Dylan Dog #397 – Morbo M: una riflessione sul mondo d’oggi

Meno 3. Sono questi i numeri del mensile targato Bonelli che mancano all’arrivo della meteora che cancellerà il mondo e porrà fine alla specie umana. Lo abbiamo visto in questi ultimi mesi: fin dall’annuncio del cataclisma, sulle pagine dell’indagatore dell’incubo si è assistito ad un vortice di follia più claustrofobico del solito, una sequenza di massacri, orrori e paure che sembra non avere fine. Eppure, come questa testata insegna, il mostro più grande è sempre quello dentro di noi e questo Dylan Dog 397 – Morbo M ne è la conferma.

In una Londra bloccata in un’estate perenne, dopo i mutamenti climatici rapidissimi visti qualche numero fa, le persone cercano di fingere una vita normale che non esiste più. Le scorte alimentari sono finite da tempo, ogni singolo pezzo di pane si paga a peso d’oro e ognuno cerca di sopravvivere ricorrendo anche a mezzi illegali e immorali. Non solo, gli effetti della meteora si fanno sentire anche con una nuova malattia, che da questo corpo celeste prende il nome. Sfoghi cutanei, scatti d’ira, trasformazioni bestiali: sono solo alcuni dei sintomi fra quelli possibili, talmente variegati da mettere in ginocchio ogni approccio razionale da parte dei medici, che spesso si arrendono. Peggio, il sistema sanitario nazionale ha istituito corpi speciali che si muovo per la città sulle ambulanze, per catturare tempestivamente chi mostra anche solo i primi accenni del morbo. Anche la nuova ragazza di Dylan, Billie Matter, ha contratto questa malattia. In particolare, la sua forma è quella consuntiva, ovvero che degenera il corpo dall’interno, facendole perdere costantemente peso. I medici non offrono alcuna speranza, solo la resa. Ma Dylan un giorno scopre che qualcuno, forse, è riuscito a bloccare il decorso della piaga, e farà di tutto per sapere come.

Paola Barbato si conferma una sceneggiatrice abile, capace di intrattenere e far riflettere il lettore sulla realtà che lo circonda, sull’oggi che ci travolge con lo strabordare delle informazioni, vere e false che siano. L’ipocondria di Dylan, qui non particolarmente marcata, sembra riversarsi piuttosto in chi lo circonda, nella gente comune incapace di tenere a freno la paranoia che ingigantisce ogni espressione dell’animo e del corpo. I disegni di Corrado Roi sposano molto bene la trama, specie quando appaiono nelle vignette le creature deformi dette figli della meteora: l’abilità nei contrasti chiaroscurati e nei retini sfumati di sfondo permette di creare un’atmosfera tesa, adatta a trasmettere quel senso di incubo che il personaggio sa dare. La paura vera è quella che ci ottenebra la mente, sembrano dire i due autori: non c’è infatti peggior malato di chi non vuole guarire, peggior persona di chi, come spesso accade oggi, sembra non voler credere a nulla. Dylan, scettico da sempre, riceverà una grande lezione. Ma la meteora è quasi arrivata, ormai.

Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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