Inside Comics: Bob Dylan, la riposta è nel vento #2

Anni ’60: Dylan, le prime esibizioni con Karen Dalton e la relazione con Suze Rotolo

Le insegne coloratissime del Café Wha? riverberano di quei colori anni ‘50/’60, quasi perfettamente intatti, poco sbiaditi dal tempo, a rimarcare una continuità nel passaggio degli artisti, a caratterizzarli con pennellate di quei colori che rimangono addosso! Bob Dylan dice:

Suoni nel club per te stesso e per gli avventori, tu segni il club e il club segna te e ci passano centinaia di artisti di varia tendenza… Al Cafè Wha? la mia preferita era Karen Dalton, una cantante di blues bianca, alta, terragna, scheletrica e focosa. La conoscevo già da prima, mi era capitato di incontrarla l’estate precedente in un folk club di una cittadina di montagna nei pressi di Denver. Karen aveva una voce come Billie Holiday, suonava la chitarra come Jimmi Reed e ci metteva l’anima. Suonai con lei un paio di volte.

Il Village negli anni ’60 era un reticolo di strade che odoravano del vecchio continente, si respirava aria europea (ci abitavano anche diversi italiani data la prossimità con Little Italy) e quando ci arriva Dylan domina incontrastato il folk per quelle strade, folk che presto sarà sconvolto dall’ondata pop-rock che irromperà sulla scena anche e soprattutto grazie a Dylan, al Jazz e agli intellettuali della beat generation che sconvolgeranno l’assetto fino ad allora in antico equilibrio.

Il Greenwich Village, all’arrivo di Dylan, era la dimora dei folk singer, di quel folk vissuto (non quello dei filologi), quello dei vicoli e dei locali piccoli e fumosi, il luogo dove si rifugiarono gli “esuli” e i sopravvissuti del maccartismo che tramite la canzone di protesta provavano a ricucire il tessuto politico e democratico. Il Village era, quindi, diventato in qualche misura la capitale del folk e al contempo uno dei centri della nascente protesta progressista nella scena politica e sociale americana.

Girovagando per il Village hai la sensazione di essere in un luogo sacro, nel quale frotte di artisti, scrittori, impostori, attori e barboni hanno invaso per decenni, per secoli ormai, quelle vie brulicanti di gente, ergendole a Tempio. Sulla 7th Avenue passi davanti alla casa dove aveva vissuto Walt Whitman, sulla 3rd Street transiti nei pressi dell’abitazione dove visse, per un breve periodo, Edgar Allan Poe. O ancora al 206 East 7th Street puoi vedere l’appartamento di Allen Ginsberg’s. Ma il pezzo forte è il 161 West di 4th Street, tra Jones Street e Sixth Avenue: il primo appartamento di Dylan a NYC, che condivise con Suze Rotolo, la compagna immortalata in foto con Dylan sulla copertina di The Freewheelin’, abbracciati e a passo felpato, nella gelida neve newyorkese.

“Bob Dylan – La risposta è nel vento” scritto da Luigi Formola, disegnato da Stefano Corrao e Alessandra Melarosa, edito da NPE, rappresenta un biopic completo che passa attraverso la vita del cantautore americano, raccontandoci gli inizi e la carriera: ogni pagina è costellata di fan service per gli appassionati del menestrello dell’anima, ossia copertine di dischi e citazioni a piene mani.

Il volume sarà presentato in anteprima a Lucca Comics & Games 2018.

Fonte: Erodoto108.com/a-spasso-nel-greenwich-village-memorie-parallele-sulle-tracce-di-bob-dylan/

Marco Rubertelli

Appassionato di fumetti e informatica. Dopo essere stato un fedele abbonato a Topolino per anni, un giorno, per caso, legge l'albo #224 di Dylan Dog, Sul filo dei ricordi, e inizia a leggere tutta la serie. Presto l'interesse si estende a qualunque tipo di fumetto, soprattutto graphic novel. Nel novembre 2013 fonda insieme all'amico Nicholas il portale C4 Comic.

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