Recensione Film: Robin Hood – L’origine della leggenda

LA STORIA

In molti si chiedo come mai il fuorilegge di Sherwood, che ruba ai ricchi per dare ai poveri, sia ancora così popolare dopo quasi 800 anni in cui ci viene raccontato in tutte le salse. Bisogna dare atto a Otto Buthurst, regista della nuova pellicola da domani nelle sale italiane, che per la prima volta ci viene presentato un Robin Hood in un insolita chiave giovane e moderna. Purtroppo però il risultato ottenuto arriva, secondo noi, a sfiorare il trash in molti punti con il risultato di beccarsi a pieno titolo l’epiteto da bar di “americanata“, estrema sintesi dell’action-trash statunitense, che abbiamo imparato ad amare in momenti in cui vogliamo spegnere il cervello e goderci scazzottate e sparatorie che sfidano ogni legge fisica e anatomica. Il termine sparatorie non è stato usato a caso da chi vi scrive, poiché nella pellicola archi e balestre vengono usate come pistole e mitragliatrici, con risultati comici e spettacolari allo stesso tempo.

Taron Egerton stars as ‘Robin Hood’ in Robin Hood. Photo by: Attila Szvacsek.

Otto Buthrust con la sua meravigliosa Peaky Blinders (recuperatela assolutamente su Netflix) e con uno degli episodi più belli e disturbanti di Black Mirror (la parola chiave è maiale) ha decisamente alzato l’asticella delle aspettative per questa pellicola e va da se che ci si aspettasse un Robin Hood poco convenzionale ma senza dubbio convincente, caratteristica che dopo aver visto la pellicola facciamo fatica a conferirgli. Questa volta l’eroe in calzamaglia è interpretato da Taron Egerton, noto al pubblico grazie alla trasposizione cinematografica di Kingsman di Millar. Siamo quindi di fronte a un Robin giovane, che viene catapultato dall’idillio del suo piccolo feudo, che condivide con l’amata Marian (Eve Hewson), all’inferno delle crociate, a causa delle sordide trame ordite dallo sceriffo di Nottingham, affidato stavolta a Ben Mendelsohn, che con questa interpretazione (la migliore della pellicola) conferma di essere diventato l’attore di riferimento per il ruolo di cattivo, come già mostratoci in Rogue One e Ready Player One. Tornato a casa Robin troverà il suo universo stravolto, ma ad aiutarlo ci penserà Little John, questa volta in un insolito ruolo di mentore, interpretato dal cazzutissimo Jamie Foxx.

CONCLUSIONI

Il cast stellare, a cui non dimentichiamo di aggiungere Murray Abraham (il Salieri di Amadeus), non basta a conferire un minimo di solennità alla pellicola, che a causa di alcune dinamiche fortemente volute dal regista la rendono surreale in diversi punti. Il mantra della produzione è stato “facciamolo moderno” e quindi dalle armi poco realisticamente performanti ai costumi dal taglio moderno, confezionati con materiali dell’epoca, questo mantra è stato rispettato in toto, fino a portarci ad uno scontro tra i soldati agli ordini dello sceriffo e il popolo in rivolta, più simile a uno scontro tra black block e la celere (con tanto di molotov medievali) che a una sommosa del 1200.

Tutto ciò è necessariamente un male? No, come non lo è l’action all’americana in generale, ma lo spettatore è avvisato: spegnere il cervello prima di entrare in sala per potersi godere le scene d’azione è condizione necessaria ma non per tutti sufficiente. Se ci riuscite, non ve ne pentirete.

Noman Al Ani

Figlio di due fricchettoni che, durante l'infanzia lo hanno rimpinzato di libri e trascinato in giro per mostre di pittori Uzbeki. Da li ad amare il fumetto il passo è stato breve. Tuttora il suo sogno più grande è diventare uno Jedi.

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