della procedura di casting decisamente non convenzionale utilizzata da Baker, che racconta:

Faccio sempre un po’ di casting per le strade nei miei film, e la scoperta di cui vado maggiormente orgoglioso è quella di Valeria Cotto, che una sera ho visto insieme a sua madre in un negozio della catena Target di Kissimmee. Valeria non passava certo inosservata a causa dei suoi capelli rosso fuoco. Ho lasciato il biglietto da visita a sua madre sperando con tutta l’anima che mi chiamasse per far fare l’audizione a sua figlia. E così ha fatto. Valeria è stata straordinaria e tutto il resto è storia.

Sebbene Baker, Bergoch e i produttori Shih-Ching Tsou e Kevin Chinoy portassero avanti le audizioni per i bambini in diverse zone della parte centrale della Florida, per il regista era importante che nel film ci fossero anche persone del posto. Christopher Rivera si è presentato all’audizione mentre viveva con la sua famiglia in uno dei motel di Route 192 e a lui è stato assegnato l’ultimo ruolo da protagonista, quello dell’impertinente Scooty.

Originariamente, pensavo di scegliere un attore protagonista per il ruolo di Halley. Volevo trovare qualcuno che avesse partecipato a produzioni Disney all’inizio della propria carriera; qualcuno che fosse in grado di prendere la storia e darle una svolta. Contemporaneamente, però, pensavo che questo approccio potesse essere sbagliato, e pian piano mi sono reso conto che, per il ruolo di Halley, avevamo bisogno di un volto nuovo. Così mi sono messo alla ricerca di un’alternativa.

Il sogno di portare Un sogno chiamato Florida sullo schemo si è avvicinata molto alla realtà quando i finanziatori di June Pictures hanno aderito al progetto, all’inizio del 2016.

Andrew Duncan e Alex Saks di June Pictures mi hanno concesso la più totale libertà creativa, fornendomi tutto il supporto di cui avevo bisogno, in tutti i modi possibili e immaginabili. Sono decisamente contento che siamo riusciti a siglare questa collaborazione.

Alex Saks racconta:

“ean era un cliente in ICM, quando io ci lavoravo come agente nel gruppo finanzia e packaging. Nel gennaio del 2016, ho ascoltto per la prima volta le prime idee del nuovo progetto di Sean, che è andato avanti in contemporanea con al rafforzamento definitivo della giovane fondazione June Pictures. Anche io sono un fan di Sean, e l’ho detto subito a Andrew, il mio nuovo partner, che doveva vedere un film dal titolo Tangerine. Gli ho raccontato che l’avrebbe lasciato a bocca aperta, e che Sean era proprio il tipo di regista cui avremmo dovuto fornire il nostro supporto e con cui avremmo dovuto fare film. Era davvero fantastico, oltre a essere uno dei raccontastorie più affascinanti del mondo, grazie alla sua visione e profondità davvero uniche della vera prospettiva, la cui natura allo stesso tempo appariva fresca e nuova e faceva un po’ di timore. Andrew ha visto Tangerine e si è trovato subito d’accordo. Dopo qualche settimana abbiamo incontrato Sean, abbiamo raccolto qualche informazione e poi ci siamo lanciati a capofitto nel progetto. Si è trattato di un percorso fantastico, e noi ci sentiamo onorati di averne fatto parte.

Dopo la primavera del 2016, quando ormai i finanziamenti erano stati garantiti e la data dell’inizio della produzione si avvicinava pericolosamente, il regista si è ritrovato senza un’attrice che interpretasse il ruolo chiave di Halley, la giovane madre di Moonee. Proprio come ai tempi di Tangerine, quando effettuò il casting tramite diversi social media quali, per esempio, Vine, Baker si affida a Instagram quando il casting è già ben avviato, e qui la sua attenzione ricade su Bria VinaiteBaker dice:

C’era qualcosa di molto diverso che metteva Bria in primo piano rispetto alle altre migliaia di persone su Instagram: non si prendeva sul serio e appariva molto attiva, spensierata ed estremamente divertente. Siccome questi erano proprio i tratti che immaginavamo per il personaggio di Halley, sapevo che dovevamo assolutamente farle un’audizione.

Bria Vinaite continua:

Un giorno mi arriva un messaggio di Sean su Instagram. Mi dice di controllare l’e-mail perché c’era la possibilità di fare un film. Il suo account Instagram era pieno zeppo delle foto del suo cane. Ero un po’ confusa. Poi abbiamo parlato e ho capito che non cercava di agganciarmi, e ho sentito subito un legame forte con la storia. Speravo con tutta me stessa di ottenere la parte!

