[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… AlbHey Longo

In occasione dell’uscita di Sfera, edito da Bao Publishing, abbiamo deciso di intervistare AlbHey Longo, giovane autore della scuderia della casa editrice milanese, già noto al pubblico per La quarta variazione (BAO, 2016).

C4 Comic: Grazie per aver accettato questa intervista. Partiamo da una domanda basilare: com’è nata l’idea per Sfera? Quale ricordo vi associ?

AlbHey Longo: In realtà era da molto che ci stavo lavorando, soprattutto per ciò che riguarda la costruzione dei personaggi, fin dai tempi de La quarta variazione. Volevo fare una storia dove poter analizzare un rapporto fra due persone e il suo sviluppo, ed è uno dei motivi per cui non c’è una relazione sentimentale fra i protagonisti. Allo stesso tempo volevo distaccarmi un po’ dal mondo reale: quindi mi sono ispirato a capisaldi della letteratura moderna, come Chuck Palahniuk, che in ogni suo libro inserisce una condizione di vita normale, un po’ deludente, e un elemento che in qualche modo la rompe per condurre la storia in un ambiente diverso, in cui non tutti viviamo, ma che diventa lo specchio della realtà.

C4: Un esempio potrebbe essere il romanzo Cavie, del già citato Palahniuk…

AL: Certo, oppure come in Survivor e la questione della setta. In questo caso il mondo dell’arte è lo specchi del reale.

C4: Un aspetto che ci ha colpito è questa peculiare coniugazione fra paranormale e mondo artistico, lontano dai classici del genere. Tu infatti citi Keanu Reeves e il suo essere inseguito dal governo, cosa che qui non accade al protagonista Damiano…

AL: Ho volutamente deciso di non intraprendere questa strada per avere un approccio più intimista. Volevo giocare con il concetto di fumetto, spesso associato anche all’idea di superpotere, suo elemento tipico nel campo del paranormale. Il mondo dell’arte è un mondo a me caro e che volevo raccontare e descrivere, pertanto ho pensato unire queste due cose.

C4: Parliamo del finale di Sfera. Senza anticipare nulla ai nostri lettori, ci è sembrato che le pagine conclusive lascino senza soluzione un mistero che potrebbe dare luogo ad un seguito o ad altri racconti nel medesimo universo narrativo. Tutto questo è voluto oppure si tratta di una scelta fine a sé stessa, che non darà vita ad altro?

AL: Quella scena, secondo me, era necessaria. All’inizio sono stato tentato di fare un seguito,  poi però ho deciso che questa storia dovesse essere autoconclusiva. In definitiva, volevo giocare con il superpotere presente nella trama e la percezione che ne ha il lettore durante il corso degli eventi. Volevo anche lasciare maggior spazio al rapporto umano di amicizia fra i due protagonisti.

C4: Una chicca finale: se abbiamo visto giusto, citi lo show di Sky EPCC con Alessandro Cattelan…

AL: Esatto! Lo stavo guardando mentre lavoravo al fumetto, in particolare il duetto in latino fra il conduttore e Francesca Michielin.

C4: Noi ringraziamo AlbHey Longo per averci concesso il suo tempo, gli facciamo un grosso in bocca al lupo per il futuro e attendiamo fiduciosi nuove storie.

Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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