La genesi del Game Boy: una console che ha cambiato il modo di giocare

Sono passati ormai 30 anni da quando il Nintendo Game Boy fu presentato alla stampa: ripensare al lancio di questa console ci fa rilevare lo scorrere inesorabile del tempo.
Nonostante le 3 decadi sul groppone, il Game Boy ha ancora un suo utilizzo in ambito musicale, grazie al sequencer “LSDJ” sviluppato da Johan Kotlinski: si potrebbe dire che la piccola della casa di Kyoto sia proprio immortale!
Ma facciamo un salto temporale, torniamo nella seconda metà degli anni ’80: il team ormai consolidato composto dal famosissimo Gunpei Yokoi e dal troppo sottovalutato Satoru Okada (che avevano già lavorato insieme allo sviluppo di Metroid e Kid Icarus), vennero spostati nel dipartimento R&D1 di Nintendo, (dipartimento di Nintendo di Ricerca e sviluppo) per sviluppare una nuova console portatile, che si discostasse dall’idea “monogioco” del Game & Watch.

Yokoi, sempre stato più attento al design e al “comfort” del giocatore, si dedicò interamente allo sviluppo della parte estetica del Game Boy, mentre Okada si concentrò sullo sviluppo dell’hardware che doveva muovere la console. Entrambi incontrarono molte difficoltà, specie perché sapevano che la casa di Kyoto non avrebbe mai accettato un prototipo di una console portatile la cui produzione sarebbe venuta a costare più di 13,000 yen. Date le difficoltà dovute al budget molto risicato, Okada l’anno dopo fu costretto a ridimensionare l’hardware del Game Boy. Non volendo rinunciare ad un processore più potente di quello del NES, l’ingegnere fu forzato ad applicare al suo progetto uno schermo monocromatico con 4 scale di grigio, che lo costrinse a colorare di verde il fondo del monitor, in modo tale da far contrastare la scala cromatica prevista dal Game Boy, facendolo diventare un tratto tipico della console stessa.

Okada si è lamentato più e più volte riguardo al budget molto limitato che la grande N aveva messo loro a disposizione, supplicando l’azienda di rilasciare delle versioni aggiornate della console.
Ma Nintendo fece la scommessa giusta: puntando su un hardware dalla potenza ridotta, si è potuto ridurre il consumo delle batterie e proporre al pubblico un prezzo minore rispetto alle concorrenti e questo si tradusse in un grandissimo successo commerciale, capace di sbaragliare i suoi concorrenti già sul mercato e gli altri che provarono ad affacciarsi sul neo-nato mondo dell’handheld gaming. Il merito del successo, ovviamente, non è stato solamente della console, ma anche di alcuni titoli che fecero la fortuna del dispositivo stesso.

Mentre Yokoi ed Okada si concentravano a rilasciare il primo Super Mario Land, Henk Rogers si apprestava a bussare alle porte di Nintendo of America presentando un gioco che spopolava sui PC dell’allora Unione Sovietica: Tetris.
Il portavoce non ufficiale di Pažnitov riuscì a convincere della bontà del titolo Minoru Arakawa – CEO di Nintendo of America – che decise di pubblicare il gioco all’interno della stessa scatola del Game Boy. Così, con una line-up di lancio tra cui spiccava Super Mario Land e un prezzo d’attacco inferiore ai 100 dollari, la piccola di Nintendo sbaragliò l’Atari Lynx già in commercio da qualche mese.

Ed è questa la genesi del grande successo che è poi diventato il Game Boy, console portatile che è stata in grado di rimanere in commercio per circa 13 anni, tutt’ora utilizzata dagli appassionati per creare musica: il suo particolare chip sonoro (capace di generare bellissime onde quadre), la sua portatilità e la sua capillarissima diffusione, lo hanno fatto diventare uno degli strumenti perfetti per chi si vuole approcciare alla creazione di musica chiptune.
Il successo della prima piccola console di Nintendo non è stato solamente frutto di un oculata strategia da parte della casa madre, ma anche di un catalogo software mastodontico, sia per quantità che per qualità: nei prossimi articoli verranno trattati alcuni titoli che hanno fatto la storia del mondo dell’ Handheld gaming.

Pacione Bosconovitch

Pacione Bosconovitch è un losco figuro appartenente all'anonimo mondo del web. Ama parlare di videogiochi, sia vecchi che nuovi, ed ama viaggiare.

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