Baker continua:

Ha preso un volo per la Florida ed è venuta a conoscere i bambini che avevamo selezionato. Abbiamo girato qualche scena improvvisata e, alla fine del weekend, io ero certo che Bria sarebbe riuscita a portare un elemento di freschezza e originalità a questo personaggio.

L’attrice racconta:

Quando ho letto la sceneggiatura per la prima volta, ho sentito un legame con Halley. Dal punto di vista della personalità, mi assomiglia tantissimo, ma da un certo punto di vista siamo anche molto diverse. Portarla in vita è stata un’esperienza indimenticabile, perché è molto spensierata e non si fa fregare da nessuno! In alcune parti del copione anche a me veniva da pensare, ‘maledetta Halley!’ Tutta questa esperienza mi ha insegnato tantissimo, e una parte di Halley vivrà dentro di me per sempre.

Per ottenere il look pulsante e vibrande del film, Baker ha chiesto al pluripremiato direttore della fotografia Alexis Zabé di occuparsi di Un sogno chiamato Florida. Zabé descrive l’estetica con poche semplici parole:

Un gelato al mirtillo con un che di aspro.

Bergoch spiega che:

La storia e i temi di Un sogno chiamato Florida sono universali. Tutti siamo stati bambini, tutti abbiamo vissuto quegli anni di pura meraviglia, ingenuità, confusione, possibilità infinite e, soprattutto, avventura. La scuola rimaneva chiusa solo per due mesi, ma quei due mesi sembravano un’eternità. In quei momenti, che ti trovassi in un grande parco tematico, in un parco giochi o anche solo in un parcheggio, trovavi la magia ovunque.

Baker si augura che il suo ultimo film conquisterà il pubblico grazie al suo umorismo, ai suoi personaggi coloriti e alla nostalgia:

Vorrei che chi guarda il film amasse e prendesse a cuore questi personaggi così tanto da portarli a casa con sé, andare su Internet e cercare informazioni sul numero di famiglie e bambini americani che crescono nei motel. Per me sarebbe un successo che ha qualcosa di magico.

Il cast

Willem Dafoe (Bobby)
Willem Dafoe, candidato due volta al premio Oscar, ha partecipato a oltre cento film, tra cui Spider-Man, Il paziente inglese (The English Patient), Alla ricerca di Nemo (Finding Nemo), Sotto il segno del pericolo (Clear and Present Danger) e Mississippi Burning – Le radici dell’odio (Mississippi Burning). Oltre alle candidature all’Oscar® per i film Platoon e L’ombra del vampiro (Shadow of the Vampire), Dafoe è stato candidato al Golden Globe® per la sua interpretazione in L’ombra del vampiro (Shadow of the Vampire), che gli è anche valso il LA Film Critics Award e un Independent Spirit Award.
Dafoe è un socio fondatore di The Wooster Group, un collettivo teatrale sperimentale per il quale ha creato e interpretato tutti i progetti dal 1977 al 2005. Dafoe seleziona i progetti sulla base della diversità dei ruolo e delle opportunità per lavorare con registi di grande calibro quali, per esempio, Wes Anderson, Martin Scorsese, Spike Lee, Oliver Stone, Zhang Yimou, David Lynch, Werner Herzog e Kenneth Branagh. Un altro progetto di prossima realizzazione è Aquaman di James Wan.

Bria Vinaite (Halley)
Nata in Lituania e trasferitasi a Brooklyn, New York, all’età di sei anni, Bria ha sempre nutrito un grande interesse per i progetti creativi, iniziando a creare capi di abbigliamento all’età di 19 anni per poi fondare un’attività tutta sua, “ChroniCal NYC“, con articoli che faceva a mano perlopiù da sola. I suoi abiti sono stati indossati da molti creativi in molti ambiti diversi. Sean Baker ha scoperto Vinaite su Instagram quando il processo di casting di Un sogno chiamato Florida era già avviato. Nelle parole di Vinaite, “il resto è magia!

Brooklynn Kimberly Prince (Moonee)
Brooklynn ha ottenuto il suo primo ruolo all’età di tre anni, e da allora si è appassionata a questo lavoro. Ha partecipato a progetti sia a livello nazionale che internazionale. Tra questi si ricordano gli spot per Disney Junior, Chuck E Cheese, Honda e Visit Orlando. Brooklynn adora tutto ciò che a che vedere con Star Wars, Harry Potter e Wonder Woman. Lavorare al film Un sogno chiamato Florida le è piaciuto tantissimo, soprattutto con il regista che lei chiama “Mr. Sean“, e che descrive come “una delle mie persone preferite“. La cosa che la rende più felice in assoluto è stare sul set, e in futuro Brooklynn spera di poter lavorare con la sua attrice preferita, Daisy Ridley e, ovviamente, di vincere un Oscar.

