No, non come Monopoly #2 – La porta di accesso

Un viaggio guidato, un percorso di alfabetizzazione che possa essere considerato tale, non può non prevedere al suo interno una lista di consigli. A differenza di altre forme di intrattenimento per il gioco da tavolo il significato di un’operazione del genere è decisamente più complesso, oltre che estremamente motivato. Infatti, rispetto al cinema o al fumetto, fare una lista di “giochi migliori” o di fondamentali rischierebbe soltanto di creare estrema confusione in persone non propriamente avvezze.

Prendiamo una situazione d’esempio: una persona vuole iniziare a giocare da tavolo senza avere nessun tipo di base relativa al mercato contemporaneo, ai german e agli american. Se dovessi, in questo momento, approcciarmi io stesso al mondo dei giochi da tavolo contemporanei senza una precisa linea ed una proposta digeribile, gli scenari possibili sarebbero tre: noia durante la lettura del regolamento, totale smarrimento durante il tentativo di prova e spiegazione delle regole ad altri neofiti o – in un caso estremamente raro – soddisfazione e interesse che però si risolverebbero in un continuo giocare lo stesso titolo fino allo sfinimento per evitare uno dei casi sopraccitati. Andare alla cieca, facendosi abbagliare da un tema che si conosce o rivolgendosi a un gentile negoziante che – per quanto svolga in maniera egregia il suo lavoro – non saprà mai con certezza qual è la preparazione nostra e dei nostri compagni di tavolo, è un rischio troppo grande che può condurre a esperienze pessime che si traducono in repentine fughe dalla sfera del gioco da tavolo.

Per favorire un’estensione e una crescita della curiosità in possibili nuovi giocatori hobbisti, e anche per equilibrare la complessità media dei titoli usciti in tempi recenti, praticamente tutti gli editori più famosi hanno pubblicato titoli specificatamente pensati come introduttivi, giochi adatti ad un nucleo familiare ma che hanno al loro interno anche degli spunti utili al futuro giocatore per potersi abituare a quei titoli complicati che di lì a poco finirà per amare. Generalmente chiamati, in lingua inglese, gateway games (letteralmente “giochi della porta d’accesso“) sono una branca del gioco da tavolo, facente parte di quella macro categoria definita family games, pensata e progettata in maniera specifica per i nuovi giocatori.

Ho deciso di affrontare la questione dividendo i giochi introduttivi in

  • german: alto grado strategico, bassa dipendenza dalla fortuna, bassa correlazione tra tema e meccaniche, regolamenti snelli;
  • american: forte correlazione tematica, alto grado di aleatorietà;
  • filler: giochi generalmente di carte, utili ad occupare il tempo aspettando gli altri giocatori o come antipasto/digestivo tra un gioco più sostanzioso e l’altro;
  • party games: giochi adatti ad una situazione più rilassata, pensati più come attività o passatempi che come competizione diretta.

In questa foto ci sono componenti di tre giochi introduttivi tra i più conosciuti… A fine articolo saprete dire quali sono? (fonte)

GERMAN

Una delle due macrocategorie in cui si divide il mercato dei giochi da tavolo contemporaneo (sebbene le differenze si stiano assottigliando e gli ibridi sono sempre più frequenti, ne sono un esempio i giochi di produzione francese). I giochi di questo tipo sono contraddistinti da una prevalenza meccanica che mitiga l’intervento del caso e della fortuna per dare possibilità strategica e rilevanza alle scelte che i giocatori compiono. Contraltare di questa spinta sulla strategia sono, spesso, una scarsità in termini di coerenza tra tema e meccaniche e una bassa interazione tra i giocatori. Come per la controparte a stelle striscie, i giochi german sono di complessità varia e adatti a diversi tipi di giocatori. Di seguito una lista di quelli che, per me rappresentano una buona base di partenza per conoscere meglio tale mondo.

