Fine dei giochi: la recensione del Marvel Cinematic Universe – Fase 1

Vita con i super eroi

La fine arriva per tutte le serie. Anche per quelle al cinema, dato che è del Marvel Cinematic Universe che parliamo: un progetto seriale adattato e prodotto sul grande schermo da due imperatrici dell’intrattenimento, la Disney e i Marvel Studios. Dato l’eco mediatico che i super eroi ricevono e l’assidua presenza di essi in qualsiasi ambito della vita (io e la mia ragazza a casa abbiamo le cucchiarelle di Iron Man) per noi sono ormai delle consuetudini. Ma vi siete resi conto di quanto tempo sia passato? Che sia volato veloce come il lancio del martello di Thor ce ne stiamo rendendo conto oggi, all’arrivo di End Game, il capitolo conclusivo della Terza Fase. Come una serie tv, il MCU è suddiviso in fasi le quali fanno sostanzialmente le veci delle Stagioni.

Con l’arrivo di End Game un grande ciclo durato ben 11 anni si è concluso e, dopo la nostra recensione del film, tiriamo insieme le fila di questa serie di film andando a ricordare i vari episodi e valutando nell’insieme l’intero ciclo.

Tutto quello che ha un’inizio…

Ma vi ricordate qualche anno fa, di quando al cinema i super eroi più conosciuti erano Batman, Spider-Man, X-Men? Portati sul grande schermo da talentuosi registi, si rivelarono dei buoni film che si dipanarono poi in sequel più o meno decenti, inseguendo comunque meccaniche da blockbuster. Di Marvel e DC vennero prodotti film di ogni tipo e genere, ma ancora mancava quel senso di unità che nei fumetti era già implementato: la convivenza nello stesso universo. Tobey McGuire e Hugh Jackman non si sono mai incontrati, pur provenendo dalla stessa matrice fumettistica. Fino all’arrivo di Iron Man, film del 2008 diretto da Jon Favreau. Il primo, vero film su Tony Stark, un personaggio che divenne il leader dei super eroi Marvel, ora conosciuto da chiunque, ma all’epoca un character ancora poco approfondito dal cinema.

Iron Man (2008)

Il film racconta la trasformazione di Tony Stark, da produttore di armi per la guerra a Iron Man, un’arma al servizio dell’umanità. Il film fu capace, grazie all’interpretazione di Robert Downey Jr., di dar vita a un personaggio carismatico e sfacciato, con le sue luci e ombre dettate dalla sua sicurezza in sè. Un action lineare ma retto da un equilibrio tra rispetto per il canon fumettistico e lo spettacolo cinematografico. Il film introduce il personaggio di Pepper Pots, James Rhodes e il cameo di Nick Fury che annuncia il progetto dei Vendicatori.

Voto: 7

L’incredibile Hulk (2008)

Dopo l’omaggio introspettivo di Ang Lee, il secondo film su Hulk è il reboot per inserire il personaggio all’interno del progetto di universo condiviso. Tuttavia, nonostante un Edward Norton che si presta a donare il suo fisico asciutto in contrasto con la massa imponente del suo alter-ego verde, narrando la dicotomia tra loro nel corpo, manca la parte dell’anima. Un film in cui Hulk si vede, si sente, ma non si vive fino in fondo. Dopo le beghe burocratiche e la sostituzione di Mark Ruffalo nel ruolo di Banner, il film non ha ancora dei seguiti che permettano di approfondire l’Hulk del MCU.

Voto: 5,5

Iron Man 2 (2010)

Secondo capitolo per Tony Stark: più azione, più dilemmi morali, più intrecci. Il problema di Stark è legato al potere della tecnologia e ciò a cui può portare. Si trova a diffidare dalla corsa agli armamenti ma anche alla ricerca di una soluzione al palladio che lo sta avvelenando dall’interno. A fare i conti con l’eredità del padre, la quale ha generato nuovi nemici per lui e mancanze nel suo animo. L’amore e l’altruismo lo salveranno. Un film vivace e godibile. Viene introdotta il personaggio di Vedova Nera e nasce War Machine

Voto: 7

Thor (2011)

Suggestivo come pochi, il personaggio e la cosmogonia a cui appartiene generano un grande impatto visivo quando si solcano le lande di Asgard, mitica città incastonata nell’universo. Quando si scende sulla Terra, il ritmo finisce per appiattirsi e il percorso di redenzione di Thor, da arrogante a degno, non è molto emozionante. Gli ruba la scena il fratello Loki, letteralmente. Il film non è molto avvincente e le implicazioni con l’universo condiviso terrestre non gli permettono di esplorare tutte le possibilità che il mondo mitologico offre. Vengono introdotti tutti i personaggi di Asgard, Occhio di Falco, il dottor Seivig e il Tesseract.

Voto: 6

Capitan America: il primo vendicatore

La purezza dell’eroe americano conquista i cuori di tutti. Un flashback ci riporta alle origini di Steve Rogers, durante la Seconda Guerra Mondiale, un giovane privo di forza fisica ma dotato di un senso del dovere e patriottismo ai limite dello stucchevole. Ma agli americani questa cosa piace, per cui viene selezionato per l’esperimento sul Soldato Perfetto, uscendone indenne (grazie alla fibra morale? non si sa). La sua lotta contro i nazisti resta nonostante tutto avvincente, ci introduce all’Hydra e ci avvicina al completamento della squadra dei Vendicatori.

Voto: 6

Avengers (2012)

La conclusione della “prima stagione” converte tutti i personaggi introdotti con i vari film in un unica missione di salvataggio per il mondo. Prendendo il villain direttamente dal ciclo di Thor, gli Avengers devono loro malgrado unire le forze contro la minaccia di Loki, il quale vuole impossessarsi del Tesseract e conquistare la Terra con l’esercito degli alieni Chitauri. Il film deve seminare i rapporti tra diversi personaggi e far intersecare tra loro le varie personalità. dando vita a un supergruppo sfaccettato e ben gestito. Il primo film degli Avengers ha il gusto della novità ma cede nelle sue dinamiche poco originali, in una trama poco avvincente, ma spettacolarizza tutto cercando di distrarre lo spettatore e in generale vi riesce. Sorretto più dalla sua natura di cross over che di film a sè stante, il primo Avengers ha comunque il merito di far partire realmente il progetto del Marvel Cinematic Universe mostrando per la prima volta il vero nemico che aleggerà per tutta la serie: Thanos.

Voto: 7,5



Voto Fase 1: Una prima fase caratterizzata da film artisticamente poco interessanti, ricchi di spunti e di spettacolo visivo ma ancora acerbi. La loro interconnessione li rende piacevoli per il dipanarsi della trama e l’incontro dei vari personaggi tra loro, ma manca ancora un vero approfondimento.

Voto: 6,5



Orzo Nimai

Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

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