[SPOILER] Dylan Dog #399 & #400: la chiusura è l’apertura

Attenzione! Il seguente articolo contiene spoiler di Dylan Dog #399 e #400.

“Mi apro alla chiusura”. Queste parole perseguitano Harry Potter per tutto il settimo e ultimo libro della saga, I doni della morte. Il mago le ha lette sul dorso del primo boccino d’oro da lui catturato nel Quidditch, e saranno di fondamentale importanza ai fini della trama intessuta da J.K. Rowling. Tuttavia questa è una frase che ben descrive i numeri 399 e 400 di Dylan Dog, pubblicati da Sergio Bonelli Editore: una coppia necessaria e indissolubile, nel quale gli autori giocano, sperimentano e rilanciano un personaggio che fa parte del nostro panorama pop da decadi.

Dopo quattordici numeri di preparazione e annunci di morte, la meteora guidata da un’intelligenza maligna è finalmente arrivata nell’orbita terrestre. Molti sono stati i suoi effetti nefasti: stagioni frenetiche, malattie terribili, mostri, follie, massacri. Anche l’amore è stato tachicardico per Dylan: quasi una ragazza nuova a numero, o anche più di una, come se il metronomo dell’indagatore dell’incubo avesse perso la sua solita flemma e procedesse a ritmo idiosincratico. Questo sentimento che sta alla base del personaggio (Dellamorte Dellamore è il romanzo di Sclavi da cui tutto iniziò) trova finalmente la sua coronazione nel numero #399 Oggi sposi, dopo aver superato strazianti incontri (Il lungo addio) e false fermate (Finché morte non vi separi): Dylan si sposa! Anzi, deve sposarsi, come pianificato da John Ghost, perché ogni tassello sia al posto giusto.

Con una scelta narrativa piacevole e azzeccata (nonché poco consona a questa testata), ci si muove fra flashfoward e flashback, con un andirivieni che per certi versi spiazza e in larga parte consente al lettore di tirare le fila di tutto un ciclo narrativo. La pensione di Bloch, la tensione lavorativa ed erotica tra Ranja e Carpenter, il comportamento di Groucho: tutto questo trova spiegazione e completamento mentre un’orda di zombie nazisti assalta il centro di Londra, accompagnati dall’incarnazione tentacolare di Van Heller, riemerso per il gran finale. La scena è da trash movie, eppure dosa l’apocalisse al punto giusto. Per alcuni risulterà stucchevole o addirittura una banalizzazione: è questo l’intento degli autori. Tutto il numero #399 è una continua dichiarazione di meccanismi narrativi e stereotipi della cultura pop, non solo mostrati al lettore ma addirittura spiegati. La deriva metafumettistica trova il suo apice proprio nelle pagine finali dell’albo dove il doppio colpo di scena appare totale: Groucho sposa Dylan e poi muore sotto i colpi di pistola di un pazzo. Amore e morte si congiungono nello stesso momento, manifestazione nello spazio narrativo di ciò che il personaggio è davvero. “Tutto è compiuto” sembra sorridere sotto i baffi John Ghost e finalmente si può ricominciare a partire dal 400, E ora, l’Apocalisse.

Ancora il galeone, ancora l’incubo (o il sogno). E la donna, per citare Max Pezzali. L’indagatore diventa l’ammiraglio, il sosia invece il mozzo, e si naviga nei mari della fantasia dell’ultimo fumettista della Terra, che utilizza una tavoletta grafica mentre la sua casa è ridotta a un cumulo di macerie. Non potrebbe esserci storia più assurda, ma anche più necessaria. Il processo metafumettistico iniziato nel 399 continua e si conclude qui. Novelli pirati, Dyaln e Groucho compiono la loro odissea narrativa che li farà scontrare con Mater Morbi prima e Tiziano Sclavi in persona poi. Sclavi è il villain per eccellenza, colui che viene invocato dai dylaniati come l’unico e vero autore, nonché la nostalgia di chi vanta di esserci fin dal numero #1. Egli deve essere sconfitto, tolto di mezzo ad ogni costo: è l’ostacolo che impedisce alla sua creatura di ricevere nuova linfa vitale. Come Sclavi mozza la testa a Groucho (simbolo che l’ideatore della serie era d’accordo con l’uscita di scena di questo character), così Dylan si accanisce su chi l’ha portato nel panorama fumettistico italiano e lo decapita, posando in una tavola come Davide e Golia di Caravaggio.

Sarà un Dylan Dog moderno, nuovo, con un assistente diverso e proiettato nel nostro secolo. Questo è ciò che è stato promesso sulle pagine di Repubblica che hanno (colpevolmente) spoilerato il finale della storia fin dai titoli di testa. Non ci resta che attendere gennaio, quando inizierà una miniserie nella serie che comprenderà i numeri dal 401 al 406, caratterizzata dalla sigla 666. Buonanotte e buoni incubi.

Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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