Recensione Cinecomic: Godzilla II – King of the Monsters

Il re dei Kaiju è tornato, e picchia molto forte. Dopo il primo capitolo del 2014 che sanciva il reboot della saga, Godzilla torna sul grande schermo con il seguito diretto della storia, che si rivela fortemente spettacolare. Ieri sera abbiamo avuto il piacere di vederlo in anteprima per voi e vi offriamo qui il nostro parere.

Godzilla II – King of the Monsters inizia laddove lo scorso capitolo ci aveva lasciato, in una San Francisco semi distrutta. Non c’è la gloria della vittoria contro i MUTO ad attenderci però, solo il dolore degli umani che hanno visto morire migliaia di persone sotto le macerie del teatro dello scontro: fra questi troviamo Mark Russell (Kyle Chandler) che ha perso il figlio maggiore Andrew. Passano cinque anni da quel giorno, e l’uomo si è ritirato nella natura per studiare il comportamento dei lupi, mentre la moglie Emma (Vera Farmiga), accompagnata dalla figlia Madison (Millie Bobby Brown, Eleven in Stranger Things), lavora a Yuccan, in Cina, sotto la Monarch, la famigerata organizzazione che si occupa dei Titani. La dott.ssa Russell sta lavorando al risveglio di Mothra, il Titato-Farfalla, e in particolar modo all’utilizzo di uno strumento chiamato ORCA, in grado di emettere onde captabili dalle super-creature e capaci di influenzarne il comportamento. Ma l’eco-terrorista Alan Jonah (Charles Dance, noto per il ruolo di Tywin Lannister in Game of Thrones), ex-colonnello dell’esercito britannico, vuole entrare in possesso del potente strumento per i propri scopi. Mark e la Monarch dovranno quindi lottare contro il tempo per evitare che il ritorno di tutti i Titani, ivi compreso il terribile Ghidorah, provochi un cataclisma mondiale.

Il lungometraggio, della durata di 132 minuti, riesce a muoversi abbastanza bene fra il minutaggio concesso ai mostri e quello offerto agli eroi umani, il cui scopo è empatizzare con lo spettatore e mostrare quanto siamo inerti di fronte a queste enormi creature capaci di schiacciarci in pochi istanti. Chi, come ci si aspetta da questo titolo, cerca una guerra a colpi di Kaiju sarà entusiasta e visivamente appagato, benché alcune scelte di trama ci abbiano lasciati non del tutto soddisfatti, complici degli stilemi narrativi forse troppo simili al primo film; tuttavia l’intrattenimento è garantito.

Un plauso va fatto alla fotografia, davvero eccezionale per quanto ci riguarda, capace di trasformare ogni inquadratura in un dipinto, tanto nella composizione degli elementi scenici (combinando mostri, umani e architettura/natura) quanto nella cromia. Per ciò che riguarda questo secondo caso abbiamo notato come spesso prevalga la coppia blu/nero, squarciata da lampi di luce arancione/crepuscolare, come a gettare un’ombra calda e al contempo drammatica sulla vicenda. Una piccola critica va invece mossa alla regia che, se da un lato ci regala sequenze molto belle, dall’altro non sempre permette di capire la dinamica degli scontri, risultando un poco confusionaria.

In definitiva, Godzilla, Mothra e Ghidorah regalano due ore di puro intrattenimento visivo, fra scazzottate terrificanti e raggi laser, preparandoci al prosieguo di questa saga, vero scontri ancora più epici.

Voto: 6,5

Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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