[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… Davide Barzi & Werner Maresta, autori di “Don Camillo – Il film a fumetti”

ReNoir Comics ha presentato in anteprima a Lucca Comic & Games 2018 il volume Don Camillo – Il film a fumetti. L’albo, composto da oltre duecento pagine e presentato con un’elegante copertina cartonata, non è una semplice trasposizione su carta del primo lungometraggio con Fernandel nei panni di Don Camillo e Gino Cervi nei panni di Peppone. Gli autori hanno svolto un grandissimo lavoro di ricerca riprendendo in maniera filologica i racconti di Giovannino Guareschi scelti per la trama del film riproponendoli nel modo più fedele possibile.

Durante i giorni della fiera l’editore ha organizzato un’intervista con due autori storici della collana: lo sceneggiatore Davide Barzi e il disegnatore Werner Maresta. Noi di C4 Comic abbiamo colto l’occasione per parlare di questo nuovo lavoro, che ReNoir Comics ha definito con il termine “writer’s cut”, della serie Don Camillo a fumetti e dei lavori futuri dei due artisti. Buona lettura. (Cliccando sulle immagini potete ammirarle a schermo intero e leggere il titolo con i crediti)

C4 Comic: Ciao ragazzi, benvenuti su C4 Comic.
Davide Barzi e Werner Maresta: Ciao a voi e grazie.

C4C: L’idea di riproporre la saga di Don Camillo a fumetti da cosa è nata e soprattutto perché avete scelto proprio Don Camillo
D.B.: L’idea di Don Camillo a fumetti è dell’art director di ReNoir Comics, Giovanni Ferrario, che nel 2010 iniziò a entrare nella fase concreta di ideazione e lavorazione. Quindi propose a me di lavorare sullo studio dei personaggi e concept editoriale. Inizialmente la testata doveva comporsi di quatto numeri test per sondare il mercato, oggi usciamo con il sedicesimo volume per cui abbiamo quadruplicato l’ipotesi iniziale e tendenzialmente siamo a un terzo di quella che vorrebbe essere l’operazione di adattamento totale dei 346 racconti scritti sui personaggi da Giovannino Guareschi. Per adesso siamo  al 116.

C4C: Nel volume “Don Camillo -Il film a fumetti”, che è uscito in anteprima per Lucca Comics & Games 2018, sono stati praticamente raccolti i primi racconti usciti sui volumi brossurati mettendoli nell’ordine del film anche se qualcosa avete dovuto cambiare. Che tipo di lavoro avete fatto?
D.B.: Il volume potrebbe essere definito “il film come lo avrebbe voluto Giovannino Guareschi”. Il film è stato oggetto di una serie di controversie e tiremmolla produttivi, che per altro abbiamo ricostruito nel lungo dossier finale dell’albo, ed è stato costruito sulla base di una serie di racconti che in realtà non sono neanche in cronologia. Quindi, per esempio noi che li abbiamo pubblicati secondo l’ordine cronologico li abbiamo dovuti pescare dai volumi uno, due, tre, quatto, cinque e sette ma non in questo ordine. Sostanzialmente per il film ne sono stati presi alcuni che sono stati ritenuti più adatti a essere raccontati e a non schiacciare i piedi né urtare la sensibilità di nessuno costruendo una pellicola che ha sicuramente fatto epoca ma che ha in qualche modo smussato una serie di angoli che invece erano presenti in quella che era una sorta di cronaca in diretta dell’Italia del dopoguerra che Guareschi ha fatto con tutte le asperità e le difficoltà del periodo. Fondamentalmente lui cedette i diritti e fu contento fino a un certo punto del trattamento che ne venne fatto. Però, gli eredi di Guareschi hanno a Roncole Verdi (PR) un archivio di tutti gli scambi epistolari, tutti i vari trattamenti, la sceneggiatura originale, la sceneggiatura tradotta e  rielaborata dallo stesso Guareschi. Per cui noi, studiando tutti questi documenti, in qualche modo abbiamo recuperato i racconti che avevamo già adattato e che erano già stati adattati comunque nella forma estesa, non in quella rielaborata, li abbiamo messi nell’ordine cronologico utilizzato nel film originale mettendoci anche delle parti connettive. A questo proposito ci sono trenta tavole inedite che sono quel materiale che non era contenuto nei racconti, che fu scritto appositamente per il film e che noi abbiamo desunto sempre dalla sceneggiatura originale. Quindi è stato fatto, in realtà, un  lavoro molto più articolato di una semplice riproposizione dei racconti che già avevamo fatto tanto più che anche quelli già riadattati li abbiamo parzialmente rielaborati per rendere maggiormente il sapore del film e per rimodulare i dialoghi anche tenendo presente quelli originali che appunto erano stati realizzata dallo stesso Giovannino Guareschi. Quindi un patchwork che doveva essere una riproposizione, per buona parte, di materiale che avevamo già fatto ma che alla fine è in assoluto, di tutta la collana, il libro su cui abbiamo maggiormente messo mano. Esistono dodici giri di bozze di questo libro perché essendo ogni racconto, per come lo abbiamo realizzato noi, concluso e con un’apertura e una chiusura a sé dovevamo in realtà ridargli una fluidità e un’univocità che non c’erano più. Per cui: dialoghi riscritti, alcune vignette spostate e alcune inserite. Ci sono per esempio alcune tavole di Sergio Gerasi dove sono presenti delle vignette di Alberto Locatelli. È stato quindi un grosso lavoro di cui siamo molto soddisfatti.

