Recensione Videogame: Taiko No Tatsujin – Drum Session

Editore/Distributore Bandai Namco
Autore/Sviluppatore Bandai Namco
Genere Rhythm Game
Anno di pubblicazione 2018 EU / 2017 JAP
Numero giocatori 1-2
Durata media
Contenuto della confezione Il gioco sarà disponibile solo in digitale

Prezzo

Nelle terre del Sol Levante, si sa, il mercato videoludico è completamente diverso dal nostro: nonostante le console fisse siano entrate nella vita del popolo giapponese, non hanno fatto poi tanta breccia nel cuore degli appassionati, che preferiscono giocare in metro con console portatili e smartphone.
La frenesia della vita giapponese li porta a stare sempre poco tempo nella propria dimora, adibita soltanto a mera ubicazione in cui dormire: non è un mistero che le case giapponesi siano veramente piccole.
Di conseguenza, il popolo giapponese per svagarsi è sempre fuori casa: questo è uno dei motivi per cui il mercato dei coin-op, in oriente, è ancora florido.
I cabinati di Taiko no Tatsujin, con la loro imponenza, dominano le sale giochi: musica ad alto volume, personaggi che i nostri cugini nipponici definirebbero kawaii  ed urletti lo rendono un’esperienza divertente ed estraniante.
Per la prima volta dopo 17 anni (sostanzialmente, dalla creazione del brand), Taiko no Tatsujin si appresta a sbarcare nel mercato europeo, ovviamente non con il cabinato, ma con una versione console che renderà felici tutti gli appassionati di Rhythm Games.
Ma cos’è di preciso Taiko no Tatsujin?
Quali sono i suoi punti forti?
E soprattutto, perché il Pacione è uscito fuori di testa giocandolo non stop per un anno intero?
Più avanti, questi arcani misteri vi saranno svelati.

TAIKO NO TATSUJIN: TAMBURELLO SIMULATOR

L’obbiettivo del giocatore in Taiko no Tatsujin è quello di andare a tempo di musica, seguendo le indicazioni a schermo: i comandi ovviamente differiranno a seconda del suono “Do”, Rosso e Ka, “Blu” che rispettivamente rappresentano la parte interna ed esterna del tamburo da guerra.
Il Gameplay è tutto qui, con le opportune variazioni dei comandi (il continuare a “rullare” sulla pelle della percussione è contraddistinto da una striscia lunga gialla, c’è il martellino che ci vedrà premere forsennatamente i pulsanti fino a che il counter non scenda a 0 e altre variazioni, relegate alle difficoltà più alte): il che è un bene, in quanto il gioco risulta accessibilissimo a tutti.
Ma come ogni buon gioco che si rispetti, il titolo è facile da giocare, ma difficile da padroneggiare: il giocatore sene si rende conto quando si iniziano ad affrontare le canzoni al livello più alto il cui sforzo di coordinazione orecchio-occhio-mani è titanico, ma sempre soddisfacente e mai frustrante.
Merito anche di un sistema di punti che non ci fa interrompere la canzone sotto un tetto di punti, ma ce la fa proseguire fino alla fine, stimolando il giocatore a provare e riprovare finché la memoria muscolare non impara i movimenti necessari per completare la canzone.
Il titolo regala molta soddisfazione e riesce ad assorbire e ad assuefare il giocatore come pochi altri videogiochi: le basi sono facili, ma applicarle a tutte le canzoni può non risultare così ovvio e scontato come pare esserlo.
Una piccola precisazione però va fatta riguardo al sistema di controllo: i giocatori europei godranno della versione only digital del titolo e pertanto non sarà possibile, se non acquistandolo separatamente (e probabilmente d’importazione) giocarlo con il tamburello.
Tuttavia, per essere competitivi e buttarsi sulle modalità online è consigliato il Pad, in quanto il velcro sotto il taiko non è sufficiente a stabilizzarlo.
Inoltre ci sono problemi di sensibilità per quanto riguarda l’anello esterno del tamburello, che ho trovato poco sensibile, rendendo eccessivamente facile perdere delle note blu, specie in sezioni in cui esse sono presenti in grandi quantità e in  maniera sequenziale.