  1. Ticket to Ride (Moore A., 2004, Days Of Wonder, edito in Italia da Asmodee, durata: 45-60 min., da 2 a 5 giocatori)

    Foto: Alkis21 su boardgamegeek.com

    Vincitore dello Spiel des Jahres del 2004, Ticket To Ride è un gioco di collezione set (meccanica che prevede la collezione di set di oggetti dello stesso tipo per poter riscattarli in punti vittoria) da 2 a 5 giocatori. Scopo del gioco è quello di percorre il maggior numero possibili di tratte ferroviare delle tante mappe disponibili (consiglio vivamente di iniziare con quella statunitense contenuta nella scatola base, che è la più semplice), raccogliendo carte del colore delle tratte che si vuole percorrere in ordine, e di collegare le città stampate su una (o più) carta obiettivo e ricevere il corrispettivo in punti. Interazione leggermente più alta del solito per il genere, mitigata dalla possibilità di poter raggiungere una stessa destinazione da più direzioni.

  2. Carcassonne (Jurgen Wrede K., 2001, Hans Im Gluck, edito in Italia da Giochi Uniti, durata: 45-60, da 2 a 5 giocatori)

    Foto: Jazzphunk su boardgamegeek.com

    Carcassonne porta nel mondo degli strategici tedeschi, pur rimanendo su livelli estremamente basilari, il concetto di sedersi intorno al tavolo e incastrare tra di loro le tessere di un puzzle. Le sensazioni a livello sociale sono le stesse, con quella pura soddisfazione di vedere una costruzione lineare a fine partita, a cui va aggiunta una certa preponderante componente stategico-ludica composta da pochissime, e semplici regole. Vincitore dello Spiel nel 2001.

  3. Catan (Teuber K., 1995, Kosmos, edito in Italia da Giochi Uniti, durata: 75-90 min, da 3 a 4 giocatori)

    Foto: Killroy_locke su boardgamegeek.com

    Protagonista dell’articolo precedente, Catan è il gioco che ha aperto gli occhi del mondo sui giochi da tavolo tedeschi. Gestione risorse, collezione set e contrattazione sono le meccaniche alla base di questo classico di Klaus Teuber.

  4. Dominion (Vaccarino D. X., 2009, Rio Grande Games, edito in Italia da Giochi Uniti, durata: 30 min, da 2 a 4 giocatori)

    Foto: Garyjames su boardgamegeek.com

    Uno degli aspetti più affascinanti del giocare a Magic è sicuramente la costruzione del mazzo, quel momento fuori dal gioco effettivo in cui si creano le sinergie più performanti e le combo più devastanti. Dominion di Donald X. Vaccarino prende questo concetto e lo trasporta in un gioco effettivo, in cui la pratica extra-diegetica di Magic diventa meccanica effettiva per fare punti vittoria. Vincitore dello Spiel nel 2009.

  5. 7 Wonders (Bauza A., 2010, Repos Production, edito in Italia da Asmodee, durata: 30 min, da 3 a 7 giocatori)

    Foto: Stefan B su boardgamegeek.com

    I giochi di civilizzazione, da sempre, sono lunghi e ripieni di regole estremamente complezza. Antoine Bauza, con il suo 7 Wonders, distilla questo genere in un gioco basato sul drafting, altra pratica mutata da Magic (che prevede la scelta di carte da mani che vengono passate e ricevute agli e dagli altri giocatori), che permette a sette giocatori di piazzarsi intorno al tavolo e risolvere un’intera partita in 30 minuti. Esiste, nella scatola base, una versione per due giocatori ormai completamente rimpiazzata dal decisamente più soddisfacente 7 Wonders Duel.

  6. Pandemic (Leacock M., 2008, Z-Man Games, edito in Italia da Asmodee, durata: 45 minuti, da 2 a 4 giocatori)

    Foto: Clockworkd su boardgamegeek.com

    Il gioco che ha sdoganato i giochi da tavolo cooperativi. Una squadra di volenterosi studiosi, interpretata da giocatori, dovrà scoprire la cura di quattro malattie diverse per vincere. Utilissimo come introduttivo per la sua natura non-competitiva.

AMERICAN

Contraddistinti da un ruolo centrale per l’alto tasso di interazione/conflitto e la coerenza tra tema e meccaniche, i giochi american sono generalmente i giochi più lunghi tra quelli disponibili sul mercato. Sceglierne di introduttivi è stato piuttosto difficile e per alcuni dei presenti in questa lista va considerata l’eventualità di farseli spiegare da persone che già li conoscono in maniera approfondita. Delle due macrocategoria questa è quella che più ha risentito dell’influenza dell’altra, andando a sostituire quasi completamente i dadi con meccaniche più strette e deterministiche.

