[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… Axel Alice e “Il castello delle stelle”

In occasione del Lucca Comics&Games 2019 abbiamo avuto la possibilità di intervistare Axel Alice, fumettista francese che ha saputo conquistare migliaia di lettori con Il castello delle stelle, edito in Italia per Mondadori.

C4 Comic: Buongiorno e grazie per la vostra disponibilità. Partiamo con la prima domanda: quando è nata l’idea per Il castello delle stelle? Quale è il primo ricordo che ne avete?

Axel Alice: Era il 2008 e avevo da tempo due desideri, ovvero fare una storia sullo spazio ambientata nel XIX secolo, a partire dalla mia lettura di Dalla terra alla luna di Jules Verne e soprattutto il seguito, Intorno alla luna, che avevo letto da bambino e – spoiler – in questo libro non si va sul nostro satellite (ride). Io ero molto frustato, perché Verne evoca tutto l’immaginario lunare di quel secolo e non compie l’allunaggio: io invece avevo voglia di rappresentare questo fatto, e immaginare i personaggi con tutto il loro armamentario bizzarro. Allo stesso tempo, mi era capitato di leggere alcuni libri di divulgazione scientifica sullo spazio del medesimo secolo, dove ad esempio il pianeta Venere veniva visto come una giungla piena di dinosauri. E poi, tempo dopo, ho visitato il castello di Ludovico II di Baviera, affascinante così come il suo ideatore. Ma non volevo farne una biografia. Ho avuto questi due progetti in testa in parallelo per anni. E proprio nel 2008 ho realizzato che erano in realtà la stessa idea, lo stesso progetto, e che per fare una storia alla Verne serve un personaggio straordinario, come il capitano Nemo, un personaggio che ha la visione, i mezzi e la follia per rendere possibile il viaggio straordinario. Verne ha avuto il genio e il talento di crearli, io mi sono accontentato di riprenderli, perché esistevano già; e mi son reso conto che proprio Ludovico II, se ci fosse stato un programma spaziale a suo tempo, avrebbe finanziato il progetto.

C4: Quale è stato il percorso editoriale della vostra storia? Siete andato da un editore con la vostra idea, oppure ne avete contattati diversi allo stesso tempo?

AA: Ognuna delle tre storie che ho scritto sono state pubblicate da un editore differente in Francia. Sono contento di tutti e tre, senza dubbio, sono state esperienze formidabili. Per ciò che riguarda Il castello, volevo fare un fumetto, non solo per adulti, per coloro che vogliono ritrovare le atmosfere di Verne, e anche storie sulla principessa Sissi. Non so se è popolare qui in Italia…

C4: Si certo, ci sono stati film e serie televisive..

AA: Ah perfetto! Insomma, ho avuto bisogno di un po’ di tempo per coniugare le storie d’avventura alla Verne e le storie romantiche alla Sissi, che si verificano nello stesso momento storico. Io non conosco nulla che coniughi questi due filoni, e Il castello ha questa caratteristica, far incontrare questi due universi. Io penso sempre al me lettore, perché scrivo per me stesso. Io volevo parlare al me stesso lettore di 10-12 anni. Si tratta quindi di un racconto per adulti ma con la porta aperta per i giovani. Volevo trasmettere al di là della storia questo universo, questo tono e modo di fare il racconto. Ora le cose sono cambiate, ma all’epoca in Francia era considerato difficile da parte di certi editori. Avevo bisogno di qualcuno che sapesse come trattare la cosa, e Rue de Sèvre, che appartiene all’École des loisirs, sapeva come fare. In più ringrazio la mia editrice, Nadia Gilbert, proveniente da Casterman. Il progetto editoriale è stato molto complicato in origine, perché i capitoli uscivano sotto forma di gazzetta con vari articoli in appendice (se ne è occupato Alex Nicolavich), e poi in edizione normale, nonché il grande formato e l’edizione École des loisirs, quindi in totale quattro edizioni differenti.

C4: A proposito della forma a gazzetta, avete mai pensato di importarla anche all’estero?

AA: Purtroppo io non ho un rapporto diretto con gli editori stranieri tranne in America, perché ci ho vissuto e ho incontrato gli editori americani quasi insieme con quelli di Rue de Sèvre. L’avrei proposta per il loro mercato, perché in effetti quella forma già esiste da loro (lo spillato da 24 pp, ndr), ma alla fine non se n’è fatto nulla. Però è un’ edizione che deve decidere la casa editrice e io non posso seguire ogni percorso editoriale: personalmente però avrei spinto per un formato carino, che attiri in libreria, non caro. Detto questo, sono però contentissimo dell’edizione italiana, il volume è bellissimo.

C4: Al di là di Verne, ci sono altre influenze mediatiche nella storia e/o nei suoi disegni? Penso ad esempio ai soldati prussiani, così simili agli Stormtrooper di Guerre Stellari.

AA: Ovviamente ci sono molte influenze, ma in particolare, nel caso che citi, ho fatto riferimento a Jin roh di Mamoru Oshii, dove ci sono i soldati in nero, mascherati, con gli occhi rossi e d’ispirazione nazista.

C4: Una domanda tecnica: come componi la pagina e come la colori?

AA: Tutto è fatto sulla stessa pagina, a mano, tranne il lettering, che invece è digitale, ma non tutto, solo le didascalie (e non i balloon). Per ogni pagina impiego circa una settimana tutto compreso, prima di passare alla successiva.

C4: Un’ultima domanda: ci sarà una continuazione, o uno spin-off o altro ancora?

AA: Sto lavorando al volume n°5 in Francia, e poi uscirà uno spin-off su un altro pianeta, ovvero Venere, scritto da altri autori e con uscita prevista per l’inizio del 2020 sotto forma di gazzetta; le copie sono già stampate.

C4: Ringraziamo Axel Alice e gli auguriamo il meglio per il suo straordinario lavoro.

Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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