Ale & Cucca #0

Parlami, dolce Musa.
Raccontami i suoi Sogni più preziosi,
svelami i suoi Desideri più intimi,
illumina le profondità delle sue Emozioni.
Fammi sentire ogni singolo battito del suo Cuore.

(PRIMISSIMI) AMORI METROPOLITANI 

ALE E CUCCA 1Il movimento del manga italiano è giovane, così come lo sono molti dei suoi autori. Ale & Cucca #0, realizzato da Elisabetta Cifone e recentemente arrivato nelle edicole  e nelle fumetterie, fa parte di questa nuova corrente. Si tratta di uno Shojo che trova le sue origini sul web e che parla d’amore, di amore e di tutto lo scompiglio che questo sentimento può portare in un gruppo di ragazzini a malapena adolescenti. I protagonisti hanno infatti tutti attorno ai 12 – 13 anni, anche se a prima vista sembrano anche più giovani (più simili a volte ai protagonisti di un Kodomo). Fanno da contraltare all’età dei protagonisti le tematiche dell’opera, trattate in maniera piuttosto esplicita ed adulta, tanto che il volume viene consigliato ad un pubblico maturo. Ma andiamo per gradi.

PERCHÉ UN MANGA?

Alessia (Ale) è una ragazzina come tante, ha un ragazzo ed è appena tornata da una vacanza di due settimane. Si veste con attenzione, si trucca per bene ogni volta che esce, anche solo per prendere un gelato con le amiche. La sua amica Veronica (Cucca), è invece assai diversa. Si veste come capita, passa le nottate a giocare con le console e non è particolarmente interessata all’altro sesso, o almeno non così tanto da darlo a vedere. Il suo ragazzo l’ha lasciata da poco… Il primo bacio vero di Simone ad Alessia e l’amore non corrisposto(?) di Diego per Veronica, sono la struttura portante di questo numero zero, una presentazione generale del soggetto più che una vera e propria storia. DalALE E CUCCA 3 punto di vista tecnico lo stile utilizzato non convince in toto, anche se si piazza nel solco del -si può dire- neonato Manga Italiano, con tutti gli interrogativi che questa definizione porta in dote. Se come termine di giudizio teniamo presenti anche solo alcuni degli stilemi tipici degli Shojo, Ale & Cucca presenta solo quei cliché grafici che lo rendono sì riconoscibile come manga per ragazze, ma niente di più. Quello che Alessia fa nel corso della storia potrebbe essere letto su un qualsiasi manga di Mia IkumiYoko Kamio. Il problema, se di problema si tratta, è che lo shojo trova le sue origini nella cultura giapponese e in un certo schema di comportamento sociale profondamente radicato nei ragazzi e nelle ragazze di quelle latitudini. Questi schemi sono di certo molto lontani dagli italianissimi protagonisti di questo manga, ciononostante i bambini alternano, tavola dopo tavola, pose e comportamenti estremamente giapponesi a linguaggio e atteggiamento da ragazzino del bel paese. Da qui il dubbio: volendo parlare di adolescenti italiani, perché affidarsi ad uno stile manga che appare superfluo e fuori contesto?
Dal punto di vista grafico invece lo stile shojo è perfettamente riconoscibile e ben realizzato in alcuni tratti. I personaggi molto morbidi caratterizzati da sguardi languidi  e capelli fluenti,  costantemente attraversati da ALE E CUCCA  evidenzainvisibili refoli di vento, denotano una grande attenzione nei dettagli e il risultato è notevole. Meno gradevole dal punto di vista narrativo, perché sostanzialmente decontestualizzato, è l’uso dei trucchi classici dello shojo, dalle lacrime a cascata alle protagoniste stile deformed che rimangono pietrificate. Altra pecca di questo numero zero è una certa mancanza di caratterizzazione fisionomica dei personaggi, generalmente molto simili fra di loro, e una sostanzialmente limitata gamma espressiva, caratteristiche che  non rendono in genere agevole la lettura. Grande attenzione è stata posta invece alle acconciature e ai costumi, che in effetti rappresentano i tratti maggiormente distintivi fra i vari characters. Pur trovandosi davanti ad una esordiente, era lecito aspettarsi qualcosa di più, in particolare per quanto riguarda tutti quegli elementi che esulano i protagonisti ed i personaggi umani in generale. Fatta eccezione per alcune tavole assai curate, in generale la realizzazione degli sfondi, l’uso che la autrice fa della luce e dello spazio pagina parlano di un prodotto abbastanza acerbo, quasi scolastico per costruzione e sviluppo.

VOGLIA DI SHOJO

ALE E CUCCA 4Ale & Cucca#0 , di Elisabetta Cifone ed edito da Bellesi & Francato Publishing , a mio modesto parere, non ha bisogno dello stile manga per raccontare la storia che vuole raccontare. Utilizzando un registro grafico diverso, più adatto a collegare i protagonisti al contesto della storia, si sarebbero potuti apprezzare in toto tutti quei riferimenti culturali ai quali l’autrice fa riferimento e che nei credits sembrano emergere come centrali nell’opera. Per questa ragione la storia rimane un poco ostica ai puristi dello shojo, persi fra dialoghi impregnati di italica cultura metropolitana e reazioni tipicamente orientali.
Non felice anche la scelta di rappresentare un certo tipo di  volgarità dialettica e fisica, non particolarmente piacevole in generale ed in particolare se associata a chi dovrebbe essere appena entrato alle scuole medie (imperante il dito medio che appare con regolarità fra le pagine del volume a partire dalla copertina). Se pur siamo ben coscienti che socialmente questi atteggiamenti esistono e sono ben visibili fuori dalle scuole e nelle strade, questo genere di rappresentazione obiettiva della cultura e della società non fa che aumentare la dissonanza fra il ALE E CUCCA 5registro narrativo e quello grafico. Vale lo stesso discorso per i gerghi e le forme dialettali che appaiono regolarmente fra i dialoghi dei protagonisti: se si tratta di un tentativo di contestualizzazione geografica, manca il corrispettivo grafico, ovvero una rappresentazione che faccia capire o intuire dove ci si trovi (una piazza, un monumento un teatro, facilmente riconoscibili).
Qualche dubbio sorge anche relativamente all’uso che l’autrice fa delle proprie protagoniste, spesso ritratte con vestiti e in pose piuttosto ammiccanti e scollacciate. Più di una volta le rappresentazioni delle protagoniste sono sembrano piazzate con l’unico scopo di ammaliare il lettore, senza che questo avesse rilevanza all’interno della narrazione. Tutto da buttare quindi? Certamente no. La Cifone dimostra comunque un talento che può e deve essere adeguatamente utilizzato , e del quale questo Ale & Cucca è solo un primo assaggio, pur con tutti i suoi limiti tecnici e narrativi.

Ale & Cucca è un prodotto giovane, dedicato agli amanti del manga italiano, dedicato a giovani appassionati che avranno la volontà di investire € 6.90 per supportare l’autrice e questo fumetto. Qualche legittimo dubbio sulla scelta editoriale di destinare il volume ad un pubblico maturo che, proprio in virtù di una età particolarmente distante dai protagonisti della storia, potrebbe rivolgersi ad un prodotto di più ampio respiro e spessore. Ai posteri l’ardua sentenza, per ora Buona Lettura.


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Andrea Cattani

Figlio degli anni '80 (insomma...metà anni 70...), attendo l'arrivo di Daltaniuos per finalmente fuggire da questo pianeta, a mio parere, dominato da mostri. Ecco

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