Game Boy Tales episodio 17: Iridion

Il Game Boy Advance è una di quelle console piene di piccole, grandi gemme: tra riproposte di vecchi classici e nuovi giochi veramente stupefacenti, era facilissimo perdersi qualche diamante grezzo che avrebbe potuto dare soddisfazione a molte persone magari concentrate su altro.
Iridion II è uno di questi titoli: trascurato dalla massa, ma decisamente amato da chi ha avuto la fortuna di giocarlo.
La console portatile a 32 bit Nintendo non era un terreno particolarmente fertile per gli shoot ‘em up a scorrimento verticale: dopotutto le dimensioni dello schermo di una macchina grande poco più di un telefono dell’epoca non erano tali da poter godere di titoli simili.
Tuttavia, oltre ad alcune riproposte di titoli famosi per Nes e Snes del genere, c’è qualcuno che volle provare a battere una strada nuova: proporre uno sparatutto a scorrimento verticale che ruotava attorno ai ritmi da portatile del Game Boy Advance.
Shin’en propose un sequel all’avveniristico Iridion, un gioco 3D simil-Starfox per la piccola di casa Nintendo, ma cambiando la prospettiva da cui si giocava, rendendo appunto il sequel profondamente diverso dal suo predecessore.
Proprio come il precedente capitolo, tuttavia, prende in prestito la struttura ludica dai vecchi shoot ‘em up in 2D: si controlla una navicella su uno scenario che scorre in verticale e si prosegue distruggendo quanti più nemici possibili.
Il gioco offriva una varietà di armi molto ampia e ognuna di essere era differente, ma includeva un sistema di upgrade dell’arma in uso che sfavoriva il cambio di armamento.
Gli elementi di game design tipici del genere erano magistralmente applicati, rendendo Iridion II un gioco piacevole e, specie in alcune boss-battle, si sentiva l’urgenza e la necessità di spostarsi costantemente sul piccolo schermo del Game Boy Advance, garantendo una sfida soddisfacente e apprezzabile dai giocatori: insomma, si giocava bene e ci si divertiva da matti, a differenza del primo capitolo  che non brillava di certo né per originalità né per virtuosismi di game design.
Se la struttura ludica del titolo e la sua lunghezza sono veramente eccellenti, non lo è il sistema di salvataggio, ancorato all’ormai vetusto (anche per l’epoca) sistema di password.
Iridion II si distingueva rispetto al precedente non solo per quanto riguarda l’inquadratura e la conseguente differenza di stile di gioco, ma anche per la grafica, in particolare per quella dei fondali.
Iridion 3D aveva una veste grafica pessima, con degli orrendi fondali 2D piatti: il secondo capitolo migliora il comparto tecnico in maniera molto netta, sfruttando la possibilità del Game Boy Advance di riprodurre dei mini video renderizzati e texturizzati in precedenza per far scorrere i pianeti e gli altri oggetti che troviamo nello sfondo.
Considerando i modelli simil-3D, l’effetto grafico restituito dal titolo dell’insieme riesce a stupire tutt’oggi.

Iridion è un titolo che merita una chance, specialmente se siete fan degli sparatutto verticali e se amate i titoli di Shin’en moderni(che tra l’altro hanno anche sviluppato Nano Assault, Nano Assault Neo e Fast Racing League e Fast RMX, tra i tanti): è sempre bello scoprire i lavori precedenti al successo delle software house attuali!

Pacione Bosconovitch

Pacione Bosconovitch è un losco figuro appartenente all'anonimo mondo del web. Ama parlare di videogiochi, sia vecchi che nuovi, ed ama viaggiare.

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