Collezionismo: I Simpson

Stranezze dagli U.S.A.

SIMPSON__001Sfruttando il dilagante successo della serie Tv, approda in Italia la serie a fumetti (1998) solo cinque anni dopo il mercato americano per conto della Bongo Comics. In casa nostra ci pensa la casa editrice Macchia Nera, della quale abbiamo perso le tracce. Viene riproposto il formato originale spillato ed esile come impone il mercato d’oltre oceano; i colori sgargianti e le copertine accattivanti non passano inosservati in edicola (con il titolo semplicissimo “I Simpson“) ma l’avventura si conclude al numero 32, dopodiché la prosecuzione della serie passa in mano alla casa editrice Dino Entertaitment Italia, che le concede una vita editoriale brevissima, solo fino al numero 40, quanto basta per cambiarne il nome in “The Simpson“.

Dal 41 fino alla conclusione del percorso italiano, che si attesta con il numero 101, il merito è da assegnare a Panini Comics, che comunque decide di interromperla, forse a causa delle scarse vendite ottenute da un pubblico abituato a godersi il mondo di Springfield attraverso l’irresistibile serie TV.

Nel frattempo escono sul mercato alcuni spin-off dedicati a personaggi minori, titoli come: Bart Simpson (8 numeri), Bart Simpson Presenta “Treehouse of horror”, Bartman, Krusty Comics, Grattachecca & Fichetto e Radiactive Man.

The-Simpsons


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Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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