[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… Marco Ghion

Leggendo il primo Speciale della serie TEX WILLER abbiamo avuto modo di ammirare il lavoro del disegnatore Marco Ghion. Così ci è venuta voglia di conoscerlo e fargli qualche domanda: ecco che cosa ci ha raccontato.

Marco Ghion è nato a Milano. Dopo il diploma di geometra ho frequentato la “Scuola del Fumetto” di Milano. Ottenuto il diploma in “fumetto realistico” ha lavorato su progetti editoriali come colorista e poi disegnatore. Ha collaborato, come Character Designer e background artist, su serie 3D animate (Topo Tip) e spot pubblicitari (Nutella, Campari, Atalanta). Nel 2015 decide di percorrere la strada del fumetto. A marzo 2018 entra nel team di Bonelli e inizia la realizzazione dello Speciale TEX WILLER.

C4Comic: Ogni storia ha un suo inizio… Qual è stato il primo albo di Tex che hai letto? Che ricordo ne hai?

Marco Ghion: Ho letto i primi albi di Tex all’età di 12/13 anni; non rammento esattamente quale sia stato il primo, ma ricordo molto bene una storia scritta da Claudio Nizzi e disegnata da Fabio Civitelli dal titolo Zhenda. Fui colpito dall’atmosfera surreale e tenebrosa e temevo per la sorte dei protagonisti (che, in quell’episodio, se la sono vista davvero brutta).

C4C: Tex, Carson, Kit o Tiger Jack: chi preferisci disegnare? Perché?

M.G.: Per ora ho potuto approcciare solo il giovane Tex, ma mi sono cimentato, a tempo perso, nel disegnare Carson. Come personaggio è molto stimolante per via della mimica accentuata.

C4C: Come disegni? Matita o pennini digitali?

M.G.: Ho realizzato il mio primo albo interamente in digitale con una tavoletta grafica, ma sono ritornato a matita, pennino e pennello per la nuova storia in cantiere.

C4C: Come ti sei sentito quando ti hanno detto «disegnerai Tex Willer»? Come hai vissuto la realizzazione di questo Speciale?

M.G.: Quando ho realizzato che potevo iniziare con le prove per il personaggio (perché dovevo dimostrare di conoscere il personaggio), non ci credevo. Ho sempre saputo che Tex fosse una testata davvero impegnativa e un punto d’arrivo per i disegnatori più capaci; però le tavole di prova sono piaciute e Mauro Boselli ha creduto molto nelle mie capacità. Appena ho potuto cominciare il lavoro sull’albo, l’entusiasmo è salito alle stelle. All’inizio ho dovuto fare i conti con le troppe idee che avevo in mente, sia dal punto di vista tecnico che narrativo, e ho quindi dovuto operare delle scelte per non rendere il segno troppo differente in corso d’opera e cercare di perfezionare la regia, cosa che facilita notevolmente il lavoro.

C4C: Da quali disegnatori della saga texiana hai attinto maggiormente per la tua personale interpretazione del Ranger?

M.G.: Ho studiato molto Giovanni Ticci e Claudio Villa. Ticci per la sua maestria nell’azione e Villa per la sua resa realistica. Sono dei disegnatori straordinari che stimo moltissimo.

C4C: Indicaci uno (o più) albi a fumetti che sono la tua “Bibbia” in materia grafica.

M.G.: Il “Texone” di Ivo Milazzo, Sangue sul Colorado; il “Texone” di Claudio Villa, Tex l’inesorabile; l’albo n.490 della serie regolare di Tex Congiura contro Custer, disegnato da Ticci (per citarne soltanto uno). Poi l’albo di Ken Parker, Un alito di ghiaccio e l’albo di Blueberry, Geronimo l’apache e Bouncer di Francois Boucq.

C4C: Ti piace il western?

M.G.: Molto. È un genere in cui posso davvero sbizzarrirmi su personaggi, paesaggi e scene d’azione. Merito di mio padre, amante di John Wayne, che mi ha trasmesso la passione.

C4C: Per la realizzazione di Fantasmi di Natale hai ricevuto particolari istruzioni da parte dello sceneggiatore Mauro Boselli?

M.G.: La storia doveva avere delle atmosfere horror (Mauro mi ha consigliato una serie di film e titoli di fumetti) un po’ simili alla serie Dampyr e una baracca, che sarebbe stata presente per tutta la storia. Durante la realizzazione poi ci sono state altre indicazioni più precise sui personaggi e i costumi dei soldati. Ho ricevuto parecchio materiale fotografico e indicazioni continue su come rendere al meglio, dal punto di vista grafico, il personaggio di Tex.

C4C: Hai seguito la sceneggiatura pedissequamente o sei stato libero, in fase di disegno, di apportare modifiche e aggiunte? Se sì, puoi dircene alcune?

M.G.: In principio ho seguito alla lettera la sceneggiatura, poi ho provato a interpretare qualche vignetta dal punto di vista grafico, più precisamente la vignetta 2 di pag. 14 e la vignetta 5 di pag. 56. Sono due vignette molto grafiche, ma sono piaciute. Per il resto Mauro mi ha dato parecchia libertà sia per i personaggi che le location e le inquadrature. 

C4C: Una scena, all’interno di questa storia, che ti è particolarmente riuscita e una scena che rifaresti.

M.G.: Sicuramente la scena con l’orso; è stata parecchio impegnativa per l’anatomia e l’azione, ma davvero divertente.

C4C: Attualmente a cosa stai lavorando? Ti rivedremo presto su Tex o su altre testate Bonelli?

M.G.: Sono al lavoro su una storia della serie TEX WILLER che vedrà però la luce fra un paio di anni. Posso solo anticipare che in questa storia il nostro Eroe sarà alle prese con una vecchia banda di criminali, apparsa parecchi anni fa in alcuni albi disegnati da Aurelio Galleppini.

Marco, grazie mille per il tempo dedicato a C4 Comic, complimenti per il lavoro fatto finora e auguri per quello futuro!

Filippo Marazzini

Studia per mangiare, scrive per digerire.

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