[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… Simone d’Armini

In queste settimane in Italia, sotto etichetta saldaPress, è stato finalmente pubblicato Spider King. Scritta dall’australiano
Josh Vann la serie di IDW vede al tavolo da disegno Simone d’Armini, capace di giostrarsi magistralmente tra le atmosfere fantasy e fantascientifiche dell’opera. Abbiamo raggiunto Simone per parlare con lui di questo suo progetto, della sua collaborazione con Eric Powell e di molto altro ancora.

Guglielmo Favilla e Simone d’Armini all’ultima edizione del Napoli Comicon 2019.

C4 Comic: Come nasce l’idea di The Spider King? La genesi sembra lunga e ricca di aneddoti interessanti…

Simone d’Armini: Nel 2013 Josh Vann (lo sceneggiatore) mi ha contattato su DeviantArt e mi ha commissionato una serie di character design e una storia breve che parlava di un gruppo di vichinghi che si trovavano ad affrontare un coniglio mutante. Ci siamo trovati subito in completa sintonia artistica e abbiamo quindi deciso di espandere la storia e di tentare la via del crowdfuinding che poi per fortuna è andato molto bene e ci ha permesso di essere anche più ambiziosi del previsto dal punto di vista narrativo fino a diventare la storia di 112 pagine che è The Spider King. Cosa interessante è che io e Josh abbiamo lavorato a strettissimo contatto per due anni senza mai incontrarci, la prima volta che ci siamo visti dal vivo è stato al New York Comic Con nel 2016.

C4C: Ci sono cose (situazioni, personaggi, modifiche) nella storia totalmente create da te? Magari nell’ampliamento del progetto dal crowdfounding fino alla sua forma definitiva?

S.A.: Fra le cose attribuibili a me ci sono delle piccole backstory che si intravedono in maniera sottile nel racconto, in particolar modo in quella spashpage nella quale Sveni riceve la conoscenza della razza aliena di Frodi ed abbiamo un piccolo flash di quello che è il suo passato. Poi in generale tendo sempre molto ad ampliare ciò che leggo in sceneggiatura ed aggiungere del mio a quello che è il racconto, anche se solo con un’idea di design o con qualche piccola easter egg nel background. Per quanto riguarda le idee che si sono sviluppate in seguito al crowdfunding spicca il personaggio di Helga. Inizialmente la sua presenza era prevista solo in Fluffy the Barbarian, la storiella “non-canon” che abbiamo realizzato per promuovere la campagna e vedere cosa funzionasse e cosa no. Tuttavia abbiamo ricevuto un grosso riscontro di pubblico nei suoi riguardi e quindi abbiamo deciso che fosse il caso di renderla uno dei personaggi della storia.

C4C: Il tuo stile mi colpisce molto: ricorda tanti meravigliosi artisti come Mignola, Rubin e MacLean, ma risulta comunque assolutamente personale, fresco ed energico. Quali sono gli artisti che più ti influenzano?

S.A.: Sicuramente oltre a quelli che hai elencato hanno avuto su di me una grossa influenza Stuart Immonen con la sua perfetta sintesi grafica e il suo inchiostratore di fiducia Wade Von Growbadger, così come Duncan Fegredo, James Harren, Jason Latour, Cam Kennedy, Jake Wyatt.Ultimamente sto studiando molto illustratori della fine del 1800/primi ‘900 come Edmund Dulac, Ivan Bilibin, Charles Robinson.

C4C: Come hai lavorato con Adrian Bloch per i colori? La resa è eccezionale.

S.A.: Con Adrian c’è stata subito una forte intesa dal punto di vista dell’atmosfera e dei contrasti che volevo in The Spider King. Abbiamo deciso di utilizzare tinte piatte e gradienti e devo dire che Adrian merita davvero una medaglia per la pazienza che ha avuto per le mie continue richieste di piccoli cambiamenti in minuscoli dettaglini. In generale per definire il mood di diverse sequenze gli ho fornito qualche reference tratta da foto, film o anche quadri o altri fumetti.

C4C: Nelle note del volume affermi che per definire la figura di Hrolf ti sei ispirato persino a Robin, il tuo cane. Trovo che il risultato sia una bellissima ed efficace sintesi (pur non avendo mai visto Robin…). Quali sono state le maggiori sfide per te nel creare questo mondo e i suoi disparati personaggi e quanto ti ha aiutato la tua esperienza come character designer applicata a una “storia lunga”?

