Collezionismo: Berserk

993f4673ed760f6cd4d6fc04713eec5207ea7edd3603e235b8d90059Era l’estate del 1996 quando in fumetteria acquistai l’albo numero 1 della serie di Berserk; i manga avevano da poco  affrontato il mercato italiano e Kentaro Miura era da noi un perfetto sconosciuto, almeno ai più. Oggi dopo oltre dieci anni e 74 albi usciti, Berserk segna numeri impressionanti, e un pubblico che, affezionato, tiene duro dopo così tanto tempo. Certo le vicende degli inizi hanno via via perso la forza iniziale del racconto che si è diluito nel tempo fino a raggiungere una trama attuale molto confusa e assai distante dalle promesse di partenza. Il successo del fumetto è da ricercare forse in tutti quei fondamenti che per la tradizione italiana sono delle novità, ad esempio la tematica fantasy o il disegno crudo e duro o il racconto esplicito senza troppe censure.

La serie adesso in Italia si è allineata con le uscite Giapponesi, così da risentire direttamente dei capricci dell’autore, che non sa garantire uscite regolari ne trovare vie di fuga credibili ad una storia che lascia più dubbi che certezze agli antichi affezionati che possiedono l’edizione originale. Nota: per tutti gli amanti del genere suggerisco di leggere pure Guin saga, il fumetto che ispirò Miura alla realizzazione di Berserk e che per certi versi ritroverete simili nelle fattezze e nei concetti, lettura che vi terrà impegnati almeno un po’ nell’attesa snervante del nuovo numero di Berserk. Del fumetto esiste una trasposizione a cartoni animati.

In questo articolo potete trovare i disegni esclusivi realizzati a tema. Qui la nostra recensione.


Berserk Collection #1
Berserk #1
Berserk Collection #30
Berserk
Berserk – Black Soldier

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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