Jason Shiga: Demon e il ribaltamento del genere action

Foto di Pietro Badiali

Jimmy Yee è in una lurida stanza di Motel pronto a porre fine alla sua esistenza fatta di numeri, calcoli precisi ed inattaccabili. Proprio qui entra una variabile pronta a sconvolgere i suoi piani: dopo aver legato il suo collo attorno un cappio ed aver esalato il suo ultimo respiro si risveglia nella sua stanza totalmente illeso. Decide così di provare e riprovare per raggiunge il suo obiettivo: prima recide le sue arterie in una vasca e poi facendosi saltare le cervella con un proiettile. Per quanto i suoi metodi all’apparenza possano risultare efficaci sembrano non produrre risultati e proprio da qui parte la sua avventure.

Quella di Jimmy è una mente pericolosamente fredda e senza scrupoli ed una volta scoperto il potenziale messo nelle sue mani (la possibilità di non morire e poter prendere il possesso del corpo della persona più vicina geograficamente a lui) la sua violenta e lenta scalata ai vertici del mondo sembra solo una pura formalità. Sulla sua strada però si interpone un’agenzia governativa che come unico scopo sembra avere quello di fermarlo e di poter cogliere i dettagli delle sue capacità sovrannaturali.

Demon, pubblicato da Coconino in 4 agili volumi brossurati, è l’opera d’esordio di Jason Shiga nel nostro paese. Conosciuto nel mondo per la sua affezione per le possibilità di strade percorribili durante lettura di una storia (il suo pluripremiato Meanwhile in sole 80 pagine riesce a trascinare il lettore in oltre 3,856 possibili finali differenti!), l’autore statunitense decide qui di realizzare un solido progetto seriale nel quale decide di infilare tutta la sua affezione per la pura esplosività di una storia dai caratteri action, dove però vengono ribaltati i caratteri principali e caratteristici.

L’ANTI-ACTION DI JIMMY YEE

La storia mette sul piano elementi classici: due antagonisti (in questo caso lo stesso Jimmy e l’agente ) pronti a fronteggiarsi in qualsiasi occasione, dove come in una partita a scacchi ogni mossa sembra portare l’uno sempre più vicino alla vittoria sul suo rivale; una serie costante di sfide sempre più difficili capaci di mettere in difficoltà le pedine in gioco ed una attenzione sempre minore nei confronti dei protagonisti, che trovano la loro quadratura proprio nell’esplosività stessa dell’immagine.

L’elemento sovrannaturale dell’immortalità sembra però sconvolgerne i canoni prestabiliti andando a minarne uno dei caratteri principali: l’empatia che si crea con l’eroe (o in questo caso antieroe, che quasi sembra essere più vicino ad un’antagonista in tutto e per tutto) e con la possibilità di vederlo sopraffatto, sconfitto o nel caso peggiore ucciso. Jimmy come abbiamo già detto non può morire, o per meglio dire sembra trovare nella sua dipartita un “Power Up“, una possibilità di fuga da situazioni scomode (come spesso accadrà nel corso della serie).

Tra le ispirazioni principali dello stesso Shiga (come dichiarato nell’intervista che ci ha concesso lo scorso anno durante il Napoli Comicon e che potete recuperare a questo link) c’è Death Note e proprio con la celeberrima opera di Tsugumi Ōba e Takeshi Obata la serie sembra condividere topoi e strataggemmi letterari. Un protagonista che come nelle più classiche delle storie del fumetto popolare USA si trova ad imbattersi in dei superpoteri, ma cosa succede se il suo cuore è tutt’altro che puro e casto, votato al bene comune ed al sacrificio di sé stesso a fronte dei suoi cari o anche solo di sconosciuti?

PURO E SEMPLICE DIVERTISSMENT?

Jimmy Yee è un protagonista quasi onnipresente nella bibliografia dell’autore stanutinese e forse proprio per questo ne è il ritratto più sincero e scanzonato. Jason è uno scaltro ed imprevedibile calcolatore, forte anche dei suoi studi scientifici a stampo matematico, e proprio nel momento di massimo successo di Demon, quello precedente alla pubblicazione originale con Firstsecond il suo intento era quello di cercare di trovarsi sempre un passo davanti ai suoi lettori.

Si era scatenata infatti una corsa alla ricerca dell’errore o di quello che sarebbe potuto accadere e la cosiddetta “demon fever, se possibile, è stata così la spinta definitiva a creare un’opera divertente ed unica nel suo genere, capace di percorrere strade che ne rendono l’esperienza di lettura frenetica ma allo stesso tempo riflessiva. Se in un particolare momento vi siete fermati a pensare “Sarà davvero possibile cercare di creare un coltello rudimentale con sperma e carta igenica?” non vi preoccupate, non siete i soli e proprio in questi piccoli (ma grandi) dettagli si trova la forza di uno dei migliori fumetti pubblicati in Italia nel 2018.

L’artista è riuscito a convogliare in una lunga e travagliata epopea pop il climax massimo di tutto quello che lui, per primo, leggerebbe voracemente. C’è spazio per tutto: dalla sgangherate teorie scientifiche al time skip, uno dei cliché alla base dello shonen manga, passando all’amore per il gore e lo humor nero.

LA TAVOLA COME UN PUZZLE

Sotto un punto di vista squisitamente artistico l’opera è immediatamente collocabile nella scuola moderna del fumetto d’autore statunitense creata da Chris Ware e dalla sua seminale antologica Acme Novelties. Con il papà di Jimmy Corrigan, il ragazzo più intelligente sulla Terra lo stesso Shiga condivide la visione della tavola come un puzzle, uno spazio bianco nel quale inserire piccoli frammenti d’immagine dimenticandosi quasi della pura e semplice sequenzialità alla base del medium fumetto.

Anche lo stile di disegno, pop e dai colori basilari, ricalca a pieno al dichiarazione d’intenti alla base della creazione di questo fumetto. I corpi sono goffi e ripetitivi nelle loro forme, se si escludono i protagonisti veri e propri, quasi come in un pattern di NPC di un videogioco. Questo però permette di inzeppare le pagine di esplosioni, pistole e quanto altro, non limitando il puro e chiaro divertissment piegandolo alla ricerca della fisionomia pura. Come se non bastasse il segno, grottesco nelle sue forme, serve proprio a smorzare la criticità visiva di alcune immagini, esaltandone il lato più comico.

PERCHÉ LEGGERE DEMON?

Demon è un cocktail esplosivo, qualcosa che vi lascerà incollati alle pagine, che divorerete avidamente. Si tratta di quello che vorremmo tutti vedere in una serie di Deadpool, ma che difficilmente vedremmo mai. Si tratta di una risposta più concreta e riuscita alle domande nelle quali Death Note ha perso tutta la sua carica emotiva e creativa. Tutto questo e molto altro. Servono ulteriori spiegazioni?

Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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