Collezionismo: Artiglio d’acciaio

UNA SFIDA MODERNA

ArtiglioIn un periodo storico nel quale praticamente vede la luce di tutto, da eclatanti capolavori a ridondanti “fumettucoli“, certe volte vale seriamente la pena di avventurarsi in un passato non troppo remoto per scoprire che tutto sommato qualche idea buona, purché imbevuta di una dose di bizzarria, c’era davvero. Uno di questi casi è “Artiglio d’acciaio“, un fumetto congegnato bene che purtroppo non ebbe il giusto risalto. Le vicende narrate sono quelle della Squadra Ombra, un efficientissima squadra di agenti speciali molto particolari, capeggiati dal più straordinario di tutti: Louis Crandell. Uomo dal fascino indiscusso e contemporaneamente dotato di prodigiosi poteri come rendersi invisibile assorbendo energia elettrica dal proprio corpo, ma il vero pezzo forte è la mano artificiale, un vero e proprio artiglio d’acciaio, dotato di sfolgoranti caratteristiche tecniche come quella di produrre irresistibili scariche elettriche. Intendiamoci, non sarà di certo la miglior sceneggiatura che vi è stata raccontata, ma il suo onesto dovere di storia lo copriva ottimamente. La storia editoriale assai breve, durata totalmente 13 numeri ha visto però avvicendarsi due case editrici, la prima artefice dei primi 4 numeri fu “Agena editoriale” che subito dopo, per i restanti 9 cede il passo a “Bianconi“. Se i disegni delle tavole tutto sommato si limitano a un sufficiente mantenimento, merito anche del lavoro del lungimirante Studio Rosi, fortemente impegnato su tantissime testate in quegli anni, le copertine sono degne di nota, affidate ad un maestro che risponde al nome di Iacono. Il tratto pittorico a tutti gli effetti è determinato, forte, comunicativo, carico di quel gusto vaporoso che gli anni sessanta si sono trascinati dietro.

Artiglio 11


Artiglio d’acciaio: 1
Tex, El regreso de la mano roja
The Best of Roy of the Rovers: The 1980s
L’occhio di Zoltec. Kelly’s eye: 2
Johnny Red : Falcons First Flight by Tom Tully (2011) Hardcover

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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