Recensione film: Most Beautiful Island

Regia Ana Asensio
Paese – Anno – Durata USA – 2017 – 87 minuti
Stagioni/Episodi
Sceneggiatura Ana Asensio
Produzione Jenn Wexler, Chadd Harbold, Larry Fessenden, Noah Greenberg e Ana Asensio
Genere Thriller drammatico

Non devi fare niente che non vuoi fare.

LA TRAMA

Il film parla di una giovane ragazza spagnola di nome Luciana. La protagonista si è trasferita da poco a New York City dove si arrangia ogni giorno per guadagnare qualcosa per vivere. Passando da promotrice vestita da pollo per un fast food a babysitter Luciana è costantemente al verde. I soldi per le cure sanitarie e l’affitto non ci sono e ogni lavoro è ben accetto. Un giorno riceve dall’amica russa Olga una proposta molto allettante: 2.000 dollari in contanti per andare a una festa privata vestita di nero con tacchi alti alla quale previsto alcun rapporto con i presenti. La protagonista si ritrova in uno scantinato assieme ad altre ragazze come lei. L’attesa logora tutte le attraenti giovani donne che da un momento all’altro vengono scelte dai partecipanti alla festa i quali, dopo aver piazzato delle scommesse, iniziano a…

L’INQUIETUDINE

Il fattore comune per tutti gli 80 minuti di durata della pellicola è l’inquietudine. Ogni scena viene vissuta dal punto di vista della protagonista e lo stato di ansia tiene lo spettatore incollato allo schermo quasi senza fiato. Spesso la telecamera si sofferma su dettagli talvolta disgustosi. Luciana è logorata per una grave perdita familiare, questa è molto probabilmente la causa del suo trasferimento un po’ avventuroso nella Grande Mela. Il momento di massima tensione si ha durante l’attesa all’interno dello scantinato in cui la protagonista deve aspettare per soddisfare i desideri dei facoltosi ospiti della festa esclusiva. Cerca di capire cosa potrebbe succedere all’interno della stanza degli ospiti e cosa nasconde la misteriosa borsetta che le è stata consegnata chiusa con un lucchetto.

CONCLUSIONI

Most Beautiful Island è il film d’esordio alla regia per l’attrice spagnola, protagonista della stessa pellicola, Ana Asensio. Si tratta di un lavoro a basso budget, gli effetti speciali sono inesistenti e scelta di riprendere con una telecamera a mano trasmette benissimo lo stato di costante ansia durante tutto il film. Il tema affrontato è molto attuale e accomuna parecchi giovani immigrati negli Stati Uniti d’America in cerca di fortuna. Personalmente ho trovato molto interessante il racconto di una giornata qualsiasi che può evolvere in modo inaspettato. Sicuramente non si tratta di un’idea rivoluzionaria ma è una storia personale che la regista ha sentito di condividere interpretando la protagonista. Se amate il cinema indipendente americano o se amate le vicissitudini di persone che cercano di arrangiarsi ogni giorno per sopravvivere allora questa pellicola fa per voi. Ana Asensio si è tuffata in un’avventura molto interessante e a giudicare anche dai riconoscimenti ricevuti ha volto un ottimo lavoro con questa sua opera prima dietro alla macchina da presa.

C4 MATITE:

Marco Rubertelli

Appassionato di fumetti e informatica. Dopo essere stato un fedele abbonato a Topolino per anni, un giorno, per caso, legge l'albo #224 di Dylan Dog, Sul filo dei ricordi, e inizia a leggere tutta la serie. Presto l'interesse si estende a qualunque tipo di fumetto, soprattutto graphic novel. Nel novembre 2013 fonda insieme all'amico Nicholas il portale C4 Comic.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.