C4C: Sappiamo che è stato fatto anche un grande lavoro di ricostruzione, per esempio il fumetto non è ambientato a Brescello (RE) come i film. Inoltre è stato fatto un lavoro di ricerca e mappatura dei luoghi.
W.M.: Sì, esatto. Tutto questo perché Guareschi si era ispirato a varie località. Da un paese aveva preso la canonica, da uno la chiesa, da un altro il palazzo del comune e poi aveva messo tutto insieme in una sorta di puzzle creando questo paese che nella realtà, così com’è, non esiste. Per il film era stato scelto Brescello (RE) perché corrispondeva abbastanza bene alle varie descrizioni e aveva tutto vicino, la location aveva a disposizione la chiesa, la piazza, le varie vie così come erano descritte. In realtà noi siamo andati a cercare i luoghi originali che avevano ispirato Guareschi. Ricordo una giornata in cui siamo andati in macchina insieme io, alcuni disegnatori e Davide Barzi a fare il sopralluogo proprio per vedere di persona questi posti, fare foto, disegni e schizzi. Sulla base di tutto questo materiale io ho successivamente sviluppato una piantina ideale del paesello nella quale sono collocati tutti i vari elementi: la casa di Don Camillo,  quella di Peppone, la Casa del Popolo e tutto quanto ricreato sulla carta. Ogni lettore può andare a cercare, mappa alla mano, nelle varie vignette i luoghi e riconoscere le varie ambientazioni.

C4C: Quindi c’è stato un lavoro immenso dietro questo progetto, anche sulla fisionomia dei personaggi?
W.M.: Sì, alcuni disegnatori si sono occupati di dare la personalità grafica ai personaggi che non sono, ovviamente, ispirati a quelli del film. Da una parte per non andare a violare eventuali diritti e dall’altra per essere più fedeli alle descrizioni di Guareschi. Io ricordo la descrizione di Don Camillo come un prete molto corpulento con una tonaca dai bottoni che quasi saltano mentre Fernadel [l’attore che interpretò Don Camillo nella saga cinematografica] ricorda meno il vero Don Camillo dei racconti originali. La descrizione della figura di Peppone ricalca invece lo stesso Guareschi.
D.B.: Sì, infatti Guareschi stesso, come abbiamo messo nel dossier, fece dei provini per interpretare Peppone prima che la parte venisse data a Gino Cervi che inizialmente avrebbe dovuto interpretate Don Camillo prima che il regista Julien Duvivier si portasse dalla Francia l’attore Fernandel che vestì i panni di Don Camillo.

C4C: Attualmente siete al sedicesimo volume uscito e avete in lavorazione altri due volumi?
D.B.: Allora… Li abbiamo pensati fino al numero venti, scritto fino al numero diciotto che assieme al numero diciassette è in fase di lavorazione. Tendenzialmente, di solito, quando ne esce uno i successivi due sono in lavorazione. Ne facciamo due all’anno e  ormai ci siamo assestati sul fare un volume che presentiamo a Roncole Verdi (PR) il primo maggio in occasione del compleanno di Giovannino Guareschi e uno che presentiamo in anteprima a Lucca Comics & Games. I dispari a Roncole Verdi (PR) e i pari a Lucca.

