Inside Comics: Bob Dylan, la riposta è nel vento #6

Bob Dylan & Lee Harvey Oswald: l’incomprensione al Tom Paine Award

Il 13 ficembre del 1963 Bob Dylan fu insignito del Tom Paine Award a lui consegnato dal National Emergency Civil Liberties Committee (NECLC), fondato nel 1951 e conosciuto per molti anni semplicemente come Emergency Civil Liberties Committee (ECLC). Solo tre settimane prima di questa data il Presidente degli Stati Uniti d’America John Fitzgerald Kennedy era stato assassinato a Dallas dal presunto killer Lee Harvey Oswald.

Il premio consisteva in una targa con una fotografia in cornice del politico e filosofo inglese Tom Paine, vissuto nel diciottesimo secolo, e veniva assegnata ogni anno ad un personaggio pubblico che si fosse distinto con la propria opera impegnandosi nella battaglia per una società più giusta. La cornice fu consegnata a Dylan nel corso dell’annuale cena che vedeva riuniti i membri ed i simpatizzanti dell’organizzazione.

Dylan – secondo diverse fonti completamente ubriaco – tenne un discorso di accettazione improvvisato in cui iniziò con il ringraziare tutti per il Tom Paine Award per conto di tutti quelli che erano andati a Cuba. Dylan disse:

Tutti giovani ed io sono orgoglioso di essere giovane. Vorrei non vedere voi qui davanti – proseguì Dylan rimarcando l’anzianità di coloro che aveva di fronte – gente senza capelli, che dovrebbe essere in spiaggia a nuotare… dovreste essere a riposo, dovreste essere in vacanza a rilassarvi… questo non è un mondo per gente vecchia… quando i vecchi perdono i capelli dovrebbero togliersi dai piedi… guardo quelli che mi governano e vedo che non hanno capelli in testa… (dal pubblico qualche risata). E parlano dei negri, e parlano dei bianchi e dei neri… e parlano di rossi, blu e gialli… io non vedo colori quando guardo fuori… ho letto libri di storia e nessun libro di storia mi ha mai insegnato a vedere cosa prova la gente… ho letto fatti riguardanti la nostra storia ma non ho mai letto niente su quello che la gente prova circa quello che accade…Il pubblico del cocktail dell’Hotel American dove si svolgeva la cerimonia cominciava a spazientirsi. Erano tutti i più vecchi membri della sinistra.

A volte vorrei esser venuto qui nel 1930 come il mio primo idolo Woody Guthrie… Ma le cose sono cambiate da quei tempi di Woody al momento in cui sono venuto io… Non è più così facile… La gente sembra avere più paura…

Poi Dylan proseguì con un surreale discorso a proposito di strani regali che la gente andava a fargli nel backstage dei concerti… Il fermacravatta di George Lincoln Rockwell… Le chiavi del bagagliaio dell’auto del Generale Walker… Roba che la gente aveva rubato per lui, disse Dylan… Poi disse di avere anche lui dei regali… Segnali di rifugi antiatomici che la gente aveva rubato per lui da Philadelphia. Aggiunse:

Non c’è bianco o neroper me non esiste più sinistra o destra… C’è solo su e giù, e giù è molto vicino al suolo…

Dylan proseguì dicendo di accettare il Tom Paine Award in suo nome anche se in realtà non lo stava accettando davvero in suo nome, nè nel nome di alcun gruppo, nè gruppo di negri nè di alcun altra specie. Dylan disse:

Ero alla Marcia su Washington sul palco, e ho guardato intorno a me un sacco di negri e non ho visto negri che assomigliavano a qualcuno dei miei amici. I miei amici non indossano abiti completi o tailleurs… non indossano niente che serva a provare che sono negri rispettabili… I miei amici sono miei amici e sono gentili, sono persone gentili se sono miei amici.

Perciò accetto questa ricompensa — mmm no, non ricompensa — premio (gioco di parole tra reward ed award) in nome di Philip Luce che ha guidato il gruppo a Cuba.

Poi fece qualche riferimento a coloro che erano andati a Cuba ed infine disse:

Devo ammettere che l’uomo che ha ucciso il Presidente Kennedy, Lee Oswald, non so esattamente dove — cosa pensasse di fare, ma devo ammettere onestamente che anche io — io vedo qualcosa di me stesso in lui…

Dylan venne a questo punto subissato di fischi…

Potete fischiare… Ma fischiare non ha niente a che vedere con questo…

Poi concluse incerto tra i fischi dicendo di accettare il premio in nome di James Forman ed in nome della gente che era andata a Cuba.

Successivamente Dylan cercò di aggiustare il tiro ed in una intervista rilasciata a Nat Hentoff cercò di chiarire il proprio pensiero dicendo che non approvava l’assassinio di Kennedy ma che comprendeva come si fosse sentito Lee Oswald.

“Bob Dylan – La risposta è nel vento” scritto da Luigi Formola, disegnato da Stefano Corrao e Alessandra Melarosa, edito da NPE, rappresenta un biopic completo che passa attraverso la vita del cantautore americano, raccontandoci gli inizi e la carriera: ogni pagina è costellata di fan service per gli appassionati del menestrello dell’anima, ossia copertine di dischi e citazioni a piene mani.

Il volume sarà presentato in anteprima a Lucca Comics & Games 2018.

Fonte: MaggiesFarm.it

Marco Rubertelli

Appassionato di fumetti e informatica. Dopo essere stato un fedele abbonato a Topolino per anni, un giorno, per caso, legge l'albo #224 di Dylan Dog, Sul filo dei ricordi, e inizia a leggere tutta la serie. Presto l'interesse si estende a qualunque tipo di fumetto, soprattutto graphic novel. Nel novembre 2013 fonda insieme all'amico Nicholas il portale C4 Comic.

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