Collezionismo: Jonny Logan

91vYjsRn46L._SL1500_La fortuna crescente che cavalcava all’inizio degli anni ’70 Alan Ford, portò a credere che si potesse in qualche modo ricreare una situazione simile con personaggi analoghi ma allo stesso tempo ben distinti. Se da un lato l’ambientazione, al tempo, avveniristica di una New York crepuscolare impressionava il pubblico, per Jonny Logan (al secolo Giovanni Loganetti) si scelse una più moderata e attuale Milano. Purtroppo da sempre JL non è mai riuscito a scrollarsi di dosso l’etichetta di figliastro, non riuscendo a decollare mai veramente; si presentò al pubblico come fumetto satirico, come una sbalestrata accozzaglia di cacciatori di taglie urbani, goffi e maldestri.

JONNY-LOGAN028Le somiglianze forse sembrarono un po’ troppe e evidenti col “cugino” targato Editoriale Corno, così da rimanere nell’ombra e svilupparsi per una vita breve che conta in tutto 77 numeri tra prima e seconda serie. Fu comunque un fumetto insolito, partorito nel 1972 da Romano Garofalo e Leone Cimpellin, che affondava direttamente le proprie risorse nelle difficili tematiche di quegli anni di piombo, non era difficile infatti ritrovare ambientazioni rivolte al divorzio, le tasse, l’immigrazione e l’infiltrazione mafiosa nella politica. I disegni risultano piacevoli e leggeri, conditi da una vena sarcastica e cinica che rende scorrevole e attuale ancora oggi la lettura.

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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