[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… Maicol & Mirco

La sua pagina Gli scarabocchi di Maicol & Mirco è stato uno dei primi, grandi, successi delle vignette online. La recente edizione di Lucca Comics & Games 2018 è stata l’occasione per Bao Publishing per presentare con il volume Argh! la collana cronologica a lui dedicata. Proprio allo stand della casa editrice milanese abbiamo raggiunto l’autore per chiacchierare con lui di questa sua ultima fatica, dei suoi progetti passati e futuri e delle sue influenze.

C4 Comic: “Gli scarabocchi di Maicol & Mirco” è stato uno dei più importanti successi sul web del fenomeno delle vignette a fumetti. Ora che Bao Publishing ha deciso di riproporli in forma completa cosa è cambiato e com’è la tua percezione su una pagina così importante della tua carriera?
Maicol & Mirco: Si tratta di un lungo e profondo lavoro quotidiano che mi accompagna quasi quotidianamente da 7 anni. Vederli su carta è anche un lavoro di ricerca intimo, che mi aiuta a capire forse meglio quello che volevo raccontare veramente. L’idea è nata di getto in tutti i suoi aspetti, dal disegno al colore rosso che la caratterizza. La loro forma cartacea è in qualche modo una sedimentazione del mio progetto e un aiuto personale a riconcentrarmi su quello che mi è sfuggito di testa, più che di mano. 

C4C: Bao Publishing ha deciso con questa operazione di riproporre, dopo aver pubblicato due tuoi lavori inediti, di ristampare in formato integrale l’opera degli scarabocchi. Come avete deciso di strutture la collana? La grafica sembra richiamare i tuoi vecchi volumi indipendenti. Ti sei occupato tu stesso della composizione grafica?
M&M: La collana si propone di stampare cronologicamente tutto quello che ho prodotto, in particolare inediti e collaborazioni che mi hanno accompagnato negli ultimi anni, come quella con Linus. Partiremo proprio da dove ci eravamo interrotti con i primi due volumi che avevo realizzato autonomamente e che contenevano le 200 vignette iniziali della pagina, così da permettere a tutti coloro che avevano acquistato le autoproduzioni di completare l’opera. Per chi non ha quelle storie ovviamente saranno recuperate in seguito.
La resa grafica della collana è un omaggio a tutti i fumetti con cui sono cresciuto, penso agli Oscar Mondadori o alle raccolte di Linus. La linea grafica è stata progettata da LRNZ che più di tutti, essendo mio “fratello” nel cuore da anni e conoscitore di quello che veramente avrei voluto per il mio lavoro, credo sia la persona più adatta alla loro realizzazione che infatti difficilmente sarebbe potuta venire meglio di così.

C4C: Il suicidio è un elemento importante della tua poetica, basti pensare anche alla tua opera “Il suicidio spiegato a mio figlio“, un volume dove un gesto così estremo veniva spiegato con una semplicità quasi didattica e poetica. L’elemento è anche una costante della tua poetica nelle vignette. Qual è il tuo rapporto con un tabù così grande della società nella quale viviamo?
M&M: La parte secondo me più interessante degli Scarabocchi è proprio il fatto che viene messo al centro quello che di solito non viene mai raccontato. Spesso gli autori si impongono dei tabù, mentre con questo mio lavoro ho voluto dimostrare che si può e che si deve parlare di tutto, non esistono forme o regole. La mia è pura esigenza narrativa, volontà di dire la mia su un argomento. Anche quando tocco tasti che possono risultare ostici – come il suicidio appunto o penso anche alla religione in maniera blasfema – difficilmente i lettori contestano questa mia scelta, capendo l’intento che si nasconde dietro alla potenza dell’immagine. Adriano Ercolani scrisse, raccontandomi, che le mie sono “preghiere travestite da bestemmie” e credo che questa frase rappresenti al meglio tutto ciò che si nasconde dietro la patina dei miei disegni. Voglio travalicare generi e ostracismi per esprimere qualcosa di più profondo, magari parlando della società moderna. L’orribile società moderna.

C4C: Se possibile “Gli scarabocchi” sono una sintesi ancora più evoluta del tuo segno, che un occhio poco attento potrebbe definire “brutto”. Come sei arrivato ad una tale soluzione grafica?
M&M: Credo di poter essere definito come un “bulimico di storie“, ho sempre in mente qualche lavoro da proporre e credo che se dovessi morire oggi potrebbero uscire senza problemi 30 libri inediti. [ride n.d.r.] Alla base della mia ricerca di velocizzare il processo creativo, credo ci sia semplicemente l’esigenza di “raccontare il più possibile con il meno possibile“. Con il tempo questa modalità di narrazione mi ha appassionato, ma tutto nasce proprio dalla necessità di mettere su carta il continuo flusso di pensieri che mi girano in mente. La bruttezza non esiste, è solo una forma rara di bellezza.

C4C: In un lavoro come il tuo (ma penso anche a quello di uno dei tuoi sodali, come Dr. Pira) è difficile cercare di raccogliere i riferimenti grafici. Quali sono le tue ispirazioni per la tua produzione?
M&M: Sono cresciuto con Marvel e con i manga, che rimangono al centro attuale delle mie letture. La lista degli autori che mi hanno influenzato di più è pressoché infinita: da Magnus a Scòzzari passando per Tezuka, Matsumoto, Go Nagai ed una miriade di autori americani. Altan e Mattioli sono stati una vera e propria fonte di ispirazione per la mia carriera, entrambi mi hanno insegnato che si può parlare allo stesso modo ai bambini ed agli adulti: questo è quello che ho cercato di trasmettere con “Palla Rossa e Palla Blu”, dove rivolgendomi a un pubblico più infantile cerco di trasmettere concetti semplici, ma con un linguaggio più ricercato di quello che di solito viene proposto nelle letture per l’infanzia. Ultimamente poi ho scoperto anche Grazia Nidisio che con il suo Valentina Mela Verde mi ha sconvolto e la ritengo probabilmente la più grande autrice italiana vivente. Proprio questa scuola del fumetto per ragazzi, dove potremmo infilare anche Bottaro, Dossi e Carnevali, ha segnato tutta la mia recente produzione. 

C4C: Quanto della tua esperienza con “Gli scarabocchi” c’era nel tuo “Il papà di Dio“? Il tuo ribaltamento della religione così come è concepita nella società moderna torna molto forte.
M&M: Andrea Fazzini mi fece notare di aver ribaltato la visione pasoliniana della ricerca del sacro. Pasolini cercava il sacro nel quotidiano. Io il quotidiano nel sacro. Con quel libro siamo entrati a casa di Dio. Letteralmente. Ed è stato gentile e ospitale.

C4C: In “Palla rossa e Palla blu” invece torna la tua forte esperienza didattica. Cosa ricordi di quell’esperienza?
M&MPalla rossa e Palla blu spiega ai bambini quello che con fatica riesco a spiegare ai grandi. Gli adulti sono la versione inutilmente complicata di un bimbo.

C4C: A cosa stai lavorando al momento?
M&M: L’anno prossimo usciranno tre nuovi libri firmati Maicol & Mirco. Per Bao Publishing il secondo volume dell’opera omnia de Gli scarabocchi, dal titolo SOB, e il secondo libro di Palla rossa e Palla blu. Per Coconino Press invece un libro ancora segreto. 

Aspettatevi da noi il solito, cioè l’insolito.

Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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