  1. King of Tokyo (Garfield R., 2011, Iello, edito in Italia da Mancalamaro, durata 30-45 min., da 2 a 6 giocatori)

    Foto: Siberianhusky su boardgamegeek.com

    Dall’autore di Magic un gioco che ci mette nei panni di giganteschi kaiju impegnati a mettere a ferro e fuoco la capitale nipponica. Un gioco caciarone basato sullo Yahztee fatto di tante mostruose sberle.

  2. Blood Rage (Lang E. M., 2015, CMON ltd, edito in Italia da Asmodee, durata: 60-90 min., da 2 a 4 giocatori)

    Foto: Exqcme su boardgamegeek.com

    Leggermente più complesso degli altri giochi qui elencati, Blood Rage, è adatto a coloro i quali vogliono evadere da Risiko ma cominciare con un gioco più sostanzioso. Particolarmente calzante per i giocatori di videogiochi, questo gioco di controllo aree a tema vichingo, deve essere sostenuto e spiegato da un giocatore decisamente navigato, altrimenti i neofiti potrebbero rischiare di confondersi e annoiarsi. Proposta alternativa: Smallworld.

  3. Missione: pianeta rosso (Cathala B., Faidutti B., 2005, Asmodee, edito in Italia da Giochi Uniti, durata: 60 min., da 3 a 5 giocatori)

    Foto: Penguinised su boardgamegeek.com

    La revisione estesa, riveduta e corretta del classico Citadels che si arricchisce di tantissimi personaggi in più e di un tema spaziale in salsa steampunk. Concetto chiave del gioco, che è di fatto un ibrido german/american, è controllare varie aree di Marte con l’ausilio dei poteri dei personaggi, utili a far punti ma anche per rovinare i piani degli avversari.

  4. Smash Up! (Peterson P., 2012, AEG, edito in Italia da Uplay Edizioni, durata: 45 min, da 2 a 4 giocatori)

    Foto: Ckirkman su boardgamegeek.com

    Il gioco dei crossover strampalati. Ogni giocatore ad inizio partita dovrà scegliere due categorie di personaggi tipici del fantastico e comporre un mazzo con tutte le carte di ognuna. Tanto caos e tante mazzate, in poco tempo.

  5. Zombicide (Guiton R., Lullien J. B., Raoult N, 2012, Guillottine Games/CMON ltd, edito in Italia da Asmodee, durata: 45-180 min, da 1 a 6 giocatori)

    Foto: MillertimeRC su boardgamegeek.com

    I dungeon crawler, quei giochi in cui i giocatori esplorano un dungeon pieno zeppo di qualunque atrocità, sono forse il genere più rappresentativo degli american. Spesso, però, si tratta di giochi ricchi di statistiche e dalla durata consistente; Zombicide non sopperisce in maniera completa alla seconda richiesta (anche se alcuni scenari si risolvono in meno di un’ora) ma la natura cooperativa e la snellezza delle meccaniche contribuiscono a renderlo più gradevole e digeribile ai meno avvezzi.

  6. Memoir ’44 (Borg R., 2004, Days of Wonder, edito in Italia da Asmodee, durata: 30-60 min., per due giocatori)

    Foto: Chuckles2000 su boardgamegeek.com

    Altra grande fetta della categoria è quella dei wargames (di cui fa parte anche il precedente Blood Rage). Memoir ’44 è un wargame leggero ambientato in vari scenari della seconda guerra mondiale che, con il suo sistema basato sulle carte, si contraddistingue per semplicità e immediatezza.

FILLER

Pensati per “riempire“, i filler sono solitamente giochi molto brevi e con pochi componenti (spesso carte e qualche gettone). Utilissimi per staccare un attimo dai ritmi di giochi più impegnativi o come passatempo in attesa dell’arrivo di tutti i giocatori.

  1. For Sale (Dorra S., 1997, editori vari, edito in Italia da Uplay Edizioni, durata: 30 min, da 3 a 6 giocatori)

    Foto: Ccmonter su boardgamegeek.com

    Gioco di aste basato sul mercato immobiliare. Sviluppato su due fasi principali, una di acquisto e una di vendita degli immobili, è un gioco che in poco spazio e tempo riesce a creare un piacevole riscaldamento.