C4C: Ci sarà anche la continuazione degli albi sui film a fumetti come le cinque pellicole che sono state realizzate sulla saga oppure non c’è ancora nulla di definito?
D.B.: Per adesso, dopo otto anni di percorso, abbiamo capito che era giunto il momento di poter proporre il film perché non ci arrivavamo direttamente ad adattare la pellicola avendo fatto tutto il percorso dei racconti nel rispetto dei materiali originali. Il materiale utile, ovvero i racconti che sostanzialmente sono stati utilizzati per il secondo film, in  realtà noi li presenteremo in buona parte sul volume diciotto (tutta la storia della cacciata, dell’esilio e poi il ritorno di Don Camillo) e uno o due sul volume ventidue. Questi racconti noi li presenteremo nella collana a novembre 2019 quindi, ipoteticamente, se questo volume funzionerà ci sarà un  adattamento del secondo film anche perché c’è molto materiale anche per il dossier da inserire però penso che prima di tre anni non se ne parlerà proprio perché prima dobbiamo presentare i racconti in collana.

C4C: Com’è dover disegnare assieme a un team? Immagino che il tratto sia diverso nelle varie fasi del volume in base al fumettista, com’è doversi adattare ai vari stili per cercare un’uniformità nel racconto?
W.M.: In realtà non ho mai avuto nessun problema anche perché io sono stato uno dei primi, i racconti iniziali erano disegnati da me quindi, volontariamente o involontariamente, ho marcato un po’ il segno di quello che sarebbe stato lo stile della serie. All’inizio avevamo pensato a un disegno in bianco e nero semplice poi, volendo anche in parte ricordare la cinematografia degli anni ’50, ho pensato a un mezzo tono di grigio, abbiamo fatto delle prove, è piaciuto e quindi gli altri disegnatori si sono poi adattati in qualche modo anche a ciò che abbiamo fatto nei primi racconti. Quindi, forse, più che adattarmi io ho fatto in modo che gli altri si adattassero ai miei disegni. Da questo punto di vista è stato anche facile coordinarsi, ogni disegnatore si occupa di alcuni racconti che iniziano e finiscono. Il problema maggiore spesso sono le ambientazioni perché  ritornano tantissimo in diversi racconti ma abbiamo il bibliotecario Davide Barzi che quando abbiamo un dubbio gli chiediamo: “Ma dov’è che appare  quell’angolo della canonica perché io non mi ricordo com’era fatto il pavimento” e arriva subito la risposta: “Volume tre, pagina 24” oppure manda il file .PDF quindi il coordinamento, in questo modo, è facilissimo. Oltretutto io vivo all’estero, ogni disegnatore vive a casa propria ma non abbiamo alcun problema sulle tavole.

C4C: Avete altri progetti per il futuro, Don Camillo a parte?
W.M.: Il problema è sempre lo stesso. Io ho sempre i piedi in varie cose poi se ne concretizza una su dieci, più o meno, quindi, forse per scaramanzia, non voglio sbilanciarmi con troppi dettagli. Però sì, ci sono diverse cose sia sul disegno più realistico sia su alti progetti con un disegno un po’ più caricaturale. Nei volumi di Don Camillo io ho un tratto forse meno realistico rispetto ad altri disegnatori, più tra l’umoristico e il realistico. Ho fatto altri albi per Sergio Bonelli Editore dove cerco di avere un tratto più classico, amo dare il nero. A novembre 2018 uscirà un mio albo de Le storie per Bonelli scritto da Michele Medda e Paola Barbato.
D.B.: Io, cercando di dire e non dire, ho, a vari livelli di elaborazione, storie aperte per cinque varie testate di Sergio Bonelli Editore. Vi posso dire che c’è una storia di Dampyr già pronta, che in teoria dovrebbe essere pubblicata entro il 2019, ne ho una in lavorazione per Nathan Never e sulle altre tre non posso dire nulla ma sono ognuna per una collana diversa. Prosegue a passo spinto Don Camillo e credo di non poter dire altro. Anche io amo diversificare in un lavoro che, dopo vent’anni, faccio ancora con passione e piacere per cui mi piace provare stili, mood, formati editoriali, confrontarmi con diversi disegnatori per tenere viva questa fiamma e non fare mai un lavoro meccanico.

C4C: Grazie ragazzi per il tempo che ci avete dedicato e in bocca al lupo per il futuro e a presto.
D.B. e W.M.: Crepi. Grazie a voi, soprattutto per “ragazzi”, e a presto.

C4 Comic ringrazia il Lucca Comics & Games, ReNoir Comics, Davide Barzi e Werner Maresta per la disponibilità e per la possibilità concessa.

Marco Rubertelli

Appassionato di fumetti e informatica. Dopo essere stato un fedele abbonato a Topolino per anni, un giorno, per caso, legge l'albo #224 di Dylan Dog, Sul filo dei ricordi, e inizia a leggere tutta la serie. Presto l'interesse si estende a qualunque tipo di fumetto, soprattutto graphic novel. Nel novembre 2013 fonda insieme all'amico Nicholas il portale C4 Comic.

Potrebbero interessarti anche...