Recensione Cinecomic: Spiderman – Un nuovo universo

TANTI UNIVERSI, UN SOLO EROE

Il personaggio di Spider-Man, come ogni super eroe, possiede una sequela di versioni alternative che si districano in vari universi, una tela di situazioni e accadimenti che mescolano i personaggi dell’universo principale e li riadattano. La scelta di partire da questo concept per un nuovo film d’animazione targato Marvel e Sony si è rivelata vincente per riportare (di nuovo!) l’Uomo Ragno sul grande schermo.

Dato che, dopo la trilogia di Raimi, la non conclusa trilogia con Andrew Garfield e i nuovi episodi del MCU, Spider-Man è stato visto e stravisto dondolare con le sue ragnatele al cinema, una versione animata che non raccontasse per l’ennesima volta un’avventura in singolo di Peter Parker era necessaria per dare una ventata di freschezza al personaggio. Proprio in riferimento ai molteplici adattamenti dello stesso personaggio, che ne dimostrano la versatilità e la potenza visiva ed emotiva, Un nuovo universo ci mette tanti Peter Parker (e non solo) in un unico film connessi da una trama coerente con il formato in cui viene raccontata.

UNA NUOVA ANIMAZIONE

Non sono un esperto di animazione digitale, non sta a me sciorinare tecnicismi su come sia stato realizzato questo film, posso solo narrarne la roboante dinamica. E’ un piacere per gli occhi guardare muoversi su schermo colori, linee, effetti, personaggi. La fluidità dell’azione è guidata da ben tre regiisti: Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman i quali “disegnano” un’avventura che si slancia in maniera agile proprio come il suo protagonista attraverso i grattacieli. I riferimenti al mondo del fumetto, inteso come forma d’arte, si ritrovano nell’utilizzo delle vignette, linee cinetiche, citazioni su citazioni, l’estetica delle tinte e dei colori.

Un’animazione che porterà su nuove altezze gli standard e che ispirerà i nuovi prodotti? Il tempo lo deciderà, ciò che è certo è che Un Nuovo Universo si attesta su nuovi metri di paragone.

LA TELA DEI RAGNI

La trama vede al centro Miles Morales, il giovane Uomo Ragno dei fumetti che qui riparte da zero e vede consegnarsi il testimone da Peter Parker nella sua lotta contro Kingpin. Il re del crimine ha aperto un portale dimensionale per ripescare da un altro universo l’amata moglie e il figlio scomparsi, ma lo Spider Man del suo universo lo ostacola e dalla lotta si scatena un incidente che trasporta i diversi Uomo Ragno delle altre dimensioni in quella di Miles. Riuniti e speduti, le varie versioni, tra cui la bionda Spider-Gwen, dovranno combattere uniti per risaldare le loro vite. Ma non è la lotta tra bene e male il centro del film, bensì la lotta contro la propria vita e le proprie scelte. Miles è un adolescente che deve trovare il suo posto del mondo e venire a patti con l’ingombrante figura paterna, Peter Parker di un altro universo è una versione fallita e depressa che compie un viaggio di crescita e di coraggio per sconfiggere le proprie insicurezze. Sono loro al centro della storia, due identità che si rapportano come un mentore-allievo imparando l’uno dall’altro, crescendo insieme.

La trama è di per sé semplice e comprensibile ma si stratifica e riesce a reggere ogni minuto senza mai scadere nel banale. Ogni singolo personaggio ha un arco narrativo, un approfondimento psicologico minimo ma coerente, i riferimenti al Ragno-Verso sono tantissimi ma nulla è precluso ai neofiti.

Un film adatto ai giovani e ai veterani del fumetto, d’intrattenimento e di riflessione, profondo a livello emotivo e perfetto a livello grafico.

Se la nuova linea dei film di super eroi passerà per l’animazione, e le basi sono queste, lunga vita ai cinecomic.

Orzo Nimai

Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

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