Game Boy Tales Extra – I rivali di Game Boy: Atari Lynx

Al termine dell’analisi dei titoli che hanno influito a far diventare il Game Boy la console portatile più iconica degli anni ’90, vorremo proporvi l’analisi delle sue concorrenti e del motivo dei loro fallimenti: oggi si parla di Atari Lynx.


Epyx, sofrware house che ha dato ai natali giochi di un certo spessore per le home console di Atari e per i pc Commodore , aveva partorito il progetto originale della console nel 1987 e fu immediatamente venduto ad Atari che successivamente ha modificato il joypad in rilievo del progetto originale con un d-pad tradizionale. La console portatile, uscita nel 1989, proponeva una scheda tecnica nettamente migliore della console Nintendo. Schermo a colori retro illuminato,  gioco in rete fino a 17 giocatori (grazie all’accessorio ComLynx) e il più prestante hardware gli consentivano di gestire anche una distorsione dello zoom-in che consentiva alla macchina di creare effetti molto particolari, dando la possibilità agli sviluppatori di creare videogiochi che graficamente assomigliassero ai mondi poligonali di successiva creazione.La potenza della piccola console Atari ha consentito agli sviluppatori di convertire molti titoli dei cabinati, visto che la sua potenza hardware era del tutto paragonabile a quella dell’Amiga.

Tuttavia la tecnologia avveniristica del Lynx, mostrava il fianco ad un altro lato della medaglia, quella parte che Nintendo curò in maniera maniacale sacrificando il versante tecnico: l’ergonomia e il consumo d’energia. La console portatile di Atari era molto più difficile da trasportare di Game Boy e necessitava di ben 6 batterie per il funzionamento, che si esaurivano in un tempo decisamente minore rispetto alle 4 stilo della piccola di casa di Kyoto. Oltre a quanto appena descritto, il reparto marketing di Atari non poteva assolutamente tenere testa alla pubblicità aggressiva di Nintendo che seppe vendere in maniera decisamente migliore il suo prodotto.

Inoltre, anche se nel 1991 uscì una seconda revisione del Lynx, non riuscì a risollevare le sorti già segnate dalla sconfitta schiacciante inflittagli dalla piccola console di Kyoto: questo perché anche Sega, con il suo Game Gear si era unito alla mischia, proponendo specifiche tecniche molto simili a quelle del Lynx. Il consumo scellerato di energia, la scarsa portatilità della console e il parco titolo ristretto (seppur con molti titoli di qualità) non hanno di certo contribuito al successo della console, che uscì dalla produzione nel 1995. Col senno di poi e per memoria storica, è interessante tutt’oggi giocare a titoli dell’Atari Lynx: Giochi come Blue Lightining e RoadBlasters sono tutt’ora graficamente impressionati, specie se si pensa che ci sono voluti moltissimi anni da parte di Nintendo per eguagliare la qualità visiva di quei titoli (infatti la casa di Kyoto propose una console portatile in 16 bit solamente nel 2001).

Anche se nessuno di questi non supporti il salvataggio su cartuccia ( che utilizzavano il sistema di password o non consentivano di salvare), la piccola console dell’ex-colosso dei videogiochi non solo rimane tutt’ora interessante dal punto di vista tecnico, ma ha nella sua libreria giochi tutt’ora molto piacevoli da giocare, tra questi Gates of Zendocon, California Games ed Electrocop. Di certo, l’Atari Lynx non fu abbandonata dai fan: dopo il termine della sua produzione, uscirono alcuni homebrew molto interessanti, tra cui Zeku, titolo che prende a piene mani l’ispirazione dai classici a 16 bit di Ocean ed Irem. Sebbene non avesse influenzato l’andamento di mercato delle console portatili che vedeva il Game Boy come protagonista assoluto della scena, l’Atari Lynx è una console che ha segnato la storia del mondo videoludico, specie per le sue specifiche tecniche avveniristiche che vennero raggiunte solamente 12 anni dopo da Nintendo, col Game Boy Advance.

Pacione Bosconovitch

Pacione Bosconovitch è un losco figuro appartenente all'anonimo mondo del web. Ama parlare di videogiochi, sia vecchi che nuovi, ed ama viaggiare.