Un sogno chiamato Florida: Sean Baker ci racconta l’inferno attorno al Disney World di Orlando

Ascoltando i racconti dei reduci di villaggi turistici in paesi tropicali, il primo pensiero è rivolto quasi sempre ai poveracci che vivono intorno a questi paradisi di plastica, che avrebbero tutto il diritto di incazzarsi e di malmenare gestori e clienti. Ecco, forse non tutti sanno che anche intorno ai meravigliosi parchi a tema di Orlando in Florida, complice la crisi economica, si è ricreato lo stesso meccanismo dei suddetti paradisi tropicali.

Sean Baker, raccontandoci questa realtà dal punto di vista di una sgangherata banda di ragazzini, ci fa fare un viaggio nell’America di chi sopravvive in motel di quarta categoria grazie al sussidio statale, o anche reddito di cittadinanza se vogliamo usare una dicitura più familiare. La vita di questi bambini, raccontata abbassando il punto di ripresa in modo da farci immedesimare ancora di più, scorre indisturbata in mezzo al disagio sociale degli adulti. Il loro universo è composto da tanti piccoli mondi colorati, distribuiti intorno alla US Highway 192, arteria pulsante che porta direttamente al cuore economico della Florida, il resort Walt Disney World. L’unico vero contatto tra i protagonisti e il grande parco a tema è il continuo via vai di elicotteri, che trasportano i turisti più facoltosi, che con il suono assordante delle pale rompono l’idillio costruito dai giovani protagonisti. È proprio questo gruppetto di simpatiche canaglie, capitanato dalla pepatissima Moonee, a tirare le fila del film. Il regista ci mostra come l’innocenza propria dei bambini  sia in grado di trasformare in gioco anche le situazioni più tragiche e degradanti. Spicca tra tutti la piccola Brooklynn Kimberly Prince, interprete di Moonee, forse mettendo in ombra anche l’immenso Willem Dafoe, candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista per la sua interpretazione del manager del motel.

Un altro protagonista è appunto il motel, enorme edificio viola trasformato in castello, in un maldestro tentativo dei proprietari di scimmiottare le mirabolanti costruzioni del parco a tema. Nella sua decadenza il motel è un vero e proprio rifugio per gli sfortunati costretti ad abitarlo e Dafoe più che interpretare il manger della struttura è un vero e proprio custode di questo piccolo mondo dai colori sgargianti. Una critica sociale raccontata da un punto di vista diverso dal solito che è stata giustamente ricompensata con moltissime nomination e altrettanti premi. 1h e 51’ minuti che vi faranno capire definitivamente che non è tutto oro quel che luccica.

Noman Al Ani

Figlio di due fricchettoni che, durante l'infanzia lo hanno rimpinzato di libri e trascinato in giro per mostre di pittori Uzbeki. Da li ad amare il fumetto il passo è stato breve. Tuttora il suo sogno più grande è diventare uno Jedi.

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