[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… Fabrizio Capigatti ideatore dei Capitani Italiani presenta la nuova collana: “Black & White”

Diamo il benvenuto sulle pagine di C4 Comic a Fabrizio Capigatti, classe 1976, veneziano DOC, fondatore della casa editrice VeneziaComix e l’ideatore dell’etichetta “Capitani Italiani”. Partiamo subito con la prima domanda…

C4 Comic: Ciao Fabrizio, come ti presenteresti ai lettori di C4 Comic che ancora non ti conoscono?
Fabrizio Capigatti: Ciao a tutti! Sono uno sceneggiatore, amante del cinema e delle serie, amori che riverso anche nella mia scrittura. Cresciuto a pane e supereroi, fumetto preferito Preacher, amo lavorare cambiando genere perché per me non è un genere che determina la bontà di un’opera ma è la storia: o è scritta bene o è scritta male al di là del genere. Sono passato da un fumetto storico (Il Folle Volo) a un noir ispirato ad un fatto di cronaca vero (Vola mio angelo, vola), all’horror (Dead Blood) per Noise Press fino ad arrivare alla collaborazione con Tatai Lab per cui ho scritto “Into the Net” (uscito a Lucca Comics 2018) sul tema del cyberbullismo, e gli albi in lavorazione Yume illustrato da Genny Ferrari, Manitou da Ornella Savarese e l’ultimo numero della prima stagione di Wondercity. La mia storia più personale è senza dubbio 7, nata come webcomic, illustrato da Martina Fari, e che a Cartoomics uscirà in cartaceo con il primo volume per VeneziaComix Editore. E, ovviamente, sono il creatore dell’Universo supereroistico italiano dei Capitani Italiani.

C4C: L’idea di base Capitani Italiani sono i supereroi “fatti in casa” , ma perché proprio i supereroi, non bastavano quelli made in USA?

Assolutamente no! Diciamo che, per come la vedo io, non serve a nulla tirar fuori dei supereroi uguali a quelli esistenti, siano essi seri che parodie. Che senso avrebbe vedere uno Spider-man saltare giù dal Ponte di Rialto se non fosse proprio Spider-Man? Cosa che peraltro si vedrà nel prossimo film Marvel. Se noi avessimo creato una scopiazzatura dell’Arrampicamuri e gli avessimo solo cambiato la scenografia avremmo commesso un errore. Lui, per esempio, si muove per New York. Devil, per Hell’s Kitchen. Noi facciamo lo stesso: i nostri supereroi si muovono nelle loro città, con i reali problemi di quelle città. è tutto reale, riconoscibile, non solo graficamente, ma anche narrativamente. Poi, ovviamente, non possiamo far finta che esistano personaggi come Spider-man, ma allora abbiamo deciso di giocare coscientemente con gli stereotipi per gestirli e non finirci dentro per errore. In una scena di Capitan Venezia i nostri eroi escono proprio dal cinema dopo aver visto “Avengers”!

C4C: L’universo narrativo dei Capitani ha diversi anni ormai ed è ricco di eroi mascherati provenienti da ogni angolo dello stivale, tanto per citarne alcuni: primo fra tutti il capostipite, Capitan Venezia, al quale si sono accodati Cap Palermo, Napoli, la Lupa… quali tra questi ti ha dato più soddisfazioni? Anche a livello di vendite e successo fra i lettori.
F. C.: Devo dire che li amo tutti, incondizionatamente. E non è una paraculata questa risposta, ma la verità. Pensa al progetto come un puzzle che vorresti appenderti a casa: ti piacerebbe se mancasse un tassello? Invece ogni personaggio è parte di un insieme. Per citare ‘O Zulù dei 99 Posse, che si è rivelato fan di Nino (Capitan Napoli), noi uniamo attraverso le diversità. Poi è ovvio che Capitan Venezia, da veneziano, avrà un posto riservato nel mio cuore!

C4C: Come nasce un nuovo Capitano? Fai tutto da solo o hai un team di collaboratori con i quali lavori? Ti concentrerai solo su i capoluoghi di regione o vedremo dei Capitani di “provincia”?
F. C.: Tendenzialmente molto è opera mia, intendo proprio a livello di soggetti e sceneggiature. Ho in testa l’intera produzione da qui a tre anni, con una testata che cambierà l’intero universo dei Capitani Italiani. Poi, ovviamente, ci sono alcune testate su cui invece collaboro già da ora con altri sceneggiatori autoctoni, su tutte Capitan Napoli che è sceneggiato da Antonio Sepe e così sarà anche per le testate di Milano, sceneggiato da Luca Frigerio e La Lupa. La marcata identità territoriale è sempre forte ed evidente, ma sempre più l’universo si espande, sempre più i nostri supereroi non si chiameranno “Capitan” e la città. Prendete Capitan Napoli: sono i media che lo chiamano così, ma lui è semplicemente Nino. I “Capitani Italiani” infatti sono l’etichetta, le testate riportano i nomi delle città in cui si svolge la storia. Adesso sono al lavoro su Bologna, ma questa nuova supereroina non si chiamerà Lady Bologna… e tra le altre cose questo è un albo e un personaggio che amo davvero!

C4C: Ai nastri di partenza c’è un nuovo progetto: la collana Black & White. Dicci di più: di cosa si tratta e quando sarà possibile leggerla?
F. C.: Questa collana nasce con l’idea di aver un prodotto che comunque porti avanti la tradizione italiana del bianco e nero. Se è vero che facciamo supereroi è altrettanto vero che portiamo a testa alta il made in Italy e, nel Bel Paese, il bianco e nero è fondamentale. Quindi abbiamo pensato ad una collana di albi auto-conclusivi che racconti, e approfondisca, alcuni passaggi e personaggi dell’universo. Questo primo albo uscirà ad aprile per il Festival Venezia Comics al Forte (il 13-14 aprile a Forte Marghera, Mestre) che organizziamo sempre noi di VeneziaComix. Abbiamo scelto il nostro festival perché la storia è su Capitan Venezia e chiude un ciclo narrativo sul nostro leone alato. In questo albo abbiamo due talenti: Helena Masellis e Ludovica Ceregatti. E la copertina di Fabio Punk Baldolini. Vedrete, questo albo è una cannonata: storia dark, adulta, psicologica illustrata divinamente (sì, lo so, sono di parte!)

C4C: Tradizionalmente il fumetto supereroistico è a colori, perché la scelta di proporlo in bianco e nero. Hai forse intenzione di allontanarti dal genere calzamaglia e superpoteri?
F. C.: No, non ci vogliamo allontanare. Un motivo, come ti dicevo prima, è un omaggio alla tradizione del fumetto Made in Italy. Poi c’è anche il discorso narrativo: avere una collana più noir, più dark, con storia più adulte in cui conta in primis l’uomo che la maschera, ma sempre di supereroi stiamo parlando. Questa collana si va ad affiancare alla collana Classica con le testate tipicamente a colori, e alla linea Gli Speciali in cui invece daremo più libertà d’autore all’artista che lo realizzerà. Il prossimo per esempio sarà Bologna illustrato da Caterina Bonomelli (e questa è una notizia in esclusiva!).

Marcello Davide De Negri

L'autore è Marcello Davide De Negri, figlio degli anni '80, cresciuto a pane e fumetti. La sua grande passione sono i supereroi e ci sono ben poche cose che sfuggono alla sua conoscenza quasi maniacale dell'argomento.

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