Recensione Videogame: Ride 3

La serie di Ride, sviluppata dalla italianissima Milestone, è una serie che ha cercato di raccogliere la corona del trono da Tourist Trophy, titolo di corse con motovetture, uscito solamente su PS2.
i ragazzi di Milestone, ha sempre avuto a che fare con il mondo delle moto: nei loro carnèt annoverano sia giochi di superbike che alcuni titoli della serie MotoGP (tra cui l’ultimo uscito nel 2018).
La serie di Ride nasce nel 2015, con un primo capitolo acerbo, ma progressivamente è andata a migliorare: la terza iterazione della saga sarà riuscita ad aggiustare le magagne tecniche che inficiavano il precedente titolo?

Let me tell you a story about a bad driver and a good Moto

Mi tolgo subito il dente dolorante dalla bocca: io sono un pessimo pilota.
Non vi posso negare che non ho mai guidato una moto, e ho preso, nella  mia vita, solo 3-4 volte il motorino.
Non ne so un accidente di moto, sebbene ne apprezzi l’estetica.
Fatta questa doverosa premessa, la modalità carriera ci consente di creare velocemente un nostro personaggio, che sarà subito pronto ad acquistare una moto e scendere in pista.Sebbene l’editor del personaggio sia piuttosto spoglio, ci sono delle scelte molto importanti da fare che andranno ad influenzare il nostro stile di guida: cosa che, da bravo incapace coi motori, non ho immediatamente intuito, pensando si trattasse di una cosmesi delle animazioni del personaggio.
Ma la personalizzazione più bella che il titolo offre è quella delle livree delle moto, che risulta veramente impressionante: decine e decine di loghi sono a nostra disposizione, con molti elementi originali da applicare al nostro design che si avvale di un sistema a layer molto simile a quello di programmi di editing professionale come Photoshop.
La campagna del titolo sfrutta un escamotage molto intelligente: la narrazione avverrà attraverso la collezione di alcuni periodici che raccontano la storia di una scuderia o la storia reale di una categoria, risultando molto interessante non solo dal punto di visto del giocato, ma anche dal punto di vista culturale.
I contenuti del gioco sono mastodontici: ci sono ben 30 circuiti e 230 veicoli a cui presto si aggiungeranno altri 70 previsti come DLC.
Questa ampiezza di contenuti lo avvicina al vetusto e massiccio Tourist Trophy, che viene superato dal numero di veicoli disponibili in Ride 3 (anche perché i supporti e il peso dei giochi di questi tempi sono di gran lunga superiori a quelli dell’epoca).
Come se questo non bastasse, ogni veicolo è personalizzabile, non solo esteticamente, ma anche meccanicamente.
Ci sono anche moltissime modalità su cui mettersi alla prova: tuttavia si avverte un po’ di ridondanza e ripetitività, in quanto sono le solite modalità disponibili in qualsiasi gioco di corse simulativo.
La campagna procede egregiamente, anche grazie ad un intelligenza artificiale rivista, che a tratti riesce a convincere in maniera egregia, in altri punti è un po’ claudicante:  mi è capitato più volte di trovarmi davanti ad un campione e di avere dietro dei bradipi su due ruote, costringendomi a cambiare settaggi negli immensi menù del gioco che consentono di personalizzare a pieno le nostre gare.
Sebbene abbia affrontato la carriera a difficoltà più bassa, ho fatto testare il titolo a piloti di moto decisamente più esperti di me, e mi hanno detto che alcune volte le moto degli avversari piegavano in maniera un po’ innaturale, in quanto piegavano un poco e poi ritornavano dritti.
Gli esperti hanno avuto la sensazione che anche gli avversari stessero giocando ad un titolo di corse di moto sportive e pertanto non gli ha restituito un feeling dell’esperienza “reale“.
Il titolo, online funziona benone: non ho incontrato particolari lag e anche con la mia 7 mega il titolo andava liscio come l’olio: inutile dire che ho mangiato la polvere a colazione, pranzo e cena.

Simulazione, simulazione, simulazione

Ride 3 è un gioco altamente simulativo: dovete dosare in maniera opportuna il gas, piegare in un certo modo e sarà difficile recuperare una traiettoria se la avete sbagliata in curva.
Insomma, serve una maestria e una conoscenza di un certo tipo con le moto per domare il sistema di guida del titolo.
Fortunatamente, agli impediti come me, viene in aiuto il menù di gioco che ci consente di scegliere sia il comportamento dell’intelligenza artificiale (ho praticamente affrontato tutta la carriera principale a “Neopatentato”, grazie Milestone per ricordami che non so guidare), sia se abilitare o disattivare gli aiuti alla guida offerti da Ride 3.
Opzioni che aiutano e guidano il neofita a fare le migliori scelte in pista, cercando di migliorare il loro stile di guida.
Tra l’altro, il sistema di aiuto con la traiettoria è dinamico e ci mostra, a seconda della nostra velocità e della nostra posizione, la traiettoria giusta da affrontare e dove e come decelerare o accelerare.
La fisica della guida è eccellente e si ha la sensazione di tenere una moto abbastanza pesante tra le mani: i nostri input vengono letti in maniera decisamente realistica, la moto non è una banderuola da poter girare a destra e a sinistra a seconda delle nostre occorrenze, ma una volta dato un input sarà ben difficile che dando l’input opposto la moto si riprenda.
Lo sfruttamento del motore fisico però andrebbe un po’ rivisto: non tanto per quanto riguarda il modello di guida, ma per quanto riguarda compenetrazioni poligonali e “tocchi” alle moto, che cadono troppo facilmente.
La grafica è ottima, specie per quanto riguarda i riflessi ambientali: i colpi di sole che baciano le moto, così come i riflessi delle luci artificiali, fanno risultare la carena del veicolo un po’ plasticosa e finta.

Conclusione

Ride 3 è un titolo eccellente per chi è interessato ad un prodotto di corse strettamente simulativo: il realismo dell’esperienza, al netto di qualche difetto di IA e di fisica, è impressionante e si propone come il più valido esponente del genere.
Il gioco fa un ottimo lavoro anche nel proporre curiosità e fatti storici riguardo ai marchi e alle categorie che lo rendono un prodotto senz’altro interessante anche come “atlante” del mondo delle moto.

Modus Operandi

Ci è stato inviato una copia digitale per Ps4 dal publisher del gioco, Koch Media.
Ho giocato al titolo, cadendo e ricadendo dalla moto, per circa 20 ore di gioco, facendo provare e raccogliendo informazioni a piloti di certo più in gamba di me.

Pacione Bosconovitch

Pacione Bosconovitch è un losco figuro appartenente all'anonimo mondo del web. Ama parlare di videogiochi, sia vecchi che nuovi, ed ama viaggiare.

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