Game Boy Tales episodio 12: Metal Gear – Ghost Babel

Gli anni’80 furono un decennio molto turbolento per quanto riguarda la storia videoludica: nel 1983 ci fu il famoso “videogames crash” e Atari fu una delle aziende maggiormente coinvolte.
Tuttavia, è sbagliato considerare questo periodo storico come un periodo totalmente nero per i videogiochi, in quanto i fattori del  fallimento di Atari e delle altre grandi compagnie occidentali fu dovuto al successo dei primi home computer come il Commodore 64, che ebbero successo non solo per quanto riguarda l’aspetto ludico, ma anche su quello lavorativo.
Insomma, all’epoca, specialmente in Europa, il mondo videoludico si era spostato da un’architettura all’altra, ma comunque era vivo e vegeto.
Ovviamente, questo per quanto riguarda il mercato occidentale, perché il Giappone era un mondo a parte: negli anni’80 nel paese del Sol Levante ci fu un boom economico che portò allo sviluppo di soluzioni elettroniche di successo.
Basti pensare che nell’1983 uscì il Famicom (il nostro NES) e non solo: infatti, iniziarono ad uscire i primi computer nipponici su standard MSX.
MSX fu la principale piattaforma giapponese di tutti i PC e, ovviamente, ospitava anche diversi giochi interessati: tra tutti i primi capitoli della saga Metal Gear.

La saga ottenne però il successo meritato solamente all’uscita di Metal Gear Solid per Ps1, dove divenne un fenomeno culturale di masse, rendendo evidente al mondo che i videogiochi non erano più semplici giochini.
Il successo del terzo capitolo della saga di Metal Gear in concomitanza col successo del Game Boy portò la divisione europea di Konami a pensare che portare le avventure di Solid Snake sulla console portatile di riferimento, sarebbe potuta essere una buona idea per gli incassi della compagnia.
Così iniziò lo sviluppo di Ghost Babel,  titolo uscito negli anni 2000 su Game Boy Color.


Il titolo, in europa noto come “Metal Gear Solid” riprende le meccaniche dei titoli della serie in 8 Bit e li trasporta sul piccolissimo schermo, con le dovute differenze sia di gameplay che grafiche.
In Ghost Babel erano state introdotte le possibilità di appiattirsi sui muri e di bussare ai nemici e Solid Snake si poteva muovere in 8 direzioni, elementi di gioco presenti su Metal Gear Solid, ma non sui capitoli per MSX.

Per limitare il backtracking del titolo (molto frustrante, eccetto alcuni casi, su console portatili), il giocatore doveva affrontare 13 stage prima di portare a termine il titolo: inoltre, Ghost Babel non poteva vantare la libertà di approccio che il giocatore aveva nelle controparti delle console e pc fissi, proponendo la risoluzione delle fasi stealth sempre alla stessa maniera, facendo somigliare più il titolo ad una sorta di puzzle game a senso unico piuttosto che a uno stealth game.
Sebbene questo inizialmente possa sembrare un difetto, la natura portatile della console si sposava perfettamente con questo tipo di struttura.
Direte voi, “ok, ma tredici stage sono pochini” e avete ragionissima, ma il titolo, una volta raggiunta la fine, sbloccava sia la modalità V.R. che una modalità storia in cui gli obiettivi di Solid Snake cambiavano, andando a riutilizzare gli assets già presenti nel gioco ma cambiando le situazioni in cui il giocatore si trovava, andando, a conti fatti, a proporgli nuove sfide.
A livello grafico il titolo si difende bene, l’azione è sempre chiara e leggibile su schermo e il lavoro svolto dai compositori per la colonna sonora è ottimo, anche se non all’altezza dei titoli precedenti della saga.
La trama di Ghost Babel risulta interessante specie se riuscite a non focalizzarvi troppo sul fatto che, sostanzialmente, gli eventi successi su Metal Gear 2 sembra che non siano mai avvenuti in questa avventura.
Ovviamente il titolo non è considerato canonico né dai fan né tantomeno dagli sviluppatori, che non menzionano gli avvenimenti svoltisi in Galuade in nessun titolo principale, anche se esiste un piccolo riferimento all’interno di Metal Gear Solid 4: la pistola Five-SeveN è descritta come “la pistola che Snake ha usato in Galuade“.

Parlando di curiosità, una volta finito il titolo, digitando la sequenza codec 140.07 in ogni stage, si può sentire una storia satirica extra di 13 capitoli scritta da Shuyo Murata, IdeaSpy 2.5.
Metal Gear: Ghost Babel è un titolo che vi consigliamo caldamente di provare almeno una volta, specialmente su Game Boy Color, in quanto si presta bene a delle partite mordi e fuggi veloci.

Pacione Bosconovitch

Pacione Bosconovitch è un losco figuro appartenente all'anonimo mondo del web. Ama parlare di videogiochi, sia vecchi che nuovi, ed ama viaggiare.

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