S.A.: Sicuramente avere un po’ di esperienza nel campo del character design mi ha permesso di realizzare dei personaggi che volevo fossero immediatamente riconoscibili e che trasmettessero il loro modo di essere e il loro carattere tramite il loro aspetto. La sfida più grande è stata forse quella di studiare un modo di rendere interessante la trasformazione e unione dei personaggi di Aarek e Slarpax l’alieno per creare il Re. Bisognava mantenere riconoscibile Aarek pur stravolgendolo e aggiungendo il 50% delle caratteristiche aliene togliendo parte della sua umanità. Potevo spingere di più il lato aracnide ma doveva essere in grado di avere un duello con Hrolf e volevo evitare l’effetto “Re Scorpione”, quindi ho aggiunto le quattro zampe sull’addome (che con gambe e braccia fanno otto) aggiunto un altro paio di occhi tenendo il volto invariato e il cranio ha una vaga forma di corona. In piu dalla schiena escono quelle protuberanze che gli servono ad infettare la popolazione e renderla schiava al suo volere.

C4C: Ci puoi parlare della tua esperienza nel Regno Unito  (prima in Irlanda e adesso in Scozia)? Da “talento italiano all’estero” come pensi che venga recepito il mondo del fumetto laggiù?

S.A.: Per quanto riguarda la mia esperienza qui…non ha molto a che fare con il lavoro artistico ma più che altro con la vita privata, comunque penso che ci sia anche qui come in Italia un forte amore per l’arte sequenziale e ogni volta che partecipo ad una manifestazione (ad esempio il Thought Bubble di Leeds) il responso è sempre molto caloroso. L’unica differenza è forse nel modo in cui viene recepito il concetto di lavoro artistico qui, spesso in Italia si ha sempre l’impressione che non venga considerato un “vero lavoro” perché si fa da casa e perché disegnare è qualcosa che nasce da una passione, ma credo che anche da noi questo modo di recepirlo stia lentamente cambiando.

C4C: Come artista hai un genere preferito?

S.A.: Il mio genere preferito è sicuramente l’horror/fantasy ed ho un particolare amore per le storie che rimandano al folklore elle credenze popolari o religiose. Da qui nasce forse il mio amore per Hellboy.

C4C: Parlaci un po’ della tua esperienza con Eric Powell e il suo Hillbilly… com’è stato lavorare a un personaggio così legato al suo creatore? Hai avuto pressioni?

S.A.: L’unica pressione che ho avuto nel disegnare Hillbilly è l’ansia da prestazione nel lavorare con Eric Powell che è uno degli autori migliori in circolazione e completare una storia disegnata dal bravissimo Simone Di Meo che ha fatto un lavoro incredibile con i primi 3 episodi della miniserie Red Eyed Witchery from Beyond in collaborazione col colorista Brennan Wagner. Ho fatto un bel po’ di studi prima di iniziare a disegnare le tavole per trovare un mio modo di disegnare Rondel e il mondo nel quale vive e spero di essere stato all’altezza della situazione.


I disegni di Simone per Hillbilly, colori di Rachel Cohen.

C4C: Tra i ringraziamenti importanti all’inizio del volume di Spiderking spicca il nome di Mike Mignola. Hai un tratto che si sposerebbe perfettamente al “mignolaverso” (Hellboy, BPRD). Sei mai entrato direttamente in contatto con lui e, magari, ti piacerebbe contribuire al suo mondo?

S.A.: Lavorare con Mignola ed avere a che fare anche vagamente col suo universo ovviamente è un sogno nel cassetto, non ho ancora mai avuto modo di incontrarlo dal vivo ma ci siamo scambiati qualche messaggio e sapere che apprezza quello che faccio è impagabile. Per ora non ci sono collaborazioni all’orizzonte ma chissà, forse un giorno…

C4C: Domandone finale classico: progetti futuri? Approfittiamo di questo spazio per fare pubblicità al tuo nuovo progetto crowdfunding – e  non solo…

S.A.: Ho appena realizzato una storia su She Hulk con la Marvel (in uscita il 19 Giugno in America) con la quale spero di iniziare una duratura collaborazione. Nel frattempo sto preparando un nuovo artbook previsto per il prossimo Autunno e spero presto di poter riuscire a realizzare quell’adattamento di Macbeth con Stefano Ascari che tanto vorremmo. Vi terrò aggiornati su eventuali sviluppi.

E noi non vediamo l’ora!

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