Game Boy Tales episodio 3: Super Mario Land #2 – 6 Golden Coins

Al lancio del Game Boy il cavallo di battaglia di Nintendo non era rappresentato solamente da Tetris: Yokoi e soci infatti, cercano di spremere l’essenza del Super Mario Bros. condensandola all’interno della piccola cartuccia della console portatile di Yamauchi e soci, riusciendoci solo parzialmente. Super Mario Land era un buon titolo che differiva dalla serie principale sia per quanto riguarda i nemici e i comprimari (si deve salvare Daisy dalle grinfie del malvagio King Totomesu) sia per quanto riguarda il setting del gioco che ci proponeva location del mondo reale. Secondo Hiroji Kiyotake(Game Designer di Nintendo), la forza di questo titolo era proprio quella di discostarsi dal mondo creato di Miyamoto e così, per lo sviluppo di Super Mario Land 2 decise di percorrere la stessa strada, volendo discostarsi ancor di più dalla versione originale ma i progetti che presentò a Nintendo furono tutti respinti, capendo così che la grande N non tollerava un rimaneggiamento eccessivo dell’idraulico con la salopette rossa, così tornò sui suoi passi proponendo un compromesso.


Era il 1991, il mondo aveva già goduto dell’uscita di Super Mario World, titolo di punta di Super Nintendo e Hiroji Kiyotake ha proposto al producer una world map simile a quanto già visto nel popolare gioco per console casalinghe della casa di Kyoto, ovviamente con le dovute differenze sia dal punto di vista dei personaggi che nel mondo di gioco. Il compositore di Super Mario Land 2: 6 golden coins è una delle figure chiavi che più a contribuito a far differire il secondo capitolo della serie portatile da Super Mario World: infatti, nella prima metà dello sviluppo alcuni effetti sonori erano direttamente mutuati dal titolo dedicato alle Home Console di Nintendo, che il musicista cambiò perché non voleva dar l’idea al giocatore che il titolo fosse una versione “rivista e corretta” che andasse a sovrapporsi al gioco che Miyamoto aveva sviluppato per Super Nintendo.

L’origine di uno dei cattivi più famosi del mondo di Nintendo, Wario, è da attribuire sia a Kiyotake  che a Hosokawa: pensate che il personaggio nacque dall’etimologia di una parola giapponese, “Warui” che è assimilabile al significato dell’italiano “cattivo”. Le fattezze del nuovo rivale di Mario furono decise solamente dopo il nome: l’inclusione della “W” sul cappello, che somiglia ad una M ruotata di 180° fu una features incisiva nel design del personaggio.

Game Boy alla mano, il titolo ci metteva nei panni di Mario che, dopo essere tornato dal suo viaggetto per salvare la principessa Daisy, Trovava casa occupata dal nuovo acerrimo nemico dell’idraulico più famoso del regno dei funghi. Senza dover scomodare nessuna ruspa né celebri ministri degli interni, per impossessarsi nuovamente della sua residenza avrebbe dovuto sconfiggere gli scagnozzi dell’acerrimo nemico sparpagliati all’interno dei livelli che costellavano l’ispiratissima world map. Il nostro eroe, rispetto al precedente titolo su console portatile, aveva nuovi trucchi sotto il suo cappello: sebbene i proiettili lanciati tramite il power-up fiore non rimbalzassero, Mario poteva fare una piroetta per spaccare i blocchi al di sotto di lui e, attraverso una carota trovata nei tipici blocchi col punto di domanda, gli sarebbero spuntate due orecchie da coniglio in grado di farlo planare.

I controlli sono molto più rifiniti rispetto al primo Super Mario Land, e la fisica dei salti del protagonista si avvicina di molto alla controparte sviluppata da Miyamoto per console fisse. Il level design del gioco è molto più articolato del predecessore: in questo capitolo infatti non mancano uscite secondarie dei livelli per sbloccare nuovi punti della world map, proprio come accadeva nella controparte casalinga!
Il merito di aver proposto dei livelli più complessi ed intricati non è dipeso solamente dai game designer Hosokawa (che ricopriva anche il ruolo di character designer) Kiyotake, ma anche all’inclusione di una batteria per il salvataggio del gioco, merito dell’ingegnerizzazione della cartuccia di Metroid II, adottata ormai da numerevoli titoli. Il comparto tecnico è alle stelle: vedere sprites così grandi e ben definiti sul piccolo monitor del Game Boy era uno spettacolo per gli occhi e la colonna sonora, composta da Kazumi Totaka faceva il suo degnissimo lavoro, regalandoci alcuni Jingle che sono impressi nell’ippocampo di moltissimi giocatori.

Il titolo, giocabilissimo che non risente molto dello scorrere del tempo, è molto amato dai fan e in rete è presente un grandissimo tributo a questo splendido gioco: Ivan Dèlgado ha infatti creato una mod della rom che, oltre ad introdurre una grafica a colori per il gioco, include anche Luigi come personaggio giocabile.

Super Mario Land #2: 6 Golden Coins è una piccola gemma, molto importante per il mondo videoludico: la genesi di Wario, divenuto molto popolare in tutto il mondo, ha spinto Nintendo a dedicargli una serie di giochi platform (e numerosi spin-off, tra cui il più celebre Wario Ware.) che, attraversando varie console portatili, giunge anche su Game Cube e Wii.

Pacione Bosconovitch

Pacione Bosconovitch è un losco figuro appartenente all'anonimo mondo del web. Ama parlare di videogiochi, sia vecchi che nuovi, ed ama viaggiare.

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