TAMBURELLANDO TRA JPOP, ANIME E VIDEOGIOCHI

La tracklist di Taiko no Tatsujin: Drum Session è molto varia e rispecchia i gusti giapponesi in fatto di musica e costume: si passa dalla classicissima Linda Linda( traccia famosissima per chi è fan della serie e di Rhythm Games, in quanto inclusa anche in Osu! Tatekae! Ouendan! Per Nintendo DS), per Chocolate delle Babymetal fino ad arrivare a musica classica remixata, passando per le sigle degli anime che includono la sempreverde sigla di Evangelion, una delle sigle di Dragon Ball Super, We are di One Piece e altre di titoli più o meno famosi in occidente.
C’è, ovviamente anche una sezione dedicata ai videogames con brani come il Tema di Ryu da Street Fighter V e un brano dedicato a Pac-Man che ho particolarmente apprezzato.
Delude l’assenza della sezione folklore, inglobata in una sezione varietà che include la canzone di Hello Kitty e il fenomeno del 2017, PPAPP di PicoTaro.
Una buona selezione di tracce che però potrebbe far scontento qualche occidentale, in quanto il Jpop non è per tutti: c’è da chiedersi se in futuro Bandai Namco pubblicherà dei DLC con canzoni che possano venire incontro ai fan del titolo europeo, cosa che probabilmente accadrà se il titolo avrà un buon riscontro di pubblico.

TAMBURELLO KAWAII E MODALITÀ DI GIOCO

Taiko no Tatsujin Drum Session per PS4 propone una rosa di modalità abbastanza essenziali, ma se pensiamo al tipo di gioco è più che normale.
Abbiamo il single player, che tramite le impostazioni ci permette di modificare a nostro piacimento non solo la difficoltà della canzone che affronteremo, ma anche parametri opzionali (quali confrontarci col nostro fantasma o con fantasmi di persone che abbiamo incontrato in modalità online), una modalità multiplayer locale ed una online, che ci permette di salire di rango affrontando a colpi di bacchette altri giocatori.
La grafica del titolo, nella sua essenzialità è eccellente: la palette di colori è veramente solare e restituisce un feeling allegro, da festival estivo giapponese.
L’area delle note è al centro dello schermo e non è assolutamente disturbata dai ballerini sottostanti, né tantomeno dai dettagli dello scenario dietro alla canzone.
Il gioco offre una modalità di personalizzazione dove potremo cambiare sia il suono del nostro taiko, sia il suo aspetto, andando a rendere il titolo ancora più buffo e divertente.

 

Conclusione

La serie di Taiko no Tatsujin finalmente sbarca su console anche in Europa grazie a questo Drum Session che di sicuro farà breccia nel cuore degli appassionati di Rhythm Games, specie per quelli che, in un modo o nell’altro, hanno avuto la fortuna di provare l’arcade in sala giochi.
Dispiace che il bundle con il Taiko non sia presente nella versione europea, relegata solamente al capitolo in uscita per Nintendo Switch l’8 Novembre.

Modus Operandi

ho giocato a Taiko no Tatsujin: Drum Session per un anno intero, in quanto ho acquistato il titolo in Giappone  il 30 Ottobre 2017.
Le due versioni sono identiche, al punto che la versione nipponica aveva già incluso la lingua Inglese.
Ho anche acquistato alcuni DLC del PSN Giapponese che, ovviamente, non saranno inclusi nella versione occidentale del gioco.



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Pacione Bosconovitch

Pacione Bosconovitch è un losco figuro appartenente all'anonimo mondo del web. Ama parlare di videogiochi, sia vecchi che nuovi, ed ama viaggiare.

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