Recensione Film: Animali fantastici – I crimini di Grindelwald

ANIMALI FANTASTICI E DOVE COMPRARLI

Cinque film per raccontare i retroscena della prima guerra magica. Cinque film per approfondire gli anni Trenta del Wizard World, la gioventù di Silente e di altri personaggi, le creature magiche mai viste sullo schermo e i crimini del mago oscuro Grindelwald. Siamo arrivati al secondo e forse non abbiamo così tanta voglia di andare avanti. Ma spieghiamo il perché.

Il primo Animali Fantastici prendeva piede da un romanzo della Rowling per poi virare verso tutto ciò che era stato accennato nella saga di Harry Potter, una buona occasione per farla rivivere sotto nuovi aspetti, prima su tutte un’epoca diversa. Il titolo era giustificato dalla presenza di Newt Scamander, appassionato di creature magiche e loro allevatore. Quest’ultime facevano gran parte contorno nella pellicola, andando a connotare il nuovo universo cinematografico. In questo secondo capitolo, è ben chiaro che l’intento della serie è narrare tutt’altro ma gli animali fantastici sono ormai nel titolo e bisogna lasciarceli. Così tutto diventa una scusante per inserire bestioline fuffose, effetti visivi a iosa e scene action con creature che si dimenano in un lupanare di inquadrature. Per gli amanti del merchandise è oro che cola.

I CRIMINI DELLA TRAMA

Veniamo alla trama: bisogna scoprire le origini di Credence, raccontare le intenzioni oscure di Grindelwald e far andare avanti le storyline dei personaggi. Per quanto riguarda il personaggio menzionato nel sottotitolo, bisogna elogiare il lavoro attoriale di Depp che torna a donare carisma a quello che potrebbe essere solamente l’ennesimo personaggio eccentrico. Invece Grindelwald risplende, come i suoi capelli, per tutta la durata della pellicola. Freddo, ammaliante, pericoloso ma mai sopra le righe. Quando la sceneggiatura vuole, riesce a fargli pronunciare frasi realmente incisive che echeggiano in tutta la saga dei maghi. Se su Grindelwald si è riusciti a confezionare un personaggio realmente interessante, lo stesso non si può dire con il resto del cast.

La sceneggiatura tenta di incastrare storie d’amore, patentele, ingarbugliati alberi genealogici, dinastie, etnie, società e costumi tutte nello stesso film con un desiderio di approfondimento che si sarebbe sposato più nell’ottica di una serie. Invece le due ore e passa di lungometraggio scorrono come la digestione di un Sarlacc. Tantissimi dialoghi, soggettive che invadono lo schermo ma che non raccontano nulla nell’ottica del linguaggio filmico, spiegoni di bassa lega e flashback sparati in aria come un fuoricampo. Nella melassa delle scene, improvvisamente arriva una scarica di action pirotecnico a suon di animali e incantesimi inediti che strappano qualche risata per l'”ovvietà” del latino.

Tutto ciò per giungere a un finale che dovrebbe far tremare i polsi a tutto l’universo magico, ma che scatena solamente perplessità e una delusione che ti si attacca addosso e ti corrode piano piano, un parassita che si nutre della tua anima di appassionato.

POTTER BALL

Newt Scamander è ancora troppo svampito per essere quel protagonista capace di sostituire il coraggio e la determinazione del giovane Potter, Silente è un Jude Law in parte ma che si contraddice per molti aspetti rispetto alla sua versione anziana, Lita Lestrange è utile come un bicchiere di plastica forato. Grindelwald è l’unico a emergere, a far meritare una parvenza di sufficienza a quello che è un gran pasticcio di sceneggiatura e regia, sorretto da un comparto tecnico di buona fattura ma che non lascia spazio a nessuna meraviglia.

Buchi di trama fantastici e dove trovarli. La nota dolente è che sia scritto, e quindi autorizzato, proprio dalla Rowling, Il suo stile si riconosce nelle scene migliori, dopodiché si denota una difficoltà nel gestire una sceneggiatura cinematografica rispetto a un romanzo.

Alla zia J.K si può perdonare tutto?

Orzo Nimai

Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

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