Valeria Cotto (Jancey)
Valeria ha sei anni, è nata a Kissimmee, in Florida, e ha sempre voluto fare l’attrice. Quindi, quando Sean Baker le ha dato la possibilità di partecipare a Un sogno chiamato Florida, Valeria è stata contentissima. Valeria adora Pokemon, è ossessionata da J-Pop ed è super-contenta di potersi vedere sul grande schermo per la prima volta.

Christopher Rivera (Scooty)
Originario della Florida, Christopher J. Rivera ha trascorso la maggior parte dei nove anni della sua vita crescendo in motel molto simili a quello dove vive il personaggio che interpreta in Un sogno chiamato Florida. Ha sempre sognato di poter partecipare a un film, e il suo desiderio è diventato realtà dopo che ha risposto a una telefonata di casting locale. Christopher adora i videogiochi e non vede l’ora di ammirarsi nei panni del piccolo monello Scooty sul grande schermo.

Caleb Landry Jones (Jack)
Uno dei giovani attori emergenti di Hollywood, Caleb prossimamente parteciperà ad Barry Seal – Una storia americana (American Made) di Doug Liman al fianco di Tom Cruise, e a Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri) di Martin McDonagh. Caleb ha partecipato inoltre ad Antiviral di Brandon Cronenberg, presentato per la prima volta al Festival del cinema di Cannes e distribuito da IFC Films. La sua interpretazione è stata scelta come “Migliore prestazione del 2012” da Indiewire. Caleb Landry Jones ha interpretato il ruolo di co-protagonista in Heaven Knows What di Joshua and Benny Safdie (premiato con il Tokyo Grand Prix al Festival internazionale del cinema di Tokyo dopo la premiere a Venezia); Queen and Country, con il regista John Boorman (la cui premiere è avvenuta al Festival internazionale del cinema di Cannes del 2014); God’s Pocket, che ha segnato il debutto alla regia di John Slattery, con Philip Seymour Hoffman; Byzantium (IFC) di Neil Jordan; X Men: L’inizio (X Men: First Class) di Fox, Contraband della Universal e, per terminare, il grande successo Get Out – Scappa (Get Out), che ha segnato il debutto alla regia di Jordan Peele.

Karren Karagulian (Narek)
Karren Karagulian non è nuovo al mondo dei film indipendenti. Karren infatti ha partecipato a tutti i progetti di Sean Baker – Four Letter Words, Take Out, Prince of Broadway, Starlet (per il quale ha vinto un Robert Altman Award in occasione degli Independent Spirit Awards insieme la resto del cast) e Tangerine. Karagulian interpreta ruoli che dipingono “persone comuni” di questo tipo da oltre un decennio.

I realizzatori del film

Sean Baker (Regista/Co-sceneggiatore/Produttore/Montaggio)
Sean Baker ha diretto Take Out (2008) e Prince of Broadway (2009), entrambi candidati al John Cassavetes’ Independent Spirit Award, e Starlet (2012), premiato con il Robert Altman Independent Spirit Award e candidato a un altro premio Cassavetes. Tangerine è stato lanciato in occasione del Sundance Film Festival del 2015. Laureato presso la NYU, Baker ha inoltre contribuito a creare la lunga serie comica Greg the Bunny.

Andrew Duncan e Alex Saks (Produttori)
June Pictures
June Pictures è una compagnia di produzione cinematografica indipendente fondata nel 2016 dal Presidente Andrew Duncan e dal CEO Alex Saks. June Pictures produce e finanzia film e documentari. Il film Joshua: Teenager vs. Super Power di June Pictures si è aggiudicato l’Audience Award nella categoria “World Cinema Documentary” in occasione del Sundance Film Festival del 2017 ed è stato acquistato da Netflix. Tra le altre vendite più recenti legate a Sundance vi sono il thriller psicologico dal titolo Thoroughbreds, con Olivia Cooke, Anya Taylor-Joy e Anton Yelchin, per Focus Features; e Fun Mom Dinner di Alethea Jones, passato a Netflix e a eOne’s Momentum Pictures. Oltre a Un sogno chiamato Florida, di Sean Baker, June Pictures ha diversi altri film di prossima uscita. Tra questi: What They Had, scritto e diretto da Elizabeth Chomko, con Hilary Swank, Michael Shannon e Blythe Danner, Wildlife, debutto alla regia di Paul Dano, con Jake Gyllenhaal e Carey Mulligan, e la commedia drammatica dal titolo Dude, scritta e diretta da Olivia Milch, con la partecipazione di Lucy Hale, Kathryn Prescott, Alexandra Shipp e Awkwafina. La premiere del primo film di June Pictures, dal titolo Operator, con Martin Starr e Mae Whitman, ha avuto luogo in occasione del SXSW del 2016 e il film è stato distribuito da The Orchard negli Stati Uniti.

