Recensione Cinecomic: Black Panther

Regia Ryan Coogler
Paese – Anno – Durata USA – 2018 – 134′
Stagioni/Episodi
Sceneggiatura Ryan Coogler e Joe Robert Cole
Produzione Marvel Studios
Genere Azione, avventura, cinecomic

SPARTIACQUE

Alzi la mano l’appassionato Marvel con gli zoccoli duri e gli albi della Corno in vetrina che si reca al cinema a vedere i film della Casa delle Idee con la speranza di sentire, di nuovo, quel trascinamento emotivo, la sensazione meravigliosa di vedere il proprio beniamino muoversi sullo schermo rompendo l’imbalsamatura delle vignette. Alzi la mano e intoni canti di guerra, battendo i piedi e contraendo il diaframma per lanciare un urlo. È arrivata la Pantera nera e stavolta non c’è niente da ridere.

Si faccia avanti lo spettatore pop-corn, che da un film di super eroi si aspetta botte e cazzeggio, si lasci trascinare da un’atmosfera tribale e spirituale. Si fermi ad ascoltare e riflettere su temi comuni su cui il nostro presente ci chiede di riflettere.

Entrambi i contendenti al centro della cascata, lancia e scudo ben stretti, la sfida sta per avere inizio. Anche se credo che Black Panther sia quel tipo di film in grado di accontentare entrambi gli schieramenti.

BENVENUTI NEL WAKANDA

Questo 2018 ha avuto inizio con il botto grazie all’arrivo nelle sale di Black Panther, neo film che approfondisce le origini e la caratterizzazione di un singolo tassello del complesso Marvel Cinematic Universe. Introdotto per la prima volta in Captain America: Civil War, il principe T’challa torna nella sua terra d’origine, il Wakanda, una nazione immaginaria dotata di risorse incredibili grazie al vibranio, un metallo che viene estratto nelle profondità del sottosuolo su cui è sorta la civiltà. La morte di suo padre lo carica di grandi responsabilità, ma il trono è un albero scomodo anche per una pantera.

Essendo un film di origini, Black Panther non si fregia di una trama sorprendente ma sceglie di scavare a fondo nelle contraddizioni di un governo monarchico che mischia tradizione e innovazione scientifica, dando vita ad un governo giusto con i propri sudditi ma anche chiuso e refrattario alle vicende esterne di chi lo circonda. Molti sono i temi affrontati: le menzogne e le difficoltà del potere, il conservatorismo e il libertarismo, la brama di riscatto, la famiglia e la collettività, le ingiustizie sociali. Scusate se è poco tutto questo in un film di super eroi. Anzi, tutto ciò dovrebbe essere la norma.

Siamo a casa
– Okoya

T’CHALLA

La grande atmosfera del film raggiunge picchi di novità grazie all’ambientazione africana che ci regala scorci naturalistici i quali trasmettono calore fin dentro la sala, panorami suggestivi, costumi sgargianti, spiritualismo e tradizione. In alcuni momenti vi perderete davvero nelle luci ambrate della pellicola. La scelta del regista Ryan Coogler è stata quella di costruire un mondo con le proprie usanze, che funziona in maniera autonoma, costringendolo ad uscire dal guscio e affrontare allo stesso tempo una minaccia interna. Tutto ruota attorno a T’Challa, nuovo re del Wakanda, alla sua famiglia e ai suoi alleati, fino a quando la verità non lo obbligherà a confrontarsi persino con essi.

La prima parte del film sembra un episodio di 007, con sfoggio di gadget sensazionali e scene ad alto tasso di adrenalina che reggono per tutta la prima metà. Il secondo tempo tira fuori il punto di crisi e una riflessione sul conflitto tra chi lotta per sè stesso e chi si batte per una causa comune. In maniera paradossale, non è il nostro protagonista il favorito, ma il suo rivale Killmoger che si fa portavoce di un dissenso e di un lato oscuro del governo conservatore del Wakanda. T’Challa dovrà maturare e capire che il fronte comune è una necessità. Ma non ci sarà libertà senza combattere e piano piano il film decolla in un firmamento di azione spettacolare e battaglie all’ultimo sangue.

È tutta la vita che aspetto.
– Killmoger

LA PANTERA NON PERDE IL PELO

Sorretto da un comparto scenografico sontuoso, da una colonna sonora d’impatto (le canzoni originali sono firmate da Kendrick Lamar), portatore di tematiche che conducono al dibattito, Black Panther è l’esempio di una politica aziendale portata avanti dalla Marvel da un po’ di tempo a questa parte: tematiche comuni gestite con una formula d’intrattenimento. In alcuni casi la tecnica di eccessiva leggerezza e comicità tende a far perdere forza drammatica al tutto, in questo caso si ride davvero poco e si rimane incollati sull’azione. Funziona molto bene la regia, la scrittura si dilata un po’ troppo nella seconda parte e perde un po’ di ritmo, la messinscena e la caratterizzazione dei personaggi rimane impressa e il comparto attoriale regge bene la prova.

Continuo a nutrire dei dubbi sul carisma di T’Challa stesso, ma in questa prima iterazione si regge in piedi grazie a ciò che gli ruota attorno.

Un ottimo film dei Marvel Studios. Rullino i tamburi.

Quello che succederà ora determinerà ciò che succederà al resto del mondo
– T’Challa/Black Panther

C4 MATITE:

Orzo Nimai

Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

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