Recensione Film: Io sono Mia, Rai Fiction racconta Mia Martini

Forte e fragile: così era Mia Martini, nome d’arte di Mimi Berté, sorella di Loredana e cantante capace di segnare la musica europea a cavallo fra gli anni ’70 e ’80 del secolo scorso. In occasione del festival di Sanremo, ecco che Rai Fiction offre al pubblico del grande e piccolo schermo il biopic dedicato a questa grande donna, la cui vita è stata segnata da eventi traumatici e da esplosivi successi (Minuetto, Almeno tu nell’universo…).

LA STORIA

La scelta del regista Riccardo Donna per raccontare questa peculiare vita, di breve durata (Mia morirà infatti a 47 anni, per infarto), è delle più consuete: si va à rebours, partendo dalla fine (o dal trionfo) della carriera di Mimi (interpretata da una bravissima Serena Rossi) per ritornare passo passo su tutti i momenti significativi affrontati in precedenza, “sempre a bordo di una macchina”, come avrà modo di confessare la cantante calabrese. La cornice di questa narrazione è la classica intervista, condotta da Sandra (con il volto di Lucia Mascino), giornalista arrivata alla kermesse musicale per intervistare Ray Charles, ma che verrà dirottata su questa piccola donna di carattere, vista come un’artista ormai decaduta che fa di tutto per rialzarsi. Dopo un breve conflitto iniziale, Mia inizierà ad aprirsi al racconto, fino ai retroscena più privati.

UNA MISE EN SCENE DIFFICILE

Se il soggetto è interessante, lo sviluppo non è alla sua altezza: il film scorre piacevolmente, senza mai annoiare lo spettatore, ma spesso i momenti chiave della vita di Mia vengono banalizzati o stereotipati. È il caso del conflitto con il padre, la cui fondatezza psicologica fatica ad emergere da quanto visto su schermo, riducendo il tutto a due scene, a nostro avviso, di poco impatto, non tali da giustificare uno scontro vero; altro caso emblematico è l’inizio della storia d’amore con il fotografo Andrea (doppio di Ivano Fossati, che non ha voluto apparire nel film) e l’incontro sul palcoscenico, la cui dinamica è propria dei più classici film d’amore. Proprio l’attore Maurizio Lastrico, compagno di Mia nella pellicola, offre un’interpretazione scarsamente convincente, manchevole d’espressività, mentre un po’ sopra le righe appaiono le battute di Dajana Roncione, che interpreta Loredana. Di segno positivo sono invece le prestazioni attoriali di Serena Rossi, decisamente in parte, e di Edoardo Pesce, un comicissimo Franco Califano di breve apparizione: pesa tuttavia la mancanza di Renato Zero, anch’egli volutamente assente, nonché di un vero entourage artistico attorno alla Martini; pochissime le figure secondarie di vero rilievo, capaci di dare spessore ai rapporti interpersonali. L’eccezione è rappresentata da Alba (Nina Torresi), una figura di supporto presente in tutta la pellicola, anche se quasi mai davvero incisiva.

Il film, della durata di un’ora e mezza circa, avrà una distribuzione particolare: dapprima sarà presente nelle sale il 14-15-16 gennaio prossimi, per poi approdare sulla rete ammiraglia nazionale nel corso del mese di febbraio, momento nel quale si situa la ben nota manifestazione canora della riviera ligure, ove il premio della critica è intitolato proprio alla memoria di Mia Martini.

Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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