Chris Bergoch (Co-sceneggiatore, Produttore)
Chris Bergoch ha collaborato alla serie televisiva americana dal titolo Greg the Bunny insieme allo spinoff MTV dal titolo Warren the Ape. Bergoch è co-sceneggiatore / produttore associato del pluripremiato Starlet, premiato anche con il Robert Altman Independent Spirit Award e distribuito nei cinema statunitensi da Music Box Films. Nel 2015, Bergoch ha co-sceneggiato/co-prodotto Tangerine (22 vittore/33 candidature, tra cui quella di Migliore sceneggiatura originale del San Francisco Film Critics Circle), oltre a produrre l’acclamato fashion film Snowbird del 2016 (candidato per la regia, la colonna sonora originale, marchio di rilievo, miglior film, Berlin Fashion Film Awards). Chris è entusiasta di aver avuto l’opportunità di lavorare nuovamente con Sean Baker per realizzare il sogno di portare Un sogno chiamato Florida sul grande schermo.

Kevin Chinoy e Francesca Silvestri (Produttori)
Freestyle Picture Company
Per oltre vent’anni, i partner FPC Kevin Chinoy e Francesca Silvestri hanno sviluppato e prodotto film pluripremiati, produzioni televisive e teatrali e contenuto di marchi con molti degli individui e delle aziende legate all’intrattenimento di maggiore talento del settore. I loro progetti sono stati proiettati in occasione dei festival più importanti di tutto il mondo. Tra questi, Sundance, Toronto, Berlin, Locarno, SXSW, LAFF e Tribeca. I loro progetti sono stati rappresentati in occasione di divese cerimonie di premiazione, tra cui WGA, DGA e Independent Spirit Awards. In cima alla loro lunga lista di collaboratori si nota Sean Baker, con il quale hanno collaborato anche a film realizzati in precedenza quali, per esempio, Starlet e Tangerine, oltre alle varie versioni dello spettacolo televisivo The Greg the Bunny Show.

Shih-Ching Tsou (Produttore)
La cineasta Shih-Ching Tsou vive a New York City e ha co-sceneggiato, co-diretto e co-prodotto il film Take Out con Sean Baker, candidato al John Cassavetes Award in occasione degli Independent Spirit Awards del 2009. Dopo la loro collaborazione in occasione di Take Out, Shih-Ching ha ricoperto il ruolo di produttrice esecutiva per Starlet, il terzo film di Baker, vincitore del Robert Altman Spirit Award nel 2013. Ha inoltre prodotto il quarto film di Baker, Tangerine, distribuito negli Stati Uniti da Magnolia Pictures nell’anno 2015.

Alexis Zabé (Direttore della fotografia)
Nato a Città del Messico, Alexis Zabé ha lavorato ad annunci pubblicitari e video musicali in tutto il mondo, collaborando con artisti del calibro di Pharrell Williams e Die Antwoord, e ha partecipato alla realizzazione di cortometraggi e film con i registi Carlos Reygadas e Harmony Korine. Il suo lavoro gli è valso numerosi premi internazionali. Un sogno chiamato Florida è la seconda collaborazione di Zabé con Sean Baker, e segue il cortometraggio Snowbird del 2016, prodotto per Kenzo. Zabé descrive l’estetica di questo film di prossima uscita semplicemente come “un gelato al mirtillo con un che di aspro“.

Fonte: CinemaSRL.com

Marco Rubertelli

Appassionato di fumetti e informatica. Dopo essere stato un fedele abbonato a Topolino per anni, un giorno, per caso, legge l'albo #224 di Dylan Dog, Sul filo dei ricordi, e inizia a leggere tutta la serie. Presto l'interesse si estende a qualunque tipo di fumetto, soprattutto graphic novel. Nel novembre 2013 fonda insieme all'amico Nicholas il portale C4 Comic.

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