  2. Hanabi (Bauza A., 2010, editori vari, inedito in Italia, durata: 25 min, da 2 a 5 giocatori)

    Foto: Abacusspiele su boardgamegeek.com

    Gioco di carte cooperativo con un sapore classico. I giocatori devono riuscire a creare delle pile di carte da 1 a 5 di ciascuno dei 5 colori senza la possibilità di vedere la propria mano, ma soltanto vedendo quella dei compagni. Facilmente reperibile e indipendente dalla lingua, nonostante l’assenza di una edizione italiana.

  3. Love Letter (Kanai S., 2012, AEG, edito in Italia da Uplay Edizioni, durata: 20 min, da 2 a 4 giocatori)

    Foto: Henkrollerman su boardgamegeek.com

    Con sole diciotto carte, questo gioco si contraddistingue per il poco spazio e la facilità di utilizzo. Un filler divertente, incentrato sulla gestione della propria mano e sull’eliminazione degli altri giocatori.

  4. No, Thanks! (Gimmler T., 2004, editori vari, edito in Italia da Dal Negro, durata: 30 min, da 3 a 7 giocatori)

    Foto: Ronster0 su boardgamegeek.com

    Altro gioco di aste, in cui però si punta per non avere la carta in gioco. Rapido nei turni è un gioco che, probabilmente, vorrete intavolare svariate volte di fila. L’edizione italiana è di difficile reperibilità, fortunatamente il gioco è interamente indipendente dalla lingua e facilmente recuperabile in edizioni estere.

PARTY

A volte si ha solo bisogno di un gioco che faccia da sottofondo alla festa, diventandone il fulcro ma senza polarizzare l’ambiente che deve rimanere disteso. Di seguito una lista di giochi adatti a queste situazioni:

  1. Nomi in codice (Chvatil V., 2015, CGE, edito in Italia da Cranio Creations, durata: 15 min, da 2 a 8 giocatori)

    Foto: Punkin312 su boardgamegeek.com

    Un misto tra un gioco di parole e battaglia navale. Due squadre si sfidano su una griglia di parole per cercare di scoprire quali nascondono gli informatori di ciascuna squadra, evitando ignari passanti o il misterioso killer.

  2. The Resistance (Eskridge D., 2009, Indie Boards & Cards, edito in Italia da Raven Distribution, durata: 30 min, da 5 a 10 giocatori)

    Foto: T Worthington su boardgamegeek.com

    Uno dei limiti del classico Lupus In Tabula è il fatto che, una volta eliminati, i giocatori rimangono fuori per molto tempo prima della conclusione della partita. The Resistance ovvia a questo problema, portando sul tavolo un party game di deduzione teso e ricco di accuse reciproche.

  3. Ice Cool (Gomez B., 2016, Brain Games, edito in Italia da Oliphante, durata: 20 min, da 2 a 4 giocatori)

    Foto: Punkin312 su boardgamegeek.com

    I giochi di schicchere, o flicking games in inglese, sono sempre stati un must nel mondo dei giochi da tavolo. Ice Cool è uno dei più recenti del genere, capace di far divertire grandi e piccini allo stesso modo. Il gioco di parole contenuto nel titolo è intelligente e simpatico.

  4. Insoliti sospetti (Mori P., 2015, Cranio Creations, durata: 10-30 min, da 3 ai 18 giocatori)

    Foto: Sur8ee su boardgamegeek.com

    Indovina chi? è sicuramente un classico intramontabile ma, anch’esso, ha bisogno di un aggiornamento. La scelta di Paolo Mori di rendere il suo Insoliti Sospetti completamente cooperativo e fare una grossa leva sul pregiudizio è risultata vincente e capace di svecchiare il concetto dietro al titolo classico di Hasbro.

  5. Dixit Odyssey (Roubira J.L., 2008, Libellud, edito in Italia da Asmodee, durata: 30 min, da 3 a 12 giocatori)

Foto: Chatbus su boardgamegeek.com

Il gioco che ci rende tutti narratori. Basta una parola, un suono o una frase per descrivere la propria carta e ci penseranno gli altri giocatori e le splendide illustrazioni a fare tutto il resto.

Si conclude qui la seconda tappa del nostro percorso, sperando di avervi incuriosito e spinto ad avvicinarvi a questo meraviglioso hobby vi do appuntamento alla terza – ed ultima – puntata!

Luca Parri

Lettore, giocatore, spettatore e ascoltatore. Spesso mi chiedo perché sono fuori corso all'Università.

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