Game Boy Tales episodio 9: Pokémon Pinball

Un tempo, nelle sale giochi e nei bar, insieme ai cabinati c’erano i Flipper.
Queste macchine, a differenza dei coin-op sopravvivono ancora allo scorrere del tempo in italia: non ho mai trovato alcun problema a trovarne minimo un bar con un pinball in ogni città
Ok, a conti fatti la diffusione non è più capillare come prima, tuttavia, resistono indefessi allo scorrere del tempo.
I Flipper derivano da alcuni giochi tipici della Francia in uso sotto la corte del Re Sole, che prevedevano un piano inclinato sul quale venivano fatte scorrere una o più biglie.
Le palline, venivano lanciate con un meccanismo non troppo dissimile (ma ovviamente, senza motore elettrico) da quello montato nei Flipper moderni.
Sebbene sia un tipo di gioco d’abilità che fa ampio uso della componente hardware, i videogiochi hanno provato più e più volte a simulare la fisica del piano inclinato e dalle sfere che rimbalzavano sugli ostacoli, riuscendo molte volte a creare dei Pinball molto fedeli.
Tuttavia, la caratteristica migliore dei videogiochi è che, oltre ad una fisica plausibile, si può aggiungere una sana dose di fantasia ed implementare elementi meccanicamente impossibili da realizzare nei Flipper in “carne ed ossa“.
È questo il caso dello splendido titolo per Megadrive Dragon’s Fury (conosciuto anche come Devil’s Crush), e, parlando di Game Boy Color, dell’altrettanto stupefacente Pokémon Pinball.

Il titolo, sviluppato da Jupiter Corporation e pubblicato da Nintendo nel 1999, propone due tavoli da gioco differenti, corrispondenti alle prime due versioni della serie di Pokémon originariamente sbarcate in occidente: Rosso e Blu.

Ottenere il punteggio più alto possibile non è l’unico obiettivo del giocatore, che dovrà cercare, nel corso di tutte le sue partite, di catturare le prime 150 creature disegnate da Sugimori semplicemente facendo rimbalzare la sfera sul Pokémon fino a che la scritta “cattura” non sia completata.
Se nella stessa partita si sono catturati uno o più Pokémon, mandando la pallina all’interno del pertugio dedicato a Ditto o a Slowpoke (dipende dalla versione del tavolo), si accede alla modalità Evoluzione che ci consente, per l’appunto, di far evolvere il nostro amico tascabile in una nuova creatura.
Ci sono inoltre dei tavoli bonus, accessibili quando 3 Pokéball nell’area di gioco si accendono completamente.
Il primo livello che andremo ad affrontare sarà quello dedicato a Diglett che, a discapito degli altri tavoli bonus, non ha un limite di tempo, ma di palline.

Gli stage dedicati a Gengar,a Meowth, a Seel e a Mewtwo sono interessanti diversivi alla base del titolo, visto che aggiungono degli ostacoli mai presenti nel campo principale del gioco. Gli sviluppatori di  Pokémon Pinball sono riusciti a

prendere le meccaniche che hanno reso famosa la serie principale e a trasporle in maniera egregia sottoforma di Pinball.

Nonostante il piccolo schermo del Game Boy Color, il titolo è sempre chiaro e leggibile, sebbene siano presenti delle transizioni tra la parte superiore e quella inferiore del tavolo da gioco.
Questo titolo, inoltre ha una cartuccia molto particolare e sfrutta un rumble pack alimentato da una pila mini-stilo per far vibrare la piccola console della casa di Kyoto ogni volta che colpiremo la pallina o che quest’ultima colpisca gli ostacoli del tavolo da gioco: insomma, una feature che funziona e che trasmette un minimo quella sensazione di fisicità legata ai flipper da bar.
La grafica del gioco è molto curata e colorata e il comparto audio è veramente egregio: non esageriamo dicendo che quella di Pokémon Pinball è una di quelle colonne sonore ingiustamente dimenticata dai videogiocatori.
Tra motivetti jazz, pezzi un po’ più tetri ed altri scanzonati, sicuramente le tracce vi resteranno in testa senza dare troppo fastidio.
Il gioco però è anche molto famoso per i suoi misteri e i suoi easter egg molto particolari.
Tutt’oggi non si sa ancora con assoluta certezza chi sia il compositore della colonna sonora del titolo, si pensa che potrebbe essere Go Ichinose, che da questo titolo in poi accompagnerà moltissimi titoli di Game Freak, compresi i capitoli principali della saga.
È altamente probabile che il compositore sia lui poiché alcune sonorità di questo spin-off sono molto affini con i lavori della colonna sonora di Pokémon Oro e Argento: infatti, nel campo da gioco blu, è possibile sentire alcune somiglianze con le melodie di Amarantopoli e Fiorlisopoli, sette mesi prima del rilascio dei titoli di seconda generazione dei Pocket Monsters.

 

Inoltre, è possibile anche sentire come la traccia che ci accompagna nella selezione del nostro nome, sia poi stata riadattata per creare la musica di sottofondo di Ceneride di Pokémon Rubino e Zaffiro.
Insomma, non ci sono conferme ufficiali che dietro questa colonna sonora ci sia lo zampino di Ichinose, ma è altamente probabile che sia farina del suo sacco.
Pokémon Pinball è un titolo che consigliamo caldamente a tutti di recuperare: un flipper portatile adatto a partite mordi e fuggi che di certo vi sorprenderà sia per la strabiliante colonna sonora che per gli artefici videoludici pensati per aggiungere un po’ di pepe  alla struttura dei Pinball.

Pacione Bosconovitch

Pacione Bosconovitch è un losco figuro appartenente all'anonimo mondo del web. Ama parlare di videogiochi, sia vecchi che nuovi, ed ama viaggiare.

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