Game Boy Tales episodio 19: Drill Dozer

Quando si parla di software house che hanno dato vita a brand milionari di certo Game Freak è una delle prime che possono venire in mente: dopotutto hanno inventato Pokémon, uno dei brand videoludici che si è esteso anche al di là del proprio medium e spopolando ovunque.
Tuttavia, quando si pensa a Game Freak, difficilmente vengono citati i loro lavori al di fuori di quelli fatti con Pikachu e soci: Drill Dozer è uno di quei titoli.
Il titolo, era un platform con elementi puzzle veramente ben congegnato, piuttosto semplice, ma particolare: la sua peculiarità era trasmessa anche dalla cartuccia di gioco, più grande delle solite del GBA ( ma mai tanto grande quanto quella di Wario Ware Twisted) che, come quella di Kirby Tilt’n Tumble, offriva la vibrazione al titolo.
Vibrazione che, è bene ribadirlo, rispecchiava eccellentemente il game design del gioco: Jill infatti, avrebbe dovuto farsi strada tra i livelli del titolo con il suo trapano gigante, eliminando i nemici e gli ostacoli che le si paravano davanti.
Il gioco non risulta poi così difficile, specie in lingue a noi comprensibile: come era di moda nella seconda metà della prima decade degli anni 2000, i giochi tendevano a dare spiegazioni eccessivamente lunghe (e spesso tediose) sul cosa fare per andare avanti, facendo risultare l’esperienza di gioco di Drill Dozer eccessivamente guidata.
Il prodotto confezionato da Game Freak ha  tuttavia degli assi nella manica: le soluzioni per affrontare con cui impiegare il proprio trapano sono fresche e divertenti e, sebbene l’avventura sia molto guidata, si può fare un po’ di backtracking per riprendere alcuni oggetti che in precedenza non si potevano prendere.
Inoltre, ogni nemico si sconfigge con un approccio differente
I boss sono tutti molto originali e divertenti da affrontare, peccato che il gioco ci imbocchi e ci indichi quali siano i loro punti deboli, non lasciandoci liberi di provare e trovare da noi la strada giusta
La caratterizzazione dei personaggi di Drill Dozer è magnifica e divertente: per introdurre al meglio i personaggi, nel libretto d’istruzioni del gioco era inserito un breve fumetto che narrava la prefazione delle avventure di Jill.
Un extra veramente carino e simpatico che non faceva altro che far gioire i giocatori.
Tuttavia, la versione giapponese e quella anglofona del fumetto differiscono: nella galleria sottostante, troverete entrambi i fumetti.

Tecnicamente il titolo Game Freak non delude, proponendo una palette di colori accesi e vivaci, che ben si sposavano con la direzione artistica del titolo.
Drill Dozer è un titolo che non ha venduto molto al grande pubblico, restando sempre un po’ nell’anonimato, è difficile anche reperire qualche informazione aggiuntiva su internet.
Tuttavia, il vostro Pacione, durante i suoi peregrinaggi in terra nipponica ha riportato un libro con alcuni degli artwork di Ken Sugimori: di seguito, trovate tutto il materiale che è riuscito a reperire (ovviamente in giapponese) su Screw Breaker, titolo giapponese di Drill Dozer..

Di sicuro la fatica di Tajiri e soci meritava più udienza, sicuramente con un sequel che ricalcasse la struttura di un Metroid, avrebbe potuto decisamente riscuotere successo e chissà, affiancare Pokémon tra i successi di Game Freak.

Fonte degli Artwork: Scan di Ken Sugimori Works, Nintendo Dreams, 2014 (pagine 322-327)

Pacione Bosconovitch

Pacione Bosconovitch è un losco figuro appartenente all'anonimo mondo del web. Ama parlare di videogiochi, sia vecchi che nuovi, ed ama